
Oggi è san Giorgio (sapevate che ha ucciso un drago anche in Brianza?)

«Il santo cavaliere con la bianca armatura e con la croce rossa sul petto che combatte al nostro fianco, rimarrà una delle immagini evocative più chiare e forti della lotta del bene, della fede e della speranza, contro il male». Mammaoca lo ricorda ogni 23 aprile, «la giornata mondiale del libro e del diritto d’autore è stata istituzionalizzata dall’Unesco nel 1995, nello stesso giorno in cui morirono Shakespeare e Cervantes, ma la “festa del libro e della rosa” nacque molto tempo prima». Più precisamente a Barcellona, nel 1926, «grazie a un editore che scelse il giorno dedicato a san Giorgio, patrono della Catalogna, per legare questa festa di circolazione di cultura, libero pensiero, bellezza e commercio, alla leggenda del Santo Cavaliere».
IL SANTO RACCONTATO DA CARABELLI
La storia del santo che, a cavallo di un agile destriero, con la splendente armatura bianca e la croce rossa, nel paese catalano di Montblanc uccise il drago per salvare una principessa («e il sangue versato si trasformò in una rosa rossa che il Cavaliere offrì alla fanciulla»), è presente in molti quadri famosi e leggende, in tutto il mondo. «Una di queste leggende è anche delle nostre parti nordiche, e la troviamo nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani scritto tra la fine del 1200 e gli inizi del 1300 da Goffredo da Bussero. Si narra di un san Giorgio brianzolo, e di un drago che imperversava tra Erba e la Valassina e la cui testa rotolò nel lago di Pusiano. In suo onore si fanno i Pan mej de San Giorg, dolci di farina gialla e fiori di sambuco» racconta Mammaoca, che per Le Fiabe dei Giorni Sospesi pubblica sul suo blog la leggenda brianzola di san Giorgio raccontata e interpretata dal bravo, bravissimo Andrea Carabelli (qui tutte le altre fiabe), che questa volta ci introduce «a tutto quello che si sa su questo santo venerato in moltissime parti del mondo, la sua vita, le sue apparizioni e il suo forte legame con tanti paesi europei».
LA VOCE DELLA PICCOLA CLARA
Considerato il protettore e il difensore della fede cristiana, della Catalogna e del casato catalano-aragonese, venerato dalla quasi totalità delle chiese cristiane che ammettono il culto dei santi e onorato dai musulmani con il titolo di “profeta”, a san Giorgio (nato in Cappadocia, nel 275-285 circa, morto martire Nicomedia nel 303), Mammaoca ha dedicato una pagina che raccoglie storie e leggende fiorite intorno a lui. A partire dalla “Legenda Aurea”, scritta da Jacopo da Varazze nel XIII secolo fino a quella legata appunto alla “festa del libro e della rosa” che ogni anno, dal 1926, si celebra a Barcellona e nella Catalogna. E che la piccola Clara, 4 anni insieme al suo papà ha animato in un altro preziosissimo video: «È in catalano ma, sia per la facilità sia per l’espressività di Clara, lo capirete sicuramente», assicura Mammaoca invitando a diffonderlo tra i più piccini per raccontare anche a loro l’incredibile storia del valorosissimo san Giorgio che sconfigge il drago.
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