Contenuto riservato agli abbonati

Perché la Chiesa si guarda bene dal rinunciare alla dottrina sociale

Di Marco Invernizzi
01 Ottobre 2024
«È indispensabile», ha detto il Papa a Timor Est, «formare adeguatamente quanti sono chiamati a essere classe dirigente». E nel Magistero il «pilastro» di tale processo è da sempre lo stesso
Papa Francesco sulla papamobile tra la folla dei fedeli al termine della Messa nella Spianata di Taci Tolu, Dili, Timor Est, 10 settembre 2024
Papa Francesco sulla papamobile tra la folla dei fedeli al termine della Messa nella Spianata di Taci Tolu, Dili, Timor Est, 10 settembre 2024 (foto Ansa)

Mentre scompaiono le abitudini sociali e personali ispirate alla fede cristiana, come ormai da decenni accade in Occidente, aumenta la necessità di un nuovo annuncio che risvegli, o accenda per la prima volta, nel cuore degli uomini il fuoco della fede. Difficilmente i valori cristiani possono essere vissuti, soprattutto da chi non li riceve più attraverso l’educazione ordinaria, in famiglia o in parrocchia, se non sono preceduti da un apostolato che ponga a fondamento della proposta la fede in Gesù Cristo, cioè il fondamento dell’essere cristiani. Del resto, è stato proprio questo il significato provvidenziale dei movimenti ecclesiali nati dopo il Concilio Vaticano II come tentativo di riaccendere la fede in società oggetto di un tentativo di scristianizzazione profondo e aggressivo, esploso negli anni Sessanta in Occidente.
È vero che questo apostolato missionario, che nasce già con Pio XII e che prende il nome di “nuova evangelizzazione” con san Giovanni Paolo II, abbia poi bisogno ...

Contenuto a pagamento
Per continuare a leggere accedi o abbonati
Abbonamento full
€60 / anno
oppure
Abbonamento digitale
€40 / anno

Articoli correlati