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Pablo Picasso, il tocco di uno spagnolo nell’Inghilterra modernista
Famoso come pochi, creatore di quelle opere inconfondibili dall’aura leggendaria, come Guernica e Les demoiselles d’Avignon, allo spagnolo Pablo Picasso si spalancano sempre le porte di grandi e piccoli musei. Questa volta sarà il londinese Tate Britain a prepararsi all’arrivo di alcune opere del maestro e all’immancabile seguito di amatori, profani e curiosi impazienti di ammirare, dal prossimo 15 febbraio, la mostra Picasso and Modern British Art. Chiaro fin dal titolo, il fil rouge della retrospettiva è il rapporto tra il pittore e il mondo artistico britannico a lui contemporaneo: dalla sua reputazione di celebrità controversa al modo variegato in cui influenzò i pittori inglesi che a lui si ispirarono.
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Saranno infatti le opere moderniste dei pittori Duncan Grant, Wyndham Lewis, Ben Nicholson, Henry Moore, Francis Bacon, Graham Sutherland e David Hockney – quest’ultimo così ossessionato dal lavoro di Picasso tanto da visitare nel 1960 al Tate la più grande mostra mai fatta su di lui ben otto volte – ad affiancare le sessanta opere del maestro, simboli di quelle significative trasformazioni artistiche attuatesi nel XX secolo. Colonne portanti dell’intera retrospettiva saranno le opere Man with a Clarinet (Uomo con clarinetto) del 1911-12 e la Weeping Woman (Donna piangente) del 1937. Meritano infine un’attenzione particolare i Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion (Tre studi per figure alla base di una Crocifissione) eseguite da Bacon nel 1944, capolavori che segnano l’inizio della storia artistica del pittore e che trasmettono un senso di orrore sconcertante come quello dei disegni del Picasso turbato dalla guerra.
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