
Palme bruciate in Duomo. «C’è un problema sicurezza a Milano»

Palme e banani in piazza Duomo a Milano. Così Starbucks ha voluto annunciare ai milanesi il suo prossimo arrivo in città, ma l’iniziativa non è piaciuta a molti. Nonostante il sindaco Beppe Sala abbia salutato benevolmente le palme con una foto scattata sul suo profilo Instagram, il 15 febbraio, citando addirittura una vecchia tradizione ottocentesca, in consiglio comunale e in rete non c’è stato entusiasmo. Le proteste si sono susseguite, qualche consigliere dell’opposizione il 16 febbraio si è presentato in aula con banane gonfiabili. Sabato 18 febbraio, invece, all’ombra delle palme stesse, in piazza Duomo, c’è stato un sit in di Lega e Casa Pound e, nella notte tra sabato e domenica, ignoti hanno dato fuoco a una delle piante.
La polizia grazie alle telecamere ha individuato gli autori del gesto vandalico ma sta ancora indagando sui nomi dei responsabili del gesto e Pietro Tatarella, capogruppo di Forza Italia all’opposizione a Palazzo Marino, definisce a tempi.it «inquietante pensare che ci sia stato un rogo, seppur piccolo, in piazza Duomo, di notte, nell’indifferenza generale. Questo purtroppo la dice lunga sul livello di sicurezza in cui vive la città».
Matteo Salvini ha detto la stessa cosa.
Su questo concordo con lui. I sistemi di controllo e di vigilanza notturna devono essere sicuramente rivisti alla luce di questa vicenda. Qualcosa non ha funzionato, bisogna subito capire cosa.
Che percezione hanno i milanesi della sicurezza in città?
I cittadini si sentono molto meno al sicuro rispetto agli ultimi anni di governo del centrodestra. Il centrosinistra riporta i numeri dei reati in calo ma non è solo dalle cifre che si vede se una città è sicura. La minaccia del terrorismo è reale e l’episodio della palma bruciata dimostra che la città non è ancora presidiata a dovere. Ci sono interi quartieri abbandonati a loro stessi, purtroppo non si tratta solo delle periferie. C’è il problema della microcriminalità, ma ancora peggiore è quello del vandalismo. Ogni notte writer e vandali mettono a soqquadro la città, rimanendo impuniti, ma il loro operato costa alle casse del Comune milioni di euro.
La presenza di molti profughi incide sulla percepita mancanza di sicurezza dei cittadini?
Incide in maniera indiretta, che forse è peggio. Prendiamo il caso della Caserma Montello, situata in una zona abbastanza centrale della città. La struttura è certamente presidiata dalle forze dell’ordine, ma è la presenza dei profughi stessi a non fare sentire al sicuro indirettamente i cittadini. Proprio davanti alla caserma c’è un parco, vorrei vedere quante madri con passeggino stanno continuando a portare i bambini a giocare lì, sentendosi al sicuro, dopo l’arrivo dei profughi alla caserma.
Anche lei è infastidito dalle palme in Duomo?
Le contestazioni mi sembrano assolutamente esagerate. Per me che si tratti di una palma o di un ciliegio è indifferente. Non ho aderito infatti al gesto dei miei colleghi dell’opposizione, che si sono presentati in Consiglio con banane di plastica. Vorrei invece che il dibattito si spegnesse in fretta, perché in questi giorni in cui l’opinione pubblica discuteva di botanica, le famiglie si vedevano recapitare a casa la richiesta di pagamento di 52 euro per l’iscrizione alle scuole materne, con probabili aumenti sulle rette delle mense e dei doposcuola. Sono queste le cose di cui bisogna parlare.
Foto Ansa
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