Pakistan, Corte della sharia: l’unica punizione per la blasfemia deve essere la pena di morte

Di Leone Grotti
10 Dicembre 2013
Se il governo non farà appello contro la decisione, dovrà modificare la legge entro due mesi. I cristiani sono preoccupati, visto l'uso distorto che gli estremisti islamici fanno della norma

La Corte federale per la sharia in Pakistan ha chiesto al governo di modificare la legge sulla blasfemia, che prevede la condanna al carcere, all’ergastolo o alla pena di morte per chi offende Allah, Maometto o il Corano. Secondo la sentenza emessa dalla più alta corte pakistana, che deve verificare che le leggi del paese rispettino la sharia, bisogna eliminare la possibilità di condannare i colpevoli al carcere o all’ergastolo e prevedere solo la pena di morte.

MORTE PER I BLASFEMI. Se il governo non farà appello, dovrà modificare la legge entro due mesi. La decisione, resa nota lo scorso 7 dicembre, è motivata dal fatto che il reato è «così grave e intollerabile» che l’unica pena possibile per i blasfemi è la morte. La notizia ha preoccupato molto la comunità cristiana del Pakistan, visto l’uso scorretto, strumentale e sempre più frequente che gli estremisti islamici fanno della legge, ma ha anche imbarazzato il governo del premier Nawaz Sharif.

LEGGE ABUSATA. La legge sulla blasfemia, promulgata nel 1986 dal dittatore Zia ul-Haq, ha già fatto incriminare più di 1.000 persone in Pakistan, di cui 479 musulmani e almeno 130 cristiani secondo dati risalenti al 2011. Almeno 50 cristiani sono morti a causa delle sezioni 295b e 295c del codice penale pakistano. Solo quest’anno sono state accusate almeno 32 persone, tra cui 12 cristiani.
Ma la legge sulla blasfemia viene spesso usata dai musulmani come una scusa per vendicarsi di cristiani o altri islamici o per derubarli delle loro case o terre. Fino al 2009, infatti, sono stati registrati 994 fascicoli contro cristiani colpevoli di blasfemia, il 90 per cento dei quali sono risultati infondati. Di blasfemia è stata falsamente accusata anche Asia Bibi, che in attesa del processo di appello è in carcere già da 1.636 giorni. Il processo, purtroppo, è del tutto inutile visto che gli imam incitano folle di musulmani ad uccidere gli accusati anche se sono dichiarati innocenti. Per questo motivo già 52 persone sono state assassinate negli ultimi anni.

@LeoneGrotti

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2 commenti

  1. marzio

    Il Pakistan viene considerato un Paese islamico “moderato” e “amico” dell’Occidente !

    1. Laura

      Forse un’altra petizione per la scarcerazione di Asia Bibi (madre di cinque figli tra i quali uno handicappato) e per tutti altri che si trovano ingiustamente rinchiusi da anni nei carceri pakistani potrebbe avere una certa presa, se le firme fossero numerose. Usando come piattaforma CitizenGo.
      Voglio contattare Asia New.

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