
Offemont dice no alla televisione
Vivere senza televisione? Difficile, ma non impossibile. Una piccola città francese, Offemont, ha lanciato la sfida: il sindaco ha organizzato forme quotidiane di “intrattenimento alternativo”, e i 3000 residenti si sono impegnati in una vera e propria cura di disintossicazione. Un compito arduo, dato che gli svaghi di un villaggio dormitorio vicino a Belfort non sono moltissimi. All’ingresso della città ha campeggiato per una settimana un cartello: una scritta bianca in stampatello, “du 23 au 30 Janvier 11”, fa da didascalia a uno schermo televisivo stilizzato.
Brigitte Chevillat, assessore e promotrice del piccolo esperimento sociologico, ha spiegato al giornalisti del Parisien il senso dell’iniziativa: «Ogni inverno le persone finiscono per rintanarsi in casa, e guardare la Tv sembra l’attività più semplice. Abbiamo voluto smuovere le coscienze, dimostrare che esiste un mondo, là fuori». E così per il terzo anno di fila si sono tenute lezioni di danza e di cucina, laboratori di circo e di teatro. Un modo intelligente per dimenticare il telecomando, almeno per un po’.
Anche se il Bar Sport si è rivelato una zona franca di resistenza, complici i cinque mega-schermi che trasmettevano partite di calcio e corse di cavalli.
Le reazioni? Per qualcuno si è trattato di una buona idea, altri borbottano ritenendo la misura autoritaria (l’anno scorso pare che sulla porta di qualche casa ci fosse scritto: “già le mani dalla mia Tv”), molti confessano di non aver resistito a un documentario o a una semi-finale di palla a mano. Non sono mancate le storie edificanti, come quella delle due famiglie che hanno fatto amicizia durante uno dei laboratori. Ossessionati dal piccolo schermo, non si erano mai accorti di essere vicini di casa.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!