“Pillola del giorno dopo” senza ricetta. Che ne dicono i farmacisti?

Di Benedetta Frigerio
15 Marzo 2016
Elisa Fiocchi di Pro-Farma: «Gli studi e le gravidanze reali provano che la pillola è abortiva. Gli abusi potrebbero colpire la fertilità»

pillola-aborto-shutterstock_174193232«La “pillola del giorno dopo” è il vero pronto soccorso per chi non vuole abortire né subire un bambino non voluto», ha scritto Daniela Minerva su Repubblica dopo la decisione dell’Aifa di vendere il Norlevo senza ricetta alle maggiorenni. «Prossimo obiettivo l’abolizione dell’obbligo di ricovero di tre giorni per la Ru486 che continuo a non rispettare», ha commentato il ginecologo radicale Silvio Viale. È così che il femminismo e la battaglia radicale contro la vita, cominciata teorizzando la necessità di evitare gli aborti clandestini, giunge sempre più «verso la sua ultima e normale conseguenza con la decisione di vendere la Ella One (“pillola dei 5 giorni dopo”) senza prescrizione e di legalizzare la “kill pill” Ru486». Ossia l’aborto come diritto e quindi il “fai-da-te”. Elisa Focchi, titolare farmacista riminese e membro dell’associazione Pro-Farma, spiega a tempi.it perché «quella dell’Aifa non è una decisione con basi scientifiche».

Cosa intende?
Mesi fa, l’Aifa aveva già scelto di vendere senza ricetta la pillola “dei 5 giorni dopo”, sebbene essa abbia una efficacia d’azione abortiva maggiore del Norlevo. La scelta dell’Aifa sulla “pillola del giorno dopo” è quindi la logica conseguenza della decisione precedente. Una decisione che non ha fondamenta scientifiche e le cui conseguenze, che non conosciamo, potrebbero essere pericolose.

Ma l’Aifa non dovrebbe seguire il principio di precauzione?
Queste pillole, come dimostrano diversi studi, possono essere abortive. Non solo, un dosaggio incontrollato può essere pericoloso, come provato da altre ricerche, per la futura fertilità della donna. Basti pensare che la “pillola del giorno dopo” ha un dosaggio di progestinico dieci volte maggiore a quello contenuto nelle pillole contraccettive. Eppure questi studi non sono presi in considerazione, tanto meno dunque il principio di precauzione.

Come si è passati dall’obbligo di ricetta ripetibile alla totale assenza di prescrizione?
La decisione è stata così radicale da generare molte perplessità fra i farmacisti: basti pensare che nell’ultimo sondaggio di Federfarma è emerso che il 46 per cento degli intervistati era contrario alla decisione.

Come vi comporterete ora?
Questi farmaci hanno dei rischi abortivi, come ho spiegato, basti pensare che le gravidanze reali sono minori di quelle attese. Quindi chi non vuole non deve vendere la pillola, anche se la pressione di alcuni titolari sui farmacisti dipendenti può essere forte.

Come possono proteggersi i farmacisti?
Il Movimento per la Vita, l’associazione Giovanni Paolo XXIII, i farmacisti cattolici hanno dato vita a Pro-Farma per aiutare i farmacisti a difendersi dalle accuse o dalle intimidazioni. Basti pensare che il dottor Piero Uroda a Roma è stato denunciato dalle femministe perché si rifiutava di vedere la pillola. L’azione congiunta ha scongiurato almeno la condanna dei farmacisti denunciati. Ma purtroppo le spinte dall’alto restano enormi.

Da chi provengono queste spinte?
Come ho già spiegato, alla base della corsa alla liberalizzazione non ci sono motivazioni scientifiche. È quindi evidente che il problema sia politico: si vuole seguire l’Europa dove dominano le lobby abortiste. Ma credo che la ragione sia sopratutto economica: le pressioni delle case farmaceutiche sono enormi.

@frigeriobenedet

Foto da Shutterstock

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7 commenti

  1. Fabio

    Il nestiere di medico e” nato 2500 anni fa con ben altri principi vedi Testamento di Ippocrate e non e’nato con la balla dei diritti sociali dell’uomo della Rivoluzione Francese.
    Sono gli illuninisti i razionalisti e i vai che la pensano cone il sig. Galasi che devono adattarsi al vero , originale concetto di medico e non viceversa , deformandolo e snaturandolo

    1. Rolli Susanna

      Della serie: “Così ci gestiamo la vita”……poi, tutti in psichiatria.

      1. Rolli Susanna

        Il problema potrebbe divenire infinito se costoro inventassero, poi, la pillola dell’immortalità…Tragedia su tragedia!

  2. paolo

    Vedete a che cosa ha portato quella bolla iridescente e gigantesca del relativismo morale: è la vita che deve giustificarsi di fronte alla morte, e chi la difende è un “obiettore”!

  3. Fabio

    Si racconta che la pillola del giorno dopo e’ ” solo” antiannidatoria. Perché impedisce l’annidamento dello zigote o ovulo fecondato ( ossia un essere umano concepito) , nell’utero. Quindi e’piu’gestionale un aborto , invisibile a occhio nudo , ma e’un aborto. Perché da che mondo e’ mondo la gravidanza inizia col concepimento, non con l’annidamento
    E dato che e’piu’ impossibile sapere sevuna donna e’piu’gestionale incinta finché’ lo zigote non e’annidato e inizia ad alzarsi il livello di HCG plasmatico , solo per questo si fa finta che non sia un aborto.

  4. Giovanna

    Bravo,Galasi,hai capito tutto…

    1. Giannino Stoppani

      As usual!

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