
Paziente gay finge di voler cambiare orientamento sessuale e poi denuncia la sua psicologa
Si decide in settimana il destino di Lesley Pilkington, terapista psicologica britannica denunciata all’ordine professionale di appartenenza da un paziente omosessuale che aveva simulato di voler essere da lei “guarito” da un’omosessualità indesiderata. La British Association for Counselling and Psychotherapy (Bacp) ha aperto una procedura disciplinare nei confronti della 60enne counsellor e sembra decisa ad espellerla, come si evince dalle dichiarazioni di un membro del direttivo che ha affermato: «La Bacp è consacrata alla diversità sociale, all’eguaglianza e all’inclusività di trattamento senza discriminazioni o giudizi sessuali di alcun genere, e sarebbe assurdo tentare di alterare aspetti così fondamentali dell’identità personale come l’orientamento sessuale attraverso la terapia psicologica».
La Pilkington era stata avvicinata da Patrick Strudwick, un attivista gay, nel corso di una conferenza sponsorizzata dall’americana National Association for Research and Therapy of Homosexuality. Costui le aveva detto di essere insoddisfatto del suo stile di vita omosessuale e che voleva ricevere un trattamento per liberarsi della sua attrazione per il suo stesso sesso. Nel corso di due sedute Strudwick aveva registrato di nascosto il contenuto delle conversazioni terapeutiche e poi ne aveva fatto articoli che sono apparsi sul quotidiano The Independent.
Dalle registrazioni si evince che a una sua domanda se la Pilkington considerasse l’omosessualità una malattia mentale, una forma di dipendenza o un fenomeno antireligioso, costei aveva risposto che era tutte e tre le cose.
La signora è difesa dal Christian Legal Centre (Clc) di Londra. «Sembra che ciò che la Bacp obietta a Lesley Pilkington sia la sua convinzione professionale e personale che l’omosessualità non è un orientamento fisso», ha commentato il direttore del Clc Andrea Minichiello Williams. «Molte persone sostengono di aver cessato la pratica dell’omosessualità e anche molti rispettabili professionisti credono che “il cambiamento è possibile”; tuttavia, benchè questa sia la base su cui Leslye ha offerto la sua terapia, ella è stata denunciata al suo ordine professionale. Noi stiamo dalla parte di Lesley e crediamo che in una società veramente civile la terapia dovrebbe restare liberamente disponibile per tutti coloro che desiderano modificare il loro comportamento omosessuale, senza timore di intimidazioni e minacce da parte della lobby gay».
Il metodo terapeutico proposto dalla Pinkilgton si chiama Soce, Sexual Orientation Change Efforts, e comporta tecniche comportamentali, psicoanalitiche e su base religiosa. Nella sua lettera di notificazione del procedimento disciplinare la Bacp ha accusato la terapeuta di «aver pregato Dio di curare il paziente della sua omosessualità», di pensare che «l’omosessualità è sbagliata e che i gay possono cambiare e di aver tentato di imporre a lui questi punti di vista». Patrick Strudwick, l’autore della denuncia, ha vinto un premio come Giornalista dell’anno da parte dell’organizzazione gay Stonewall per il suo exploit.
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27 commenti
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Quello che ha fatto il giornalista non ha alcun senso. A tutti i gay che lottano per i loro diritti, non immischiatevi in questioni che non vi riguardano. Avete rotto il *****. Secondo voi se qualcuno vuole cambiare orientamento perchè non vuole accettarsi e non lo farà mai a costo di suicidarsi a chi dovrebbe rivolgersi? Io avrei denunciato il giornalista prima che lo facesse lui fossi stato nella psicologa. Avete ottenuto i vostri diritti? Volete continuare a farlo? Bene! Fatelo altrove e non commentate argomenti che non vi riguardano. Non è che perchè la comunità gay si sente minacciata da possibili “terapie riparative” che può scagliarsi contro chi vuole aiutare e di conseguenza chi vuole farsi aiutare in un percorso di cambiamento sessuale. Cos’è, avete paura che se la gente riesce nei suoi intenti verrà reintrodotta di nuovo l’omosessualità nel dsm? Questa cosa non credo succederà mai. Quindi per favore, gestitevi la vostra vita, i vostri diritti ma non rompete più i xxxxxxxx a chi vuole cambiare e a chi vuole aiutare. Decido io cosa fare della mia vita, non i giudici, non i giornalisti impauriti, tantomeno la comunità gay. Fatevi da parte per favore.