Omofobia, chi discrimina chi? «Il vero soggetto svantaggiato è la famiglia»

Di Francesco Belletti
18 Luglio 2013
Davvero vogliamo diventare come la Francia e la Spagna, dove l’ideologia ha colpito così forte al cuore il linguaggio che non si dice più "padre" e "madre", ma "genitore A" e "genitore B"?

Proponiamo la lettura di un editoriale apparso questa mattina su Avvenire a firma di Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari. Qui l’appello per fermare la proposta di legge

L’esame parlamentare della proposta di legge contro l’omofobia e la transfobia sta per entrare nel vivo e il tempo per un dibattito serio e approfondito, ma soprattutto non ideologico, sembra ormai ridotto. Questo nonostante nella scorsa legislatura, per ben due volte, su un provvedimento analogo la Camera abbia riconosciuto pregiudiziali di costituzionalità (in altre parole, la proposta di legge è stata dichiarata incostituzionale prima dell’approvazione). Ma evidentemente c’è molta urgenza di approvare questo provvedimento, anche a rischio di dividere il Parlamento e far tremare il governo, anche senza aprire un serio dibattito sociale e affrontando con leggerezza tutte le possibili conseguenze.

L’omofobia va certamente combattuta sul piano giuridico e culturale, ma questo non mette al riparo da critiche il provvedimento in esame. Una delle criticità è contenuta nella definizione di orientamento sessuale e di identità di genere. Se sull’orientamento sarebbe possibile, in teoria, arrivare a una definizione giuridicamente valida, la definizione di identità di genere quale «percezione che una persona ha di sé come appartenente al genere femminile o maschile, anche se opposto al proprio sesso biologico» introduce un elemento di assoluta soggettività, difficilmente compatibile con il fondamentale principio della certezza del diritto. Proprio per questa soggettività, non condividiamo l’introduzione di una tutela rafforzata – appunto “soggettiva” – per le persone omosessuali o transessuali. L’articolo 3 della Costituzione saggiamente ci definisce tutti uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.Ora, qualcuno vorrebbe imporre per legge che vi siano persone, in ragione del loro orientamento sessuale, “più uguali” delle altre.
A nostro avviso, invece, gli strumenti di tutela per le persone omosessuali, come per altre categorie di soggetti “svantaggiati”, sono già presenti nel nostro ordinamento. Non sentiamo dunque la necessità di introdurre questa tutela rafforzata per omosessuali e transessuali. Peraltro, gioverebbe sapere per quale motivo gli omosessuali e i transessuali sono da considerarsi – o si considerano – soggetti svantaggiati. Ma allora, non è forse soggetto svantaggiato la famiglia, che è costretta a subire maltrattamenti continui da parte dello Stato, dimenticata quando c’è da “dare” sostegno, ma sempre in prima fila quando c’è da “chiedere” e “incassare” tasse? Ecco, se c’è qualcuno di veramente discriminato, è la famiglia fondata sul matrimonio, tutelata a parole dalla Costituzione e nei fatti assente dall’azione di Parlamento e governo.
C’è un altro, gravissimo aspetto già ampiamente segnalato da molti giuristi: l’approvazione di questa proposta di legge potrebbe comportare il divieto di esprimere il proprio giudizio etico, antropologico, sociale sul fenomeno “omosessualità”. Inevitabile il contrasto con l’articolo 21 della Costituzione che garantisce a chiunque il diritto – questo sì – inviolabile di manifestare liberamente il proprio pensiero. Davvero vogliamo diventare come la Francia e la Spagna, dove l’ideologia ha colpito così forte al cuore il linguaggio che non si dice più “padre” e “madre”, ma “genitore A” e “genitore B”? Infine, c’è una questione sociale e antropologica che riteniamo più importante di tutte: quale modello di società e di cultura deve promuovere lo Stato, quale etica e morale deve o non deve essere trasmessa alle future generazioni? Vale davvero la pena, su temi di questa portata, rispolverare un vecchio principio che ha guidato l’umanità per millenni e che in questi ultimi anni sembra diventato un’eresia: il principio di precauzione.
Per queste ragioni ci rivolgiamo al Parlamento per chiedere che questioni così delicate e con così tante implicazioni siano adeguatamente approfondite e che il dibattito non rimanga una questione interna alle Commissioni parlamentari ma si apra anche al contributo di tutti i cittadini.

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14 commenti

  1. Giovanni

    “la definizione di identità di genere quale «percezione che una persona ha di sé come appartenente al genere femminile o maschile, anche se opposto al proprio sesso biologico» introduce un elemento di assoluta soggettività, difficilmente compatibile con il fondamentale principio della certezza del diritto” Scusate dove è il problema? Se uno viene aggredito o discriminato perchè cristiano, questo suo stato viene in qualche modo autocertificato, la legge Mancino non distingue tra un cristiano di nascita ed un algerino che si è appena convertito navigando su internet. Non vanno neppure a vedere se uno va a messa la Domenica. Uno dice di essere cristiano e se è stato discriminato per questo c’è l’aggravante. Di più: l’aggravante riguarda il comportamento dell’aggressore non lo stato della vittima, se io vengo colpito perchè sembro cristiano a qualcuno pur non essendolo non cambia nulla, c’è l’aggravante. La legge Mancino scatta quando un crimine è MOTIVATO da odio razziale, etnico e in futuro contro l’ identità di genere, indipendentemente dal fatto se queste motivazioni corrispondono a qualche realtà di fatto.

    1. H.Hesse

      Mah?!
      Se qualcuno va dal mio parroco ottiene il certificato del mio battesimo, della mia cresima, della mia prima comunione e del mio matrimonio.
      Come prove della mia appartenenza alla Chiesa Cattolica dovrebbero bastare.
      Per quanto riguarda il mio sesso, se uno non si fida delle apparenze, basta un campione di saliva o un capello per stabilire che il mio DNA è quello di un maschio con certezza assoluta.

      1. Giovanni

        Appunto Hesse Hesse, secondo la legge Mancino non serve andare dal parroco. Se CHI TI HA AGGREDITO lo ha fatto perche’ eri o credeva che tu fossi cristiano scatta l’aggravante. per i gay funzionerebbe uguale.

        1. H.Hesse

          Supponiamo che io te te si venga alle mani per motivi di traffico, se io sostengo che tu mi hai picchiato perché sono musulmano, tu pensi che non servirebbe a nulla al tuo avvocato sapere che io sono battezzato, comunicato, cresimato e spostato in una data parrocchia?
          Se io invece sostengo di essere gay, a che si attacca il tuo avvocato?

          1. Giovanni

            te l’ho già detto Hesse Hesse non importa cosa sei tu, ma perchè ti ho aggredito io. se ti strappo la croce dal collo mentre esci da messa gridando “sporco baciapile” o ti prendo a calci al grido di “brutto finocchio” perchè giri mano nella mano con un altro uomo scatta la legge Mancino. Se un gruppo di skin mena un copto egiziano perchè lo crede musulmano scatta uguale. Se io ti meno per un sorpasso non scatta anche se ti ho chiamato finocchio e tu gay lo sei davvero. Se litigo con un sacerdote per un qualunque motivo e lo chiamo “prete di m+++a” non scatta. La Mancino è contro i crimini d’odio non gli insulti comuni. Vi appendete agli specchi perchè vi rode che un comportamnto contrario alla vostra morale sia riconosciuto come degno di tutela.

  2. Gmtubini

    E’ proprio vero che nella Bibbia si trova scritto che “non c’è Dio”.
    L’esegeta di turno da feisbuc sostiene con martiniana sicumera, che Sodoma fu distrutta perché i suoi abitanti non rispettavano il sacro dovere dell’ospitalità.
    Certo, come no:
    “1 I due angeli giunsero a Sodoma verso sera. Lot stava seduto alla porta di Sodoma; come li vide, si alzò per andar loro incontro, si prostrò con la faccia a terra, 2 e disse: «Signori miei, vi prego, venite in casa del vostro servo, fermatevi questa notte, e lavatevi i piedi; poi domattina vi alzerete per tempo e continuerete il vostro cammino». Essi risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza». 3 Ma egli fece loro tanta premura, che andarono da lui ed entrarono in casa sua. Egli preparò per loro un rinfresco, fece cuocere dei pani senza lievito ed essi mangiarono.
    4 Ma prima che si fossero coricati, gli uomini della città, i Sodomiti, circondarono la casa: giovani e vecchi, la popolazione intera venuta da ogni lato. Chiamarono Lot e gli dissero: 5 «Dove sono quegli uomini che sono venuti da te questa notte? Falli uscire, perché vogliamo abusare di loro». 6 Lot uscì verso di loro sull’ingresso della casa, si chiuse dietro la porta, e disse: 7 «Vi prego, fratelli miei, non fate questo male! 8 Ecco, ho due figlie che non hanno conosciuto uomo: lasciate che io ve le conduca fuori, e voi farete di loro quel che vi piacerà; ma non fate nulla a questi uomini, perché sono venuti all’ombra del mio tetto». 9 Essi però gli dissero: «Togliti di mezzo!» E ancora: «Quest’individuo è venuto qua come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a quelli!» E, premendo Lot con violenza, s’avvicinarono per sfondare la porta. 10 Ma quegli uomini stesero la mano, tirarono Lot in casa con loro e chiusero la porta. 11 Colpirono di cecità la gente che era alla porta della casa, dal più piccolo al più grande, così che si stancarono di cercar la porta.”
    Si capisce subito leggendo la Bibbia che il castigo di Dio fu comminato perché agli angeli di Dio i sodomiti si rifiutarono ostinatamente di offrire il caffè.
    🙂

    1. rameto

      Egregio Gmtubini lei legge senza capire, la sacra Bibbia d’altronde è di difficile lettura e lascia spazio ad inganni interpretativi. Già leggendo solo il passo da lei citato si evince come Lot considerasse sacra l’ospitalità, cosa normale a quei tempi visto che i luoghi tra le altre cose sono situati nel deserto, e per l’epoca non ospitare i viandanti era un grave peccato. Che l’ospitalità sia sacra al cattolicesimo lo ha ribadito giusto pochi giorni fa il Papa durante la sua visita a Lampedusa. L’intenzione degli abitanti del villaggio era non un rapporto omosex di gruppo, ma bensì una violenza, uno stupro, che con l’accezione classica di omosessualità concernente il tempo odierno a ben poco a che vedere, e ben poco a che vedere con l’omosessualità che avveniva al tempo, tanto è vero che Lot offrì le proprie figlie, accettando un disonore ancor maggiore per l’epoca, proprio per salvare i suoi ospiti considerati sacri “perchè sono venuti all’ombra del mio tetto”. Questa è la lettura corretta, aggiungo inoltre che lei citazionista biblico, si dimentica alcuni fatti importanti. nella Genesi 18 il Signore parlando con Abramo annuncia la distruzione delle città: Il SIGNORE disse: «Siccome il grido che sale da Sodoma e Gomorra è grande e siccome il loro peccato è molto grave. Legge? Parla di peccato molto grave, non parla di omosessualità, e ancora dimentica il profeta Ezechiele (16,49) che fa la comparazione dei peccati di Gerusalemme con quelli di Sodoma con queste parole “vivevano nell’orgoglio, nell’abbondanza del pane e in una grande indolenza, ma non sostenevano la mano dell’afflitto e del povero.”, Gesù stesso nel Vangelo di Luca dice ai discepoli che se vanno in una città senza essere accolti devono andare in un’altra città sapendo che “in quel giorno Sodoma sarà trattata con più tolleranza di quella città” Anche San Pietro nella seconda lettera parlando Sodoma dice che la sua distruzione è un monito per chi ha una condotta empia. Come vede la morale sull’omosessualità non viene neppure sfiorata, e neppure la morale sessuale generale viene toccata, tant’è che Lot, in seguito, viene fatto ubriacare dalle due figlie che a turno si accoppiano con lui generando figli etc. etc. (stesso passo conclusivo da lei citato) Quindi i peccati evidenti sono l’inospitalità e la la libido sessuale violenta (stupro) che niente ha a che fare con l’omosessualità ai tempi moderni, inoltre vi è anche il peccato di non credere nel Signore, la moglie di Lot che diventa statua di sale non ubbidisce all’ordine di non guardare. E lo dico prima, non parli del termine sodomita in quanto esso non si riferisce esclusivamente alla pratica omosex ma anche a tutti quegli atti sessuali che sono contrari alla procreazione, quindi ad esempio il coito orale, la masturbazione. Questa lettura è ormai accreditata anche da alti esponenti ecclesiastici, quali ad esempio il vescovo G. Robinson. Non è contento di aver imparato cose nuove?

      1. Gmtubini

        E tu Rameto, sei contento di vivere nella menzogna?

        1. rameto

          e lei nell’ignoranza? Se non crede a me vada a leggere gli articolo del vescovo Robinson, si informi e poi ne discutiamo, subito a parlare di menzogna senza averne titoli, senza leggere, senza sapere.

          1. Gmtubini

            Vedi solerte Rameto, Qualcuno disse un giorno “Ma il vostro parlare sia: “Sì, sì; no, no”; poiché il di più viene dal maligno.”
            Perciò dei tuoi sofismi e di quelli del vescovo tal dei tali (sempre che costui abbia effettivamente detto o scritto quello che gli metti in bocca o in penna te) io ero pronto a tenermene volentieri alla larga, coltivando la mia ignoranza in merito a certe tendenziose interpretazioni arzigogolate che servono solo a far dire alle Sacre Scritture quello che vuole il mondo (tanto più che il solito Qualcuno disse anche “Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli.”).
            Tuttavia, visto che insisti, ti ricordo sommessamente che in Giuda 7 si legge anche “Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione e ai vizi contro natura, sono date come esempio, portando la pena di un fuoco eterno.”
            Che saranno mai ‘sti vizi contro natura? Mah?! Chissà se qualche esegeta del piffero ha escogitato qualche sofisma per farci intendere che ci stiamo sbagliando a pensar male.
            Poi, proprio nella riga dopo quella che hai citato te, ovvero Ezechiele 50, si legge: “Erano superbe e commettevano abominazioni in mia presenza; perciò le feci sparire, quando vidi ciò.”
            Cosa fossero di preciso ‘ste “abominazioni”, la scrittura, forse per una forma di pudore che oramai s’è dimenticato, non lo specifica nel modo univoco che pretenderebbero certi sapientoni adulatori del mondo, ma vai tu a vedere cosa si indica con lo stesso termine in Levitico (18:22): “Non avrai con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna: è cosa abominevole.”
            Quindi, caro il mio solerte Rameto, visto dato che a me che mi son poco più che limitato a citare la Bibbia tu sei pronto a dare dell’ignorante, non ti offendere se poi io ti faccio notare che tu vivi nella menzogna, perché tra i peccati di Sodoma l’omosessualità c’è eccome, e chi lo nega è bugiardo in mala fede.
            Mi sembra di essermi dilungato anche troppo.

          2. rameto

            Lei mi dato del menzognero, ma io ho non ho mentito, non detto cose false, ho solo citato pedissequamente frasi della Bibbia, quindi non posso essere menzognero. Se avessi detto cose non vere allora si, quindi devo dedurre che non conosce il significato del termine menzogna. Oppure sta facendo un ragionamento tortuoso per affermare che la Bibbia è menzognera. lei legge solo le cose che le piacciono e le fa sue così, su due piedi, non sa in che contesto storico sono state scritte, ne da chi, ne se sono fatti realmente accaduti, se e quale rilevanza storica abbiano, e infine tende a ragionare su fatti e scritti antichi pensando come se fossero stati scritti ier l’altro e non 2000 e più anni fa. Cita nuovamente Ezechiele, che parla di abominio si, ma riferito per l’appunto alla precedente spiegazione, mentre lei lo confonde con l’abominio del levitico, l’abominio è un aggettivo che significa orribile, esecrabile, vergognoso, come per l’appunto, dato il contesto storico era il non dare ospitalità.Stesso modo Giuda che parla di fornicazione e atti contro natura, lei abbina il contro natura all’omosessualità ma non spiega il motivo ne la logica adottata, sarebbe più corretto abbinare la fornicazione all’omosessualità non crede? . Inoltre è ancora convinto che stuprare e forse uccidere degli uomini, che poi erano Angeli, è un atto omosessuale come oggi si intende, be mi spiace ma credo che ci sia qualcosa di diverso, lo stupro è un atto di violenza e soprattutto nei tempi antichi era praticato contro i nemici sia uomini che donne, era un puro atto di supremazia e non di piacere fisico. Poi come lei stesso afferma, si tenga alla larga dalla conoscenza, dal dibattito e dall’approfondimento, resti con le sue idee ben salde, il mio compito non è insegnare ma guarire le persone, le ho dato semplicemente un opportunità di approfondimento e di conoscenza, d’altronde lei saprà benissimo come è stata scritta la Bibbia, le difficoltà di traduzione, l’uso della scrittura senza vocali, saprà che non è un resoconto giornalistico, che molte sono semplici storie che come le favole portano ad insegnarci una morale, vecchia di ben 2000 e passa anni, chissà quante cose sono cambiate da allora, e noi vogliamo leggerla con la morale odierna? dobbiamo purtroppo metterci nei panni delle persone dell’epoca, cosa non facile, anzi direi impossibile. si tenga il suo, si chiuda nel suo guscio fatto di certezze, non si ponga mai delle domande e non si dia mai delle risposte. Le auguro tutto il bene di questo mondo e la saluto cordialmente.

          3. Gmtubini

            1) Non ho scritto che sei un menzognero, ma che vivi nella menzogna.
            2) Se tu hai citato la Bibbia io che ho citato, Pinocchio?
            Questo tanto per puntualizzare.
            Per il resto, i tuoi sofismi arzigogolati mi tediano, tanto che delle affermazioni apodittiche che tu lasci cadere dall’alto non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di chiedertene conto.
            Anche a te auguro un monte di bene, e soprattutto di smetterla di darti da solo le risposte alle domande che ti fai.
            Ricordati: “sì, sì; no, no”

  3. Q.B.

    Questo articolo tra 50 anni lo capiranno in pochi. La maggioranza delle persone parlerà arabo.

  4. Remo

    Fra 50anni leggendo quest’articolo vi seppelliranno con una risata.

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