Contenuto riservato agli abbonati

Prima di cianciare di eutanasia legale andate a vedere la sofferenza reale

Di Fabio Cavallari
05 Aprile 2022
L’unico terreno sul quale il tema può essere discusso è quello che permette di avvicinarsi alle persone che vivono il problema della morte, che poi vuol dire vivere la realtà della vita
Scatoloni di firme per il referendum sull’eutanasia davanti alla Cassazione
Il deposito in Cassazione delle firme per il referendum sull’eutanasia promosso dai radicali, Roma, 8 ottobre 2021 (foto Ansa)

Qualcosa non regge nella battaglia pro o contro l’eutanasia. Un cortocircuito che sposta il soggetto primo del tema in discussione, ossia la persona, in secondo piano rispetto agli impianti culturali, intellettuali ed anche religiosi che, essendo parte della problematica, vengono dibattuti con più o meno acume e capacità di sintesi. In un editoriale apparso su Repubblica del 18 febbraio, Carlo Galli ha scritto che a contendersi la partita sarebbero «due posizioni»: «Una è quella cattolica, che nega che la vita sia decidibile, tanto dalla politica quanto dalla volontà del singolo: la vita è un dono, non una proprietà privata. L’altra è quella laica, per la quale, invece, la vita appartiene al singolo, che ne è, appunto, il proprietario e può disporne come crede – purché non nuoccia ad altri, e purché la sua volontà sia libera».
A dire il vero, e con tutta la buona fede che va concessa all’editorialista, se dobbiamo discutere di eutanasia il punto sta altrove. Non nella divisio...

Contenuto a pagamento
Per continuare a leggere accedi o abbonati
Abbonamento full
€60 / anno
oppure
Abbonamento digitale
€40 / anno

Articoli correlati