
Piani strategici e “seat fillers”: ecco perché riesce la notte degli Oscar
Piani strategici per assegnare i posti a sedere, schiere di “seat fillers” ingaggiate per non lasciare sedie vuote in Auditorium. Aspettando la magica notte degli Oscar (domenica dalle 24, canale 124 di Sky) il Daily Mail si è chiesto: ma come si fa a evitare che ex fidanzati che magari si sono lanciati oggetti fino al giorno prima si ritrovino l’uno accanto all’altra?
Domanda legittima, perché con tutto quel concentrato di star, di triangoli alla Angelina Jolie-Brad Pitt-Jennifer Aniston ce ne sono parecchi. «È come assegnare i posti a un matrimonio dove alcuni membri della famiglia ce l’hanno a morte con altri. Tranne che per il fatto che qui devi quadruplicare lo stress e tenere in considerazione l’ego abnorme delle persone», dice un insider al tabloid britannico. Strategie a parte, l’altra figura imprescindibile nella macchina da guerra degli Oscar è il “seat filler”: un centinaio di persone normali vengono ingaggiate per riempire i posti degli attori chiamati a ritirare un premio o costretti ad assentarsi per qualche motivo, magari fisiologico.
Memorabile l’aneddoto raccontato da uno dei seat filler, che facendo uno strappo alla regola di ingaggio se ne va in bagno, dove incontra un tizio che attacca bottone: «Bella serata, a parte quel doversi alzare e sedere continuamente». Rincuorato, il ragazzo crede di trovarsi di fronte a un collega “seat filler”. «Eh, già anch’io ho appena fatto Nicole Kidman e tra poco mi tocca Orlando Bloom». È solo dopo l’occhiata stranita dell’uomo che il ragazzo si rende conto di trovarsi di fronte a Elijah Wood, costretto ad alzarsi un sacco di volte per ritirare le statuette assegnate a pioggia al Signore degli anelli. «Tu non sei un seat filler, sei un Hobbit», sbotta. Pare che Wood si sia scusato prima di andarsene in tutta fretta.
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