Papa Francesco: «Perdono per le donne pentite che hanno abortito e amnistia per carcerati»

Di Redazione
01 Settembre 2015
In occasione del giubileo della Misericordia il Pontefice ha concesso ai sacerdoti di assolvere chi ha commesso un aborto. Ha auspicato l'amnistia per i carcerati e parlato dei lefebvriani
Papa Francesco in Piazza San Pietro durante l'udienza concessa all'Agesci, Citt‡ del Vaticano, 13 giugno 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

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Papa Francesco, in occasione del Giubileo della Misericordia, ha deciso che i sacerdoti potranno assolvere le donne pentite che hanno abortito. Va ricordato, infatti, che per la Chiesa cattolica l’aborto è un peccato grave e chi lo commette, o aiuta a commetterlo, dal medico all’infermiere, è colpito da scomunica. Scomunica che può essere tolta solo dal vescovo. In realtà, per aiutare i fedeli pentiti a essere perdonati, la Chiesa prevede che in ogni cattedrale vi sia un canonico penitenziere, coi medesimi poteri del vescovo. Stessa cosa vale per i vicari episcopali e i sacerdoti degli ordini mendicanti.

COME OTTENERE L’INDULGENZA. Il Pontefice ha scritto una lettera a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, in cui auspica che il prossimo Giubileo sia «per tutti i credenti un vero momento di incontro con la misericordia di Dio».
«Per vivere e ottenere l’indulgenza – scrive Bergoglio – i fedeli sono chiamati a compiere un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa, aperta in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano, e nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione. Ugualmente dispongo che nei Santuari dove si è aperta la Porta della Misericordia e nelle chiese che tradizionalmente sono identificate come Giubilari si possa ottenere l’indulgenza. È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione della santa Eucaristia con una riflessione sulla misericordia. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la professione di fede e con la preghiera per me e per le intenzioni che porto nel cuore per il bene della Chiesa e del mondo intero».

«UNA GRANDE AMNISTIA». Il Papa auspica che tutti possano partecipare al Giubileo.  Dai malati alle persone sole, ai carcerati. Su questi ultimi, in particolare si sofferma, ricordando che «il Giubileo ha sempre costituito l’opportunità di una grande amnistia, destinata a coinvolgere tante persone che, pur meritevoli di pena, hanno tuttavia preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società portando il loro contributo onesto. A tutti costoro giunga concretamente la misericordia del Padre che vuole stare vicino a chi ha più bisogno del suo perdono».

LA CICATRICE DELL’ABORTO. Papa Francesco si è anche soffermato sullo specifico e «grave problema» del nostro tempo che è «il modificato rapporto con la vita. Una mentalità molto diffusa ha ormai fatto perdere la dovuta sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita. Il dramma dell’aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta. Molti altri, invece, pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere. Penso, in modo particolare, a tutte le donne che hanno fatto ricorso all’aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Ciò che è avvenuto è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza. Il perdono di Dio a chiunque è pentito non può essere negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre. Anche per questo motivo ho deciso, nonostante qualsiasi cosa in contrario, di concedere a tutti i sacerdoti per l’Anno Giubilare la facoltà di assolvere dal peccato di aborto quanti lo hanno procurato e pentiti di cuore ne chiedono il perdono. I sacerdoti si preparino a questo grande compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso, e indicare un percorso di conversione autentica per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza».

I LEFEBVRIANI. Infine papa Francesco ha dedicato la parte conclusiva della missiva ai lefebvriani, i sacerdoti della Fraternità San Pio X: «Questo Anno giubilare della Misericordia non esclude nessuno. Da diverse parti, alcuni confratelli Vescovi mi hanno riferito della loro buona fede e pratica sacramentale, unita però al disagio di vivere una condizione pastoralmente difficile. Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternità. Nel frattempo, mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli, per mia propria disposizione stabilisco che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati».

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24 commenti

  1. yoyo

    Non tutto quello che dicono, però, rimane accettabile per la Chiesa cattolica. In molti atteggiamenti ricalcano le idiosincrasie dell’estrema destra francese dei tempi della Action Francaise.

    1. Fabio

      quello che dicono …chi ? di chi stai parlando Yoyo ?

  2. giliua

    Pensi ai suoi di carcerati non a quelli degli altri stati

  3. dodi

    al tg di oggi Pannella ha ringraziato il Papa per le sue parole e si è ritenuto soddisfatto perchè la battaglia per l’aborto è servita nella sua testa ha anche il benestare Papale..consiglio di cambiare spacciatore!

  4. yoyo

    La diocesi di Cremona dona ai confessori questa facoltà ogni Pasqua. La novità la vedono solo alcuni giornalisti, che sognano un Papa per il quale l aborto sia poco più che un buffetto. Per Francesco e per la Chiesa la misericordia di Dio è una cosa seria, inefficace senza pentimento sincero, come lo stesso decreto ricorda.

  5. Tony Pecoretti

    E come facciamo a capire che certi, anzi TUTTI i criminali hanno “preso coscienza dell’ingiustizia compiuta e desiderano sinceramente inserirsi di nuovo nella società”?

    Ma è ovvio: con l’aiuto dello Spirito Santo… una folata di vento, un sussurro, un tavolo che scricchiola ed ecco il segnale dall’alto che assicura che il criminale sotto esame è ormai pentito et voilà porte spalancate, anche se meritevole di pena…

    e poi se sono “sinceramente” pentiti dobbiamo rimettiamo in liberta pure i mafiosi… Bergoglio ormai non sa piu come far parlare di sè
    spara bergogliate come se non ci fosse un domani…

    1. MicheleG

      Scusa, forse ho frainteso, ma non capisco il tuo collegamento tra pentimento (e quindi perdono) e rimessa in libertà del pentito.

      Un carcerato, seppur pentito, rimarrà in galera fino al termine pattuito della pena. O forse credi che il perdono ‘somministrato’ da un prete (o vescovo etc.) a un carcerato pentito sia sufficiente per liberarlo?

      Prevedo allora moltitudini di pentimenti, così finalmente le carceri si svuoteranno e ci libereremo della grave piaga (qui non scherzo) del sovraffollamento!

      1. xyzwk

        L’amnistia citata nel titolo peró non è il perdono divino ma una cosa molto più concreta, mentre il perdono alle donne che hanno abortito è irrilevante perché non è un reato! Si mescolano due cose diverse!

        1. To_NI

          Amata Xyzwk … (no…non leggere)

          Perché il bene ed il male secondo te è questione di legge?

          lo vedi che ti conosco meglio dell’allegra famiglia femminista ed “abortina” che ti ha cresciuto, quando sostengo che per te lo scandalo vergognoso planned-parenthood per te è un finto problema? Basterebbe una legge che stabilisse che si può vedere ogni porzione di corpo abortito per diventare giusta perché legale.

          L’aborto è il più vile degli assassini e chi lo propone come diritto e lo sponsorizza (pieta per le sventurate che lo praticano per colpa del sangue avvelenato da queste carogne) ha la stessa dignità di una aguzzino dei lager il quale godeva , anch’esso, della convinzione che non commetteva “reato”.

          Non hai capito che ci sono persone in galera che surclassano 1000 volte, per qualità umana, certi civilissime ma necrofile personcine.

    2. To_NI

      Pecoretti

      Quello che spara qualcosa …sei tu… e fa tutt’altro che buon odore.

      PS: Dico io…. ma è possibile che non hai capito un articolo così semplice. MicheleG sospetta che hai frainteso… no, non hai frainteso, questa è la tragedia…. … sei convinto… non solo non capisci un … (volgarotto) …. ma lo spiattelli, in modo terrificante, al punto che tutto il mondo lo capisce.

      PSS: Ho sempre sospettato che il tuo assoluto non capire un … (volgarotto)… è una risorsa. Un elemento su cui tutti possono essere d’accordo (ebrei-palestinesi, russi ed ucraini, ecc) . Puoi costituire una base di partenza per un dialogo di pace.

      1. SUSANNA ROLLI

        Incredibile!

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