Paris Match mette Sarah in copertina, rivolta della redazione

Di Mauro Zanon
08 Luglio 2022
Giornalisti «indignati» per la «scelta pericolosa» del settimanale di dedicare la prima pagina al cardinale «radicale». Merito del nuovo editore, il nemico dei progressisti Bolloré
Robert Sarah Paris Match

Robert Sarah Paris Match

Parigi. Non c’era mai stata così tanta agitazione nella redazione di Paris Match, celebre settimanale di attualità francese fondato nel 1949, nemmeno quando i numeri delle vendite non erano più entusiasmanti come ai tempi d’oro e il rischio di tagli di effettivi e di politiche di austerity era dietro l’angolo. Il motivo del turbamento? L’ultima copertina della rivista, sulla quale appare il cardinal Robert Sarah sullo sfondo dei giardini del Vaticano, copertina che sarebbe stata “imposta” dal nuovo azionista di maggioranza del gruppo editoriale Lagardère: il patron di Vivendi e arcinemico dei progressisti, Vincent Bolloré.

Sarah «non corrisponde alla nostra linea editoriale»

Robert Sarah Paris Match«La società dei giornalisti di Paris Match è indignata per la scelta di mettere il cardinal Sarah in copertina nel numero di questa settimana. Questo prelato è poco noto al grande pubblico e si definisce lui stesso come ‘radicale’, difendendo delle posizioni molto divisive. Questa scelta non corrisponde alla linea editoriale del giornale e ci sembra, in questo inizio d’estate, una scelta pericolosa, che potrebbe disorientare i nostri lettori e allontanarli dal nostro magazine. Temiamo inoltre che questa copertina possa nuocere all’immagine di Paris Match, un’immagine costruita in più di settant’anni e alla quali siamo molto legati», si legge nel comunicato della società dei giornalisti di Paris Match, diffuso mercoledì 6 luglio.

Nello stesso comunicato, viene sottolineato che i direttori della redazione, Patrick Mahé e Caroline Mangez, avrebbero provato a convincere la direzione del gruppo Lagardère, che ha l’ultima parola, a non mettere l’ex prefetto della Congregazione per il Culto divino e per la Disciplina dei sacramenti in copertina. «Purtroppo senza successo», viene raccontato dai giornalisti, che concludono il comunicato puntando il dito contro il responsabile, a loro detta, della «grave decisione», ossia Vincent Bolloré, che dal 14 giugno scorso ha il 57,35 per cento del gruppo Lagardère, editore di Paris Match: “La redazione protesta contro questa ingerenza della direzione del gruppo nelle scelte editoriali di Paris Match. In questo contesto di Opa di Vivendi su Lagardère, speriamo che non si verifichi una virata editoriale che metta in discussione la nostra indipendenza”.

La “solidarietà” dei giornali della gauche

Se fosse stato un qualsiasi altro prelato di sensibilità progressista a finire in copertina, e non un ratzingeriano e difensore della tradizione liturgica e dottrinale della Chiesa cattolica come Sarah, non ci sarebbe stata nessuna barricata e non avremmo letto sui fogli della gauche manifestazioni di “solidarietà” nei confronti dei giornalisti di Paris Match. Sarah “paga” le sue prese di posizione critiche sull’immigrazione scriteriata, sull’islam politico, sull’ideologia del gender, su tutti quei temi che non si possono più affrontare scostandosi dalla narrazione dominante senza essere bollati come pericolosi reazionari. “Très reac”, lo definisce, appunto, il settimanale Obs, «cattolico hardcore tendenza vade retro omosessuali, migranti e musulmani», lo descrive in maniera stucchevole il giornale online Les Jours.

Quel pranzo tra Sarah e Bolloré

Il Monde, invece, ha insistito sul fatto che Sarah è un habitué dei media controllati dall’impero Bolloré. Nel novembre 2021 era stato ospite della giornalista Sonia Mabrouk su Europe 1, poi, a dicembre, ha accettato l’invito del programma “Le Grand Rendez-Vous”, su Cnews, entrambi di proprietà di Vivendi. Secondo le informazioni dell’Obs, Bolloré e Sarah avrebbero pranzato assieme pochi giorni fa. L’altra curiosità evidenziata dal settimanale parigino è che a firmare l’articolo non è stata Caroline Pigozzi, la specialista in materia di religione e spiritualità di Paris Match, ma il giornalista di lungo corso Philippe Labro, che ha incontrato Sarah in Vaticano e sarebbe molto vicino al patron di Vivendi.

Il pretesto dell’articolo-intervista (sei pagine) e della copertina è stata l’uscita per le edizioni Fayard del suo ultimo libro, “Catéchisme de la vie spirituelle” (in Italia è invece appena uscito tradotto Per l’eternità. Meditazioni sulla figura del sacerdote). Ma per i giornalisti di Paris Match non esiste nessun buon pretesto per parlare del cardinal Sarah.

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1 commento

  1. CARLO SCHIEPPATI

    Grande Bolloré! Dovrebbe licenziarli tutti sti giornalisti “indignati”.

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