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Su Formiche Innocenzo Cipolletta scrive: «Eccolo il punto. Siamo, e vengo alla seconda questione, in un periodo di forte e conclamato sovranismo, dove ogni governo punta a riprendersi il controllo di pezzi di politica. Invece lo spirito del rapporto Draghi è tutto l’opposto: agire insieme, all’unisono, avanzare uniti. Questo è il problema, da una parte una visione, che io condivido, dall’altra un clima poco adatto a questo tipo di sforzo. Certo, se il lavoro di Draghi riuscisse a comportare un cambio di opinione, di vento, allora sarebbe davvero un miracolo».
A Cipolletta non sfugge come il problema del Piano Draghi sia innanzi tutto politico. Però l’idea di “politica” per Cipolletta è bestemmiare contro “il sovranismo” e affidarsi a una diarchia franco-tedesca condita dalla tecno-burocrazia bruxellese. È proprio questa “via” che ci ha portato nel cul de sac in cui siamo.
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Su Politico Europe Carlo Martuscelli scrive: «He wants to put some serious financial firepower behind the pro...
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