Papa fra terremotati Emilia. «Sulla roccia dell’amore di Dio si può costruire»

Di Redazione
26 Giugno 2012
Diretta della visita del Papa nelle zone colpite dal sisma. «Ci può essere la paura, l'angoscia - le ha provate anche Gesù - ma c'è soprattutto la certezza che Dio è con me»

12.25 Una delle persone che ha incontrato Papa Benedetto XVI è Salvatore Catozzi, fratello adottivo di don Ivan Martini, il sacerdote morto nel crollo della sua chiesa a Rovereto di Novi, in provincia di Modena. «Il Papa mi ha detto che è dispiaciuto per la morte di don Ivan – riferisce il fratello del sacerdote – e ha detto che pregherà per lui. Io gli ho dato un santino e il Papa mi ha detto che lo terrà caro».

12.10 Riportiamo con maggior completezza, alcuni passaggi del saluto del cardinale Caffarra a Benedetto XVI: «Questo popolo le è profondamente grato per essere venuto a visitarci. Siamo stati investiti da un’immane tragedia – ha detto Caffarra – Questo popolo ha perduto ciò che aveva di più caro, case, chiese, municipi e luoghi di lavoro. Ma la sua presenza – segno della vicinanza di queste settimane che ci ha commosso – e la sua parola sono conforto, consolazione e speranza per i sacerdoti che stanno dando una testimonianza eroica di condivisione della sofferenza dei loro fedeli, per le autorità civili e militari che con instancabile dedizione stanno cercando di rendere meno disagevole questa situazione e per i volontari che si stanno spendendo senza misura». E poi ha raccontato delle parole che gli ha rivolto un bambino. «Ci sono molte crepe nelle nostre case, ma non ce ne sono nei nostri cuori». Caffarra ha ricordato allora le parole di Giovannino Guareschi, «il più emiliano degli scrittori», attraverso il Don Camillo che, dopo la storica alluvione, disse, «Le acque escono tumultuose dal letto del loro fiume e tutto travolgono. Ma un giorno ritorneranno placide nel loro alveo e il sole tornerà a splendere. E anche se avrete perso ogni cosa, sarete ancora ricchi se non avrete perso la fede». Il cardinale ha concluso il discorso ricordando che «pur se flagellato questo popolo sta ritrovando una unità vera e profonda» e ha chiesto al Papa di «aiutarli a vivere questo momento triste nella luce della fede e nella certezza della speranza che non delude».

12.00. Il Papa si sta trasferendo in auto al campo sportivo di San Marino di Carpi-Traversa San Lorenzo

11.50 Il Papa sta salutando volontari e persone comuni. Applausi e continui incitamenti: «Viva il Papa!».

11.33 Papa: «Da questo luogo vorrei lanciare un forte appello alle istituzioni, ad ogni cittadino ad essere, pur nelle difficoltà del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi è nel bisogno, ma, con amore, si china, soccorre, rimane accanto, facendosi carico fino in fondo delle necessità dell’altro. La Chiesa vi è vicina e vi sarà vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, che si impegnerà anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie».

11.28 Papa: «Sulla roccia dell’amore di Dio solidale con noi fino all’estrema umiliazione si può ricostruire. Su questa roccia – ha detto Ratzinger – con questa ferma speranza, si può costruire, si può ricostruire. Ci può essere la paura, l’angoscia – le ha provate anche Gesù – ma c’è soprattutto la certezza che Dio è con me; come il bambino che sa sempre di poter contare sulla mamma e sul papà, perché si sente amato, voluto, qualunque cosa accada. Così siamo noi rispetto a Dio: piccoli, fragili, ma sicuri nelle sue mani, cioè affidati al suo Amore che è solido come una roccia».

11.27 Papa: «Rimanete fedeli alla vostra vocazione di gente fraterna e solidale, e affronterete ogni cosa con pazienza e determinazione, respingendo le tentazioni che purtroppo sono connesse a questi momenti di debolezza e di bisogno. Sulle macerie del dopoguerra – non solo materiali – l’Italia è stata ricostruita certamente grazie anche ad aiuti ricevuti, ma soprattutto grazie alla fede di tanta gente animata da spirito di vera solidarietà, dalla volontà di dare un futuro alle famiglie, un futuro di libertà e di pace. Voi siete gente che tutti gli italiani stimano per la vostra umanità e socievolezza, per la laboriosità unita alla giovialità. Tutto ciò è ora messo a dura prova da questa situazione, ma essa non deve e non può intaccare quello che voi siete come popolo, la vostra storia e la vostra cultura».

11.26: Papa: «Non siete e non sarete soli in questi giorni. Avete visto e sentito come tanta gente si è mossa per voi, attraverso tanti segni concreti. La mia presenza fra voi vuole essere un segno di amore e speranza».

11.25: Papa: «Sicurezza è data dalla fede. Pur nell’angoscia abbiamo la certezza che Dio è con noi». Poi paragona il rapporto tra l’uomo e Dio a quello tra la madre e il figlio, «è lo stesso amore».

11.22 Parla il Papa tra gli applausi. Cita il salmo: «trema la terra…» ma «Dio roccia stabile e irremovibile. Dio è aiuto infallibile nelle angosce».

11.18 Caffarra cita il discorso davanti all’alluvione del don Camillo di Guareschi. Lo potete rivedere qui

11.13 Caffarra: «Sua vicinanza conforto, consolazione e speranza. Nostri sacerdoti stanno dando segno di condivisione eroica». Poi cita autorità civili e volontari. Racconta di un bambino che gli ha detto: «Ci sono tante crepe nelle nostre case, ma nessuna nei nostri cuori».

11.10 Sta parlando Vasco Errani. Poco fa il papa si è rivolto ai giornalisti e ha detto: “Prego per voi, sono felice di aiutarvi”, e ha incontrato due parrocchiani, Rosanna Caffini e Milvia Marri, e Salvatore Catozzi, il fratello del parroco Ivan Martini, che gli hanno consegnato una lettera privata scritta dagli abitanti di Rovereto.
Nella lettera c’è scritto che “gli manca don Ivan”, e che “hanno voglia di collaborare e lavorare sul serio”.

11.02 Il Papa ha sostato alcuni attimi in preghiera davanti alla statua della vergine che don Ivan Martini tentò di salvare perdendo la vita. La Madonna era stata posta davanti alla chiesa di Santa Caterina. La gente applaude e  urla «grazie», «viva il Papa»

10.59 Il Papa è arrivato nella “zona rossa” di Rovereto Novi e si soffermato a pregare davanti alla chiesa di Santa Caterina di Alessandria.

10.34 Per il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, per ripartire dopo il terremoto vanno creati prima di tutto «luoghi che rispondono ai bisogni più profondi della buona vita sociale. Ecco i quattro luoghi fondamentali: la scuola, il culto di Dio, il municipio, e anche i luoghi di lavoro, perché se non si comincia a lavorare non può partire nulla. Questo popolo ha questo senso di identità forte che vuole riprendere. La venuta del Papa ha anche questo grande significato, di dire: “ecco, continuate ad avere fede e riprendete”».

10.32 Il Papa è arrivato in elicottero nel campo sportivo di San Marino di Carpi per la sua visita alle popolazioni terremotate. Accolto dalle autorità locali, si trasferirà su un pulmino della Protezione civile verso Rovereto di Novi.

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