Norlevo e i casi di Voghera e Vicenza. «Bisogna dire la verità: la “pillola del giorno dopo” è abortiva»

Di Benedetta Frigerio
16 Ottobre 2014
Bruno Mozzanega, ginecologo e professore: «Le posizioni ufficiali negano quello che dicono i loro stessi studi: il Levonorgestrel impedisce la sopravvivenza del concepito»

Dopo il caso dell’infermiera di Voghera, dimessa per il solo fatto di non aver dato il Levonorgestrel (Norlevo o “pillola del giorno”) a una paziente, spiegandole l’effetto abortivo che poteva avere, a Vicenza è scoppiato un altro caso che solleva il problema dell’obiezione di coscienza legato alla prescrizione della pillola. Questa volta sul banco degli imputati è finita una dottoressa, Rita Polo, che non ha voluto cedere alle pressioni di prescrivere il Norlevo, nonostante le minacce di denuncia da parte dei due giovani che l’avevano richiesto. Bruno Mozzanega, ginecologo e docente dell’università di Padova, dice a tempi.it che è tempo di «chiarire la verità su quello che non è un semplice contraccettivo».

Eppure all’inizio dell’anno l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha deciso di rimuovere dal foglietto illustrativo del Levonorgestrel la dicitura: «Il farmaco potrebbe anche impedire l’impianto dell’ovulo fecondato». Come fare?
La posizione ufficiale della Figo (la Società scientifica internazionale dei ginecologi) e dell’Aifa sul Norlevo, e cioè che il suo effetto sia solo anticoncezionale, è in netto contrasto con quanto emerge dagli stessi studi sperimentali. Lo “statement” della Figo, sul meccanismo antiovulatorio come unica modalità d’azione, è infatti smentito dagli stessi articoli che cita in bibliografia, nei quali la maggior parte delle donne, assunto il Norlevo, ovula. Di più, due (Brache e Faundes) dei tre ginecologi autori dello Statement nei propri articoli scientifici evidenziano che il Norlevo, assunto nei giorni più fertili del ciclo, non ha alcuna capacità di inibire l’ovulazione: il contrario di quanto poi presentano come la posizione ufficiale dei ginecologi di tutto il mondo.

Ma questo come dimostra che la pillola è abortiva?
Se le donne ovulano e la gravidanza non compare, cosa significa? Dovrebbero comparire 5.9 gravidanze su 100 donne che hanno rapporti non protetti nel periodo fertile, e dopo il Norlevo ne compaiono solo 1.6. Manca il 65 per cento delle gravidanze attese e ci si chiede che destino abbiano avuto questi embrioni.

Come funziona davvero il Levonorgestrel?
Preso nel primo giorno feritile sposta l’ovulazione in avanti. Però nei giorni che precedono il primo giorno fertile la donna, appunto, non è ancora fertile, e quindi il farmaco funziona inutilmente come anti-ovulatorio. Assunto invece durante uno dei giorni fertili successivi, il Norlevo non blocca affatto l’ovulazione: la donna ovula e può concepire, ma la pillola impedisce che si formi un corpo luteo ben funzionante. L’endometrio non si prepara all’annidamento del figlio che quindi non avrà alcuna possibilità di sopravvivere.

Eppure l’infermiera di Voghera si è dimessa, mentre a Vicenza si parla di adottare una prassi generale contro quella che viene definita una «omissione di soccorso».
Non c’è alcuna omissione di soccorso. La procreazione responsabile alla “tutela della salute della donna e del prodotto del concepimento”, appare come finalità della legge 405/75 sull’Istituzione dei consultori. Non prescrivere un farmaco che elimina o può eliminare un figlio già concepito significa osservare pienamente la norma di legge. Credo sia ora di smettere di diffondere informazioni false che ingannano soprattutto le donne e creano l’aspettativa di un diritto che non può esistere: ricevere farmaci che impediscono la sopravvivenza dell’embrione.

Come fare quindi?
Se c’è la possibilità bisogna spiegare alle donne come stanno davvero le cose, anche se a volte è faticoso, perché ricevere il Norlevo è scambiato per un diritto in quanto presentato come semplice contraccettivo. La disinformazione è la prima da combattere, oltre a ingannare le donne crea conflitti fra medico e paziente. Quanto ai medici devono essere correttamente informati. Non farlo è una grave responsabilità del mondo accademico. La dottoressa vicentina è un grande esempio, minacciata di denuncia ha tenuto duro. Quanto all’infermiera di Voghera, mi auguro che ritiri le dimissioni “volontarie”. Saremo al suo fianco per ristabilire la verità.

@frigeriobenedet

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105 commenti

  1. Amie

    voi siete tutti matti.
    fatevi curare.
    si all’aborto! si alla pillola!
    C’è chi non ha possiblità e chi non vuole figli.
    PAZZI BIGOTTI

  2. Diego

    Ma chi decide la diagnosi (e dunque anche la terapia) in Italia? Il medico o il paziente? Nel primo caso non c’è bisogno di scomodare l’obiezione di coscienza per rifiutarsi di prescivere un farmaco, nel secondo c’è da chiedersi a cosa serva una laurea in Medicina…

    1. lucillo

      Stai quindi affermando che siamo in campo medicale e terapeutico?
      Ottimo, concordo.

      1. Diego

        Vorrei far notare a tutti voi alcune cose che mi premono:
        1. Lo zigote, che è la prima cellula fecondata, ha già quel patrimonio genetico che – diverso da quello dei genitori – avrà durante tutta la fase di vita della sua persona (zigote, morula, blastocisti, embrione, feto, neonato, bambino, adolescente, giovane, adulto, anziano), dunque è la SCIENZA, non chissà quale religione, che dimostra che il nuovo individuo di essere umano (ma lo stesso discorso vale per gli altri animali…) comincia con il CONCEPIMENTO!!!
        2. Permettetemi una domanda/metafora: secondo voi una pianta comincia quando il seme comincia a germogliare o quando il germoglio spunta dal terreno? (io propendo per la prima!!!) Ossia, (scusatemi il bisticcio di parole) il principio comincia con l’inizio o quando ci accorgiamo che qualcosa è già cominciato?
        3. (Qui viene il bello!) Attenzione a non confondere ABORTO con INTERRUZIONE VOLONTARIA DELLA GRAVIDANZA!!! Che differenza c’è, direte voi. Ebbene, il primo è un termine neutro, cioè senza una connotazione positiva o negativa, infatti viene dal latino AB ORTO, che significa “(morte) prima della nascita”: è dunque una pura descrizione di ciò che avviene, cioè un essere umano che termina di vivere prima ancora di nascere. Cosa significa, invece, l’IVG? (qui ci accorgiamo che a volte il politically correct commette degli svarioni, producendo un effetto boomerang…) Proviamo ad analizzarlo insieme, dizionario alla mano: INTERRUZIONE=atto cruento, cioè che ha insito un certo grado di violenza; VOLONTARIO=doloso, cioè qualcosa che viene fatto apposta, di proposito (che nel diritto è ben più grave di “colposo”, che indica un evento accidentale!); GRAVIDANZA=periodo di gestazione nei mammiferi. È da notare quanto segue: a. Se la si vuole interrompere, vuol dire che la gravidanza C’È GIÀ!, ciò vuol dire che un nuovo ESSERE UMANO, diverso e distinto dal corpo della donna che lo porta in grembo, esiste già! b. Su questo ESSERE UMANO si vuole agire in modo cruento, violento; c. Questa azione VIOLENTA contro un essere umano viene perpetrata in modo CONSAPEVOLMENTE CRIMINALE; A questa AZIONE VIOLENTA, CONSAPEVOLMENTE CRIMINALE PERPERTRATA CONTRO UN ESSERE UMANO viene da molti negatata, inspiegabilmente, la definizione di OMICIDIO, ASSASSINIO, STRAGE DEGLI INNOCENTI!!! Anzi, essi stessi rivendicano come diritto per le donne di diventare MADRI ASSASSINE!!! Per di più, spacciano queste assurde pretese per SALUTE RIPRODUTTIVA: ma “salute riproduttiva”, sempre dizionario alla mano, non dovrebbe voler dire “assicurarsi la salute di colui che viene riprodotto”, cioè di quell’ESSERE UMANO NELLA FASE DELLA SUA VITA INTRAUTERINA?

  3. Filomena

    La condanna morale per l’interruzione volontaria di gravidanza vorrebbe che fosse la causa di traumi che ogni donna subirebbe e che ne porterebbe i segni per tutta la vita, pentendosi e maldicendo il giorno in cui avrebbe deciso di interrompere la gravidanza. Anzi, non si sosterrebbe neanche che abbia scelto, perché un “assioma” vuole che non si può davvero scegliere di andare contro la propria natura, e la natura di ogni donna è quella di madre. E se si è madri, non si può abortire. Eppure ci sono donne che hanno già figli che abortiscono, perché non ne vogliono un altro. Questo è, per un certo immaginario, inconcepibile per una donna, tanto che molti si sono convinti che in ogni aborto ci sia una sofferenza intrinseca tale da definire una vera sindrome post abortiva. Sindrome peraltro non riconosciuta dal DSM e dalle associazioni psichiatriche, ma molto in auge tra quelli che credono che fin dal concepimento la vita andrebbe protetta e garantita. Dunque l’interruzione di questa vita non è giustificabile e in più provocherebbe nella donna un segno incancellabile. Questo malgrado la connessione necessaria e universale tra l’interruzione di gravidanza e un’eterna sofferenza sia molto fragile, infatti non solo ci sono moltissime donne che non esprimono rimorso o inestinguibile pena, ma che qualcosa non va lo si capisce a partire proprio dal carattere necessario della presunta sindrome post traumatica da aborto. In nessun altro tipo di “trauma” infatti (il caso più semplice è la guerra) si stabilisce una connessione così forte tra l’esperienza e il risultato. Non tutti quelli che hanno vissuto un evento traumatico sviluppano la conseguente sindrome, perché dovrebbe andare diversamente in questo caso? Questa sindrome quindi viene invocata unicamente per eliminare la possibilità di abortire, come se fosse sufficiente dimostrare che le eventuali conseguenze negative di una azione fosse sufficiente per vietarla. Se fosse vero ciò, per analogia allora dovremmo vietare i parti perché alcune donne ne hanno riportato conseguenze dannose. Si arriva anche a suggerire che l’aborto s’intreccia e si rende colpevole non solo di una ferita psichica, di uno stigma morale e sociale, ma anche del rischio per la propria salute. Naturalmente si tralasciano i pericoli connessi al portare avanti una gravidanza e quelli del parto. E chissà perché, poi, uno studio sugli effetti del divieto di abortire ci racconta un’altra realtà. L’Advancing New Standards in Reproductive Health (ANSIRH) ha pubblicato lo scorso autunno un’indagine sui vissuti di quelle donne che non avevano avuto accesso all’aborto, The Global Turnaway Study. A essere pericoloso è voler abortire e non poterlo fare, magari perché nel paese in cui vivi vige un divieto legale o l’accesso è limitato.

    È curioso come nel caso dell’aborto il rischio – pur ammettendo generosamente che vi sia – venga usato come uno buon argomento per vietare e condannare la presunta causa. Sarebbe come se provassimo a vietare i matrimoni perché in alcuni casi se ne soffre e sempre più spesso si finisce per divorziare, e – si sa – divorziare fa male. La causa del divorzio è il matrimonio, allora vietiamolo.

    Potrebbe far parte delle bugie che circolano intorno all’aborto anche la promozione ad “alternativa” della proposta di portare avanti la gravidanza e dare il figlio in adozione. Come se fosse equivalente al non voler portare avanti una gravidanza, come se 9 mesi fossero ininfluenti, come se la gravidanza e il parto fossero benigni e di poco conto.
    Potremmo davvero pensare che non sia immorale costringere una donna a portare avanti una gravidanza? E con quali strumenti garantiremmo tale imposizione? Sembra davvero inammissibile, anche nel caso in cui fosse solo la sua volontà di intralcio, figuriamoci quando rischia la salute o la vita.

    Un’altra convinzione presente nel fronte “prolife” (si pensi alla Marcia per la Vita dello scorso 12 maggio) è che vietare l’aborto implichi la salvezza dei “bambini non ancora nati”, cioè degli embrioni. Sembra invece che l’illegalità non avrebbe come risultato la fine dell’aborto, ma il relegarlo nella clandestinità e nella pericolosità. Non solo non si metterebbero in salvo gli embrioni, ma si spingerebbero le donne a correre rischi evitabili. Non sto dicendo che siccome si abortirebbe comunque nonostante il divieto allora tanto vale non vietare – per chi accoglie la premessa che fin dal concepimento c’è un individuo detentore di diritti fondamentali non c’è altra scelta, come non c’è nel caso in cui continuiamo a considerare reati gli omicidi, pur sapendo che continueranno ad essere commessi. Ma se l’obiettivo principale di chi combatte “per la vita” è quello di salvare gli embrioni, non ci si può illudere che vietando si ottenga qualcosa di cui essere soddisfatti. E in effetti sembra ingenuo e improbabile illudersi che sia possibile eliminare il ricorso all’aborto.

    1. Su Connottu

      Filomena, tutto questo pistolotto per venire a dimostrarci che il cinismo è presente perfino tra le donne.
      Che esistano donne capaci di affrontare l’eliminazione del proprio figlio così come vanno di corpo purtroppo lo si sapeva già.
      Che questo argomento venga sfoderato dagli abortisti come progresso della tecnica dimostra solo che la vostra generazione è destinata ad autoestinguersi.

      1. lucillo

        Dimostra semplicemente che l’ideologia porta ad inventarsi di tutto per confermare le proprie tesi, anche le cose più strampalate.
        E dimostra che è opportuno cercare di avere orizzonti e fonti di informazione un po’ più vaste del bollettino parrocchiale.

        1. Su Connottu

          E quale sarebbe il tuo orizzonte più vasto?
          Un sacchetto per rifiuti ospedalieri?

          1. lucillo

            No, per esempio quanto riportato da Filomena, che non costituisce la Verità ma è da sapere e da prendere in considerazione.

          2. Su Connottu

            Ancora con la sambuca?
            Se quanto riportato da Filomena non è vero, per tua candida ammissione, ma tu ci credi ugualmente, io non so che farci ed è meglio che non aggiunga altro.
            Ti dico solo che la stessa Filomena ci crede meno di te, visto che pone obiezioni di tipo statistico (non è sempre vero che…) o paradossali (esasperando le affermazioni “avverse” per poter più facilmente controbattere) e non sostanziali rispetto ad alcuni corollari dell’aborto.
            Chi spende del tempo per aiutare le donne a non far fuori il proprio figlio, queste obiezioni le conosce meglio di te, se non altro perché non considera gli esseri umani rifiuti non riciclabili, il che porta più facilmente ad ascoltare le ragioni dell’altro.

        2. Toni

          L’ideologia è sempre quella degli altri… vero Lucillo?

          Medici scienziati, uomini di cultura che aborrono quello che dici tu …leggono il “bollettino parrocchiale”?

          Splendido !!!

          1. lucillo

            No Toni, stavo solo reagendo al liquidare con una stupida battuta un’argomentazione complessa ed interessante.
            Poi è ovvio che anche fra gli scienziati ci siano pareri diversi, e direi per fortuna. In assenza di verità assolute, tanto più evidente nelle scienze umane, ci sono però fonti particolarmente autorevoli quale il DSM citato da Filomena; replicare con “pistolotto” e “cinismo” è un approccio ideologico di chi si accontenta di quello che gli hanno detto e che lo conferma nelle sue convinzioni morali.

          2. giovanna

            Lucillo, ehi, Lucillo, Lucillo….che l’ovulo fecondato sia il primo stadio della vita umana è assolutamente condiviso da tutti, tutti, tutti, gli scienziati del mondo !

            E così, tanto per sapere, dato che Nino e Filomena se la sono dati a gambe , secondo
            te invece non è vita umana ??

            Ed eliminare una vita umana, che sia al primo istante di vita, che durante i mesi di gestazione , si chiama aborto, quindi la pillola del giorno dopo può essere abortiva, quella dei 5 giorni dopo sicuramente abortiva !!!

            Nessuno risponde a questa cosa, che poi è il contenuto dell’articolo e nessuno ne trae le conseguenze, che l’articolo è assolutamente inoppugnabile…per ora si cambia argomento , per riscrivere le solite stupidaggini la prossima volta…che il norlevo non è assolutamente abortivo….che impedisce l’ovulazione e basta….

            E se l’ovulazione e l’eventuale fecondazione c’è già stata ?
            Omertà, omertà, omertà e darsela a gambe.

          3. Toni

            @ Lucillo
            DSM è quello che ha aggiornato il concetto di patologia “pedofila”? O meglio la definizione di pedofilia come “disturbo (disease) pedofilo”, anziché malattia (illness)?

            Certo, non ti faccio pistolotti cinici…ma a me, un poco poco ideologico mi pare , più che scientifico….. ma solo una punta, intendo dire.

          4. lucillo

            Non ho sufficiente cultura psico per entrare nel merito delle differenze fra disturbo e patologia.
            Mi limitavo a dire che la fonte è autorevole e ne va tenuto conto.

          5. Su Connottu

            Ma qui si tiene conto di tutto, persino di quello che scrivi tu.
            Ma tra tenere in conto e sottoscrivere ce ne passa.

          6. Toni

            Lucillo … io mi limitavo a farti constatare che il pistolotto cinico lo può contenere pure il DNS. Capisci che una cosa è definire una “galassia” (esempio tuo sopra) e disputarci intorno con la scienza, altra cosa è definire pedofilia perché le implicazioni sono diverse. Di questa fonte “autorevole” hanno colto bene il senso chi ha avuto figli molestati…. e lo hanno pure scritto (e tu una ricerca su internet in merito la puoi pure fare).

          7. Nino

            No. continuo a ritenere (e se ci fosse maggiore onestà intellettuale e si credesse a tutta la letteratura scientifica si ammetterebbe che non c’è una risposta certa) che un ovulo fecondato è un essere umano quanto un seme di quercia è una quercia.

          8. Su Connottu

            Avviso importante per tutte le signore incinta:
            potete tranquillamente fumare, drogarvi, ubriacarvi, lanciarvi col paracadute e fare lotta greco-romana.
            Quello che portate in grembo non è vostro figlio, è semplice flatulenza.
            Vostro figlio inizia a esistere, già pronto, dal momento del parto.
            Avete presente il coniglio che esce dal cilindro? La stessa cosa.
            Infatti sembra che ci sia di mezzo Silvan, o la fata turchina.
            Parola di Nino

          9. giovanna

            Ninetto, Ninetto bello, Ninettino , tutti, TUTTI, tutti, i libri di embriologia del mondo ritengono che l’ovulo fecondato sia l’inizio di una nuova vita umana !
            E’ un concetto tanto assodato che è presente persino nel libro di scienze di terza media di mio figlio !
            E anche i medici che praticano l’aborto lo riconoscono !
            Lo riconoscono tutti !
            Prova a trovare un medico che affermi che la vita umana non inizia con l’ovulo fecondato ! Sarebbe cacciato a calci nel sedere da qualsiasi istituzione !

            E anche tu , in fondo condividi, dato che fai l’esempio della quercia : se pianti il seme della quercia, nasce forse un pino, o un gatto, o un bambino ?

            Se pianti il seme fecondato dell’uomo, nel senso che gli permetti di proseguire la sua vita in utero, nasce un bambino, non una quercia, non un gatto, né una carota !
            In quel seme fecondato c’è già tutto il suo patrimonio genetico, quello e non altri, unico in tutto il mondo, con quei capelli, con quegli occhi, con quel fegato che solo lui, in tutto il mondo e in tutta la storia, avrà, se non lo si accoppa prima !

            Tu, Ninetto, non sei stato uno spermatozoo, né un ovulo, ma il tuo primo istante di vita è stato quello in cui lo spermatozoo di tuo padre, tra milioni di spermatozoi, è entrato nell’ovulo di tua madre : in quel momento il tuo patrimonio genetico è comparso sulla terra, in quel momento ha cominciato il suo percorso di vita umana il Nino !

            E poi, dai, toglimi una curiosità, te l’ho chiesto un milione di volte, ma ci hai sempre girato intorno: dato che l’ovulo fecondato è una vita ( su questo credo che puoi convenire anche tu ) e tu ritieni che non sia una vita umana, ma che razza di vita è ??
            Rispondere che è una vita in potenza non vale, perché è una vita in quel momento, ma se non è vita umana, che razza di vita è ??
            Il seme è una vita vegetale, l’ovulo fecondato è vita umana , oppure no ?
            E’ una vita umana unica e irripetibile in tutta la storia, oppure no ?

          10. Nino

            @Su Connottu: secondo me dovresti leggere meglio quello che ho detto.

            Per il resto, una ghianda è una quercia? no

            Quindi un ovulo fecondato non è un essere umano. E’ una cellula che se non (in)piantata non diventerà mai altro.

            E, checchè qualcuno sostenga il contrario non tutti gli studiosi, filosofi, biologi e medici, riconoscono che ” fin dall’istante del concepimento ha inizio una nuova vita umana “.

          11. giovanna

            E allora, che cosa ha inizio, se non una vita umana , Ninetto bello ?
            Dai, sforzati un pochino !

            E se il seme non è una ghianda, è pur sempre una vita vegetale, no?
            O credi appartenga al regno minerale ???
            Prova a piantare un sassolino, vediamo che succede !
            Un ripassino di scienze di quinta elementare è d’uopo !

            E un bambino non è un anziano, ma è sempre lui, con lo stesso, identico , patrimonio genetico !
            E guarda un po’, se al bambino appena nato non dai da mangiare, quello muore, come poteva morire se una pilloletta bloccava il suo sviluppo !
            Ti do una notizia in anteprima : se non mangi, anche tu muori !
            E anche se qualcuno ti avvelena !

            E aspetto ancora , e ancora, e ancora, e ancora i testi a livello UNIVERSITARIO , non di divulgazione del tuo solito livello becero-gay-Wikipedia , in cui gli scienziati ( di filosofi non ne voglio sapere, qui parliamo di scienze come embriologia, fisiologia, biologia, medicina…) non riconoscono che col concepimento ha inizio una nuova vita umana , unica ed irripetibile !

            E lo sai che lo so perché non ne trovi manco mezzo ?
            Perché non esiste uno scienziato al mondo che possa contraddire una evidenza scientifica tanto chiara !
            Non in un suo testo ufficiale !
            Altrimenti, sai le risate della comunità scientifica !

            Comunque, stavolta devo ammettere che, al contrario di Filomena che ancora corre e al contrario delle altre volte in cui abbiamo affrontato lo stesso tema , non ti sei sottratto a bere l’amaro calice della tua ignoranza e presunzione e ideologia menzognera fino in fondo !

            Copia -incolla di qua, copia-incolla di là, stavolta manco i siti gay più aggiornati del mondo , che siano in inglese o in mandarino, ti hanno potuto soccorrere !

          12. Filomena

            Ti rispondo con quello che ha sostenuto un premio Nobel: Rita Levi Montalcini:«sono del parere che lo zigote (l’ovocita fecondato) allo stadio di morula o di blastula (i primi stadi di moltiplicazione delle cellule dopo la fecondazione) non sia una persona. Ogni cellula di questi elementari aggregati può infatti generare a sua volta una persona completa. In altre parole ritengo che, prima dell’inizio della differenziazione, cellule totipotenti non possano essere considerate un individuo premio Nobel italiano Rita Levi Montalcini ha ribadito il concetto: «sono del parere che lo zigote (l’ovocita fecondato) allo stadio di morula o di blastula (i primi stadi di moltiplicazione delle cellule dopo la fecondazione) non sia una persona. Ogni cellula di questi elementari aggregati può infatti generare a sua volta una persona completa. In altre parole ritengo che, prima dell’inizio della differenziazione, cellule totipotenti non possano essere considerate un individuo».

          13. Giancarlo Romei

            Premio nobel o ignobel tanto di cappello alla Montalcini, la quale si è ricordata di essere una scienziata prima di fare certe affermazioni avendo cioè cura di sottolinearne la natura ideologica facendole precedere da “sono del parere” e usando il congiuntivo in forma dubitativa.

          14. Toni

            Non ci voleva ..intendo… .il seme.
            Ti sei incartato

      2. Su Connottu

        Giusto per chiarezza, quando parlo di cinismo non mi riferisco a Filomena,
        ma alle donne da lei chiamate ad esempio su come è figo andare ad abortire.

    2. Toni

      @ Filomena,
      convinciti di come meglio ti aggrada …. in maniera coerente con la tua struttura mentale.
      Ho letto il tuo intervento e quando sono arrivato ai “sensi di colpa” ho capito la musica .
      Lo dici tu che oramai siamo una sparuta “riserva indiana” il tuo (per me) mentre il tuo infame “diritto” è spacciato ad ogni angolo del mondo come una diritto umano, una cura ad una malattia, una conquista … e tante altre cose…. e, (cavolino!!!) nonostante tutto esistono ancora i sensi di colpa.
      Ora vuoi sostenere che una persona “normale”, anche atea, che ha un rapporto di semplice umanità nel relazionarsi con glia altri, dico cose ovvie come il trovare compassione per una persona che sta male, generosità verso gli amici, che si diverte a giocare in parco con bambini (le bestioline) la quale decidesse , seguendo consapevolmente o inconsapevolmente il ritornello soave che il mondo propone, di abortire e sente sensi di colpa …. la colpa è …. della “riserva indiana”.
      Prova una soluzione più semplice….ipotesi: chi è vivo, e non tutti lo sono aldilà delle apparenze … ha sensi di colpa per un atto così estraneo a se stessi e questo aldilà di ciò che crede (Dio o no).
      Chi ha, grazie anche ad una preminente cultura mortifera (per me… ) ed ha acquisito una stortura della coscienza …. no!

      Poi io ho questo vizio, le visioni olistiche delle persone, per cui chi “gaiamente abortisce” degrada compassione, carità, generosità, simpatia, qualità del sorriso, qualità dello sguardo ecc…. ma questo è un mio vizio, non tenerne conto.

      1. Toni

        Sono in moderazione (vero!)
        …………….
        Lo dici tu che oramai siamo una sparuta “riserva indiana” mentre il tuo (per me) infame “diritto” è spacciato in ogni angolo del mondo come una diritto umano, una cura ad una malattia, una conquista … e tante altre cose…. ma, (cavolino!!!) nonostante tutto, esistono ancora i sensi di colpa. ……. segue

      2. lucillo

        Vedi? Nel merito io trovo un po’ troppo semplicista questa tua risposta, ma non poso negare che è frutto di ragionamento e comunque tesa a comunicare. Le altre sopra no.

        1. Toni

          Per dire il vero si sposa anche con una certa psicanalisi …ante Skinner.

    3. giovanna

      Filomena, ma dove scappi ??
      Se l’ovulo è stato già fecondato al momento dell’assunzione del norlevo , e la gravidanza non prosegue comunque, qualche effetto sull’ovulo fecondato il norlevo lo può avere o no ?

      Cosa c’entra tutto lo squallido pippone abortista che hai copiaincollato ?

      Dai, vieni qui, rimaniamo alla prima pappa pappa anti-scientifica che hai già copiaincollato ben due volte, sull’impossibile non effetto del norlevo sull’ovulo fecondato !

      Filomenaaa, non scappare….non correreeee….

      Filomenaaaa

  4. Paolo

    Scusate la domanda ma il sig. Intervistato è per caso anche membro del consiglio direttivo del “movimento per la vita”?

    1. Giannino Stoppani

      Questa tua domanda sull’appartenenza dell’intervistato al consiglio direttivo del “movimento della vita” che tu poni per insinuare che a partire da tale mera appartenenza, si possa escludere priori che costui possa affermare cose vere, in realtà smaschera la convinzione interiore tua e di molti altri secondo la quale, per denaro o scopi che si credono nobili o sacrosanti, sia ammissibile che uno scienziato possa anche deliberatamente produrre e diffondere sistematicamente la menzogna.
      Da ciò ne deriva immancabilmente che le tue stesse asserzioni sull’esistenza e l’infallibilità di fantomatici studi scientifici che dimostrerebbero quella cosa e quell’altra, spesso a scapito delle più elementari evidenze, automaticamente acquisiscono il valore di un peti di formica, soprattutto se intercalate da insolenti idiozie come “fatina dei denti” e “ideologia religiosa”.

      1. lucillo

        No, dimostra solo che la scienza non è neutra – tutta la scienza, ed i primi a dirlo sono proprio gli scienziati. Solo gli ingenui pensano che la scienza dice la verità: la scienza descrive fenomeni e non entra nei significati.

        1. Su Connottu

          Lucillo non riesci a scrivere tre righe senza contraddirti?

          – la scienza non è neutra
          – la scienza non dice la verità
          – la scienza descrive fenomeni

          Mi spieghi cosa tiene unite le tre frasi in un concetto di senso compiuto?
          Spero che la risposta non sia: una bottiglie di sambuca

          1. lucillo

            Mi spiace, non ho tempo di farti il riassunto degli ultimi 400 anni di filosofia.
            Mi limito a dirti che le tre affermazioni non sono affatto in contraddizione e che sono condivise da tutti gli scienziati.

          2. Lucillo

            Mmmm…però, aspetta, ora che mi ci fai pensare…è vero, mi sono proprio contraddetto! Che sciocco che sono stato!

          3. lucillo

            comunque TEMPI.IT è proprio forte: riconosce gli ip quando deve bloccarli, ma non è capace di fare un controllo fra ip e nome neanche quando si pubblica a pochi secondi di distanza

          4. Su Connottu

            Ok, è la sambuca

    2. giovanna

      Noto come le risposte contrarie alle affermazioni scientifiche dell’articolo siano di una inconsistenza unica, il vuoto assoluto, sia dal punto di vista scientifico e sia dal punto di vista umano, e per sicurezza Nino e Filomena non hanno risposto affatto, almeno col loro nick solito, e d’altronde che potevano rispondere all’evidenza che l’ovulazione e la fecondazione potrebbero essere già avvenute nelle prime ore del rapporto , ben prima dell’assunzione del norlevo ?

      Ma sono sicura che la prossima volta tutti questi insulsi , che non capiscono un tubo della questione, che non distinguono un essere umano da una carota, ricominceranno con la solita vuota tiritera, con una faccia tosta incredibile .

      Perché uno di quelli col cervello sotto vuoto spinto , tipo la simpaticissima nata stanca o l’intelligentissimo Paolo, non prova ad entrare nel merito ?
      Capisco che per gente simile entrare nel merito sarebbe come andare su Marte, anzi sarebbe più probabile che riuscissero ad andare su Marte che ad interagire con intelligenza e competenza ( minima, eh, basterebbe la terza media ), nel merito.

      E Lena, mi vuoi dire cosa vuol dire che la gravidanza comincia con l’impianto ?

      In tutti i libri scientifici di livello universitario del mondo, l’ho postato mille volte, non può esserti sfuggito, è scritto che l’essere umano inizia con la fecondazione, l’impianto è un passaggio successivo, come mille altri passaggi della vita umana, ma la vita umana , quella vita umana, unica ed irripetibile, inizia con la fecondazione , il genoma c’è tutto in quel primo momento, dunque una vita umana che si interrompe si chiama ABORTO !

      Certo che per andare contro la realtà, bisogna imbottirsi ed imbottire gli altri di menzogne, nella storia si è visto bene e la cosa si ripete.
      Io sono contenta, veramente contenta, di non dover censurare nulla della realtà, di non essere costretta continuamente a mentire a me stessa e agli altri, come siete miseramente costretti voi.

      1. Nino

        chiedo umilmente scusa per non aver risposto prontamente ieri, ma avevo impegni più importanti da assolvere

        c’è chi invece, non avendo impegni, continua tranquillamente ad insultare, pazienza

    3. Su Connottu

      Già finiti gli argomenti? Passiamo agli attacchi personali?
      Perché non indaghi se l’intervistato ha preso qualche multa per eccesso di velocità?
      Ma fai un’indagine approfondita, prenditi qualche settimana…

      1. giovanna

        Ninetto, allora, una spiegazione al fatto che la pillola del giorno dopo non possa che essere anche abortiva, se l’ovulazione è già avvenuta e anche la fecondazione, cosa possibilissima nelle 72 ore in cui la pillola fa sempre effetto, la diamo o continuiamo a menare il can per l’aia ?
        Quantomeno potresti scusarti per aver bevuto come oro colato una affermazione dell’oms che anche un ragazzino di terza media smonterebbe dopo aver studiato a scuola la riproduzione umana !
        Ma quando non sai che pesci pigliare, la butti sempre sul piagnucoloso , vero ? 🙂

        1. Nino

          io non piagnucolo, mi limito a sottolineare, e preferisco bermi le affermazioni dell’OMS piuttosto che quelle della chiesa su questioni scientifiche (Galileo docet).

          1. Su Connottu

            Infatti hai già fatto una mezza indigestione di sciocchezze.
            E citando Galileo a sproposito: non sai nemmeno che nella disputa con la Chiesa… aveva ragione la Chiesa 🙂

          2. giovanna

            Nino, che caduta di stile !
            Che c’entra la Chiesa in questi discorsi di ovuli fecondati ?

            Forse che il Gilbert è un vescovo ?

            Sul SUO libro universitario scrive :
            (Gilbert,Developmental Biology, Sinauer 2000):
            la fecondazione: l’inizio di un nuovo organismo
            – La fecondazione è il processo per cui due cellule germinali si fondono insieme per
            creare un nuovo individuo con potenziali genetici derivati da entrambi i genitori
            La classificazione tradizionale cataloga gli animali secondo la loro struttura da adulti. …
            Quando noi consideriamo un cane, per esempio, noi di solito ci raffiguriamo un adulto.
            Ma il cane è un cane sin dal momento della
            fecondazione di una cellula uovo di cane da parte di uno spermatozoo di cane. Rimane un cane anche quando è un bracco vecchio e morente.
            Quindi, il cane è in realtà l’intero ciclo vitale dell’individuo, dalla fecondazione alla morte.

            E Alberts afferma :
            Alberts et al. Molecular biology of the cell
            Fecondazione
            – Una volta rilasciati, la cellula uovo e lo
            spermatozoo sono destinati a morire in pochi
            minuti o ore, a meno che si trovino l’un l’altro e si fondano nel processo di fecondazione .
            – Mediante la fecondazione, la cellula uovo e lo spermatozoo sono conservati: l’uovo viene
            attivato per iniziare il suo programma di sviluppo, e i nuclei aploidi dei due gameti concorrono a formare il genoma di un nuovo organismo diploide

            E se capisci un pochino l’inglese…

            The developing human, 4a, Moore
            KL, Philadelphia (PA), Saunders, 1988.
            A zygote is the beginning of a new human
            being. Human development begins at fertilization

            Human Embriology BOOKS
            F.R. Lillie: “…. in the act of fertilization …. two
            lives are gathered in one knot …. and are rewoven in a new individual life-history.”

            – Sadler, T.W.
            “The development of a human begins with fertilization.”

            – Moore, Keith L. and T.V.N. Persaud. “Human
            development is a continuous process that begins when an oocyte (ovum) from a female is fertilized by a sperm (spermatozoan) from a male.

            Affermazioni scientifiche diverse non si trovano, persino in autori che nella divulgazione dicono altro, nei testi universitari scritti da loro non si azzardano, pena sbertucciamento della comunità scientifica.

            Dai, ti do una dritta, nonostante tutto il tuo noto impegno nel copia incolla selvaggio, anche di cose che manco sai cosa vogliono dire, non troverai , nella letteratura scientifica nulla di diverso, in tutto il mondo !
            E nemmeno , in tutta la letteratura scientifica, qualcuno che possa escludere che la pillola del giorno dopo , che agisce nelle 72 ore, non arrivi a funzionare quando la fecondazione sia già avvenuta , perciò impedendo l’impianto !

            Secondo me, senza tirare in ballo la Chiesa, ci puoi arrivare anche tu, forse.

            .

  5. Lena

    Gli studi che conosco io dicono che Norlevo non ha una apprezzabile attività antiannidante e che per questo non è neppure molto efficace come contraccettivo di emergenza. Se si vuole evitare a tutti i costi una gravidanza è preferibile fare ricorso all’inserimento di un dispositivo intratuterino o ad EllaOne (ulipristal acetato).
    Abortivo poi è ciò che interrompe una gravidanza in atto. La gravidanza inizia con l’impianto della blastocisti nell’endometrio. Nessun mezzo d’emergenza è capace di fare qualcosa all’embrione dopo l’impianto. Quindi nessuno di questi mezzi è abortivo.
    Inoltre un’infermiera assolutamente non ha alcun diritto di impedire agli utenti di accedere alle prestazioni sanitarie sulla base delle sue convinzioni etiche professionali. L’obiezione di coscienza esiste per il medico e riguarda la prescrizione. Non esiste che il personale e gli operatori sanitari si mettano a decidere arbitrariamente chi deve accedere al reparto.

    1. Lena

      -convizioni etiche personali-

      1. yoyo

        Citaceli, di grazia. Tanto il giudizio cattolico sul Norlevo non cambia, perché rimane la critica di fondo allo strumento in se.

  6. Filomena

    La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato come contraccettivo di emergenza entro le 72 ore successive ad un rapporto sessuale non protetto: il levonorgestrel, nella dose di 1,5 mg assunto per via orale, agisce inibendo o alterando la qualità dell’ovulazione (come peraltro fanno tutti i contraccettivi ormonali) e non interferendo in alcun modo sull’impianto dell’ovulo fecondato sulla mucosa uterina, che avviene 8 giorni dopo la fecondazione; poiché la gravidanza INIZIA appunto CON L’ANNIDAMENTO DELL’OVULO FECONDATO nella mucosa uterina non può affermarsi che il farmaco sia abortivo, non solo perchè non interrompe una gravidanza in atto, ma anche perché non interferisce sul destino di un ovulo fecondato. Il metodo, che ha un’efficacia tanto maggiore quanto prima viene utilizzato, è inefficace se l’impianto dell’ovulo è già avvenuto: in tal caso l’assunzione del farmaco non influisce sulla prosecuzione della gravidanza

    1. giovanna

      Dal vangelo di Filomena :
      “ma anche perché non interferisce sul destino di un ovulo fecondato”

      Filomena, ma se la fecondazione è GIA’ avvenuta, e siamo in presenza dunque di un ovulo fecondato, PRIMA dell ‘assunzione del Norlevo, cosa possibilissima, secondo te, per la tua testolina, agisce non agisce sul destino dell’ovulo fecondato, dato che lo fa secco ?

      Siccome è la milionesima volta che pubblichi queste stupidaggini, impermeabile a qualsiasi obiezione SCIENTIFICA, mi viene il dubbio che manco le leggi ! E’ veramente imbarazzante !

      Poi, dato che l’ovulo, fin dal primo istante, è un essere umano, incontrovertibilmente per chiunque al mondo, dato che anche tu non riesci ad affermare che sia un essere animale, o un essere vegetale, o parte del corpo della madre, in quanto è un nuovo essere UMANO, che prima non c’era e ora c’è…
      dire che la gravidanza inizia con l’impianto o meno, è una questione di lana caprina: della gravidanza me ne frego, io, come essere umano, non voglio uccidere l’essere umano, a qualsiasi stadio della sua vita si trovi !

      Ho trovato molto sgradevole da parte tua l’ironia nelle precedenti discussioni sull’ovulo fecondato che farebbe ciao con la manina: non fa ciao, ma lo farà a breve, se nessuno lo accoppa, che sia appena si forma, che sia impedendone l’impianto ( impianto che no cambia nulla di nulla nel genoma , ma che serve per nutrirlo, come serve il latte appena il bimbo nasce ), che sia entro i primi tre mesi, in cui già batte il cuore, che sia al sesto mese di gravidanza quando può essere abortito se non è un figlio perfetto.

      Secondo me, avendo tu almeno la terza media, credo, ci puoi arrivare ! Se però butti via i copia e incolla e ragioni con la TUA testa, tendendo conto dei dati SCIENTIFICI !

      1. giovanna

        Vabbè, sono finita in moderazione, è veramente estenuante, comunque la risposta per Nino è la stessa per Filomena e riterrei carino da parte di Filomena tenerne conto, prima di lanciarsi nei soliti copia e incolla ad minchiam !
        E anche leggere con una certa attenzione l’articolo sotto cui si scrive, sarebbe chiedere troppo ?
        Non è che uno posta qualsiasi scem..enza, senza tener conto delle obiezioni mai smontate e via, dritto per la sua strada…è veramente scorretto !
        Benché coerente con l’impostazione culturale tot..alitaria del soggetto !

        Allora, se l’ovulo è già stato fecondato, cosa statisticamente probabile in un tot numero di casi, e il norlevo agisce impedendone la vita, il norlevo ha o non ha un effetto sull’ovulo fecondato ???

        1. Nata stanca

          Vabbè se è tanto estenuante, riposati Giovanna, non è mica obbligatorio contestare sempre tutto quello che non ti piace!

    2. Nino

      @Filomena: abbi pazienza!!!

      1. Toni

        Caro Nino….. ma quale pazienza …… che bisogna avere lo stomaco di ferro con voi!
        Ora, ….io posso capire che vi percepite come “veri civilissimi” e credete che abortire è una “branca della salute riproduttiva”. Posso capire, che per via “civilissima” consapevolezza…. volete abolire la parola “aborto”, perché capite che il solo suono è rivoltante, e cercate un termine o un acronimo più soave per cambiare la realtà.
        Ma non posso sopportare che si possa pensare di fare una discussione con persone che diversamente da voi hanno la perfetta consapevolezza che stiamo parlando di “essere umano” ma solo perché per quelli come te è invece il bambino è un coagulo, qualcosa al pari di una schifezza organica da togliere con il sorriso (ti ricordi la discussione con la foto della discussione di una simpaticona che abortiva tutta gaia?) pretendete, addirittura … che questo non (ci) provochi ribrezzo.
        Discorso estendibile a Filomena, Ale, Lucillo, Lena…. ecc.

  7. Valentina

    Premesso che è sempre necessario essere informati in merito ai farmaci che si assumono, ritengo che una donna debba poter decidere se e quando restare incinta o se portare avanti o no una gravidanza. La donna ha il diritto all’assistenza sanitaria necessaria in questi casi e i medici hanno il dovere di garantirgliela.

    1. GabsTheFabs

      Ci certo come no…E io ho diritto ad essere alto 1.90m, occhi azzurri e capelli lisci….
      Ma fammi il piacere. Che palle sti diritti…

      1. Paolo

        Ehhhh che palle o meno resta il fatto che diritti sono e tali restano…poi la cosa potrà piacerle o meno ma questo è solo un problemino suo.
        Ciò che invece non è un diritto è la pretesa delle ideologie religiose di mettere il muso nei diritti altrui

        1. Su Connottu

          E allora come mai la tua setta pretende di poter uccidere altri esseri umani, specie quando non possono difendersi?

        2. Toni

          Paolo…. hai tutto come una vettura ricca di dotazioni …. spazi dal diritto all’aborto… al diritto adozione per gay. Paradossale, da una parte non vedi l’essere umano, dall’altra vuoi adottarlo.

          Non ti farei comprare neppure un cane !!!

    2. Toni

      Grazie Signora Valentina….. ok, … mi pare giusto… ed educato … in effetti è secondario l’abortito “cosa è” . Anzi la donna alla fine dell’aborto, in uno stato veramente civile, ha diritto ad un vassoio di pasticcini. Che ne pensa cara Signora Valentina?

      PS: Ordinaria follia…….inquietante!

  8. Nino

    Dal sito della Organizzazione Mondiale della Sanità:

    Modo di azione:

    Le pillole di contraccezione d’emergenza a base di Levonorgestrel previene la gravidanza impedendo o ritardando l’ovulazione. Possono anche impedire la fecondazione di un ovulo agendo sul muco cervicale o la capacità dello sperma di penetrare l’ovulo
    Le pillole non hanno effetto una volta che il processo di impiantazione ha inizio e non provocano aborto

    Mode of action

    Levonorgestrel emergency contraceptive pills prevent pregnancy by preventing or delaying ovulation. They may also work to prevent fertilization of an egg by affecting the cervical mucus or the ability of sperm to bind to the egg.

    Levonorgestrel emergency contraceptive pills are not effective once the process of implantation has begun, and they will not cause abortion.

    Poi ovviamente ognuno può avere la sua opinione, ma mi sembra che anche gli studi accreditati siano concordi sul fatto che impedendo o ritardando l’ovulazione, e diminuendo l’efficacia degli spermatozoi, non si possa proprio parlare di pillola abortiva

    1. giovanna

      E allora, cario Nino-Topolino, che fine fanno quegli ovuli fecondati che nel frattempo si sono statisticamente e matematicamente formati ? Dato che non sopravvivono, quando statisticamente e matematicamente, dovrebbe esserci una quota pronta per l’impianto ?
      “Se le donne ovulano e la gravidanza non compare, cosa significa? Dovrebbero comparire 5.9 gravidanze su 100 donne che hanno rapporti non protetti nel periodo fertile, e dopo il Norlevo ne compaiono solo 1.6. Manca il 65 per cento delle gravidanze attese e ci si chiede che destino abbiano avuto questi embrioni ”

      Perché non provi a ragionare con la tua bella testolina, per una volta nella vita ?

      E non svicolare, per la milionesima volta, col dire che l’ovulo fecondato non è una vita umana, o una persona ( l’ ultima volta hai svicolato tirando fuori il concetto di persona, che qui non c’entra un fico secco ! ), perché TU hai copiaincollato come oro colato la dichiarazione che la pillola del giorno dopo non impedisce l’impianto, mentre lo impedisce eccome !
      Dai, che ci puoi arrivare, se solo ti impegni un pochino !
      Te lo ricordo, si parlava dell’ovulo fecondato, dell’impianto dello stesso, non se sia o meno persona !

      Dai, che fine fanno quegli ovuli fecondati che ci si attende in una certa proporzione dopo il rapporto, dato che nelle 72 ore DI SICURO ci possono essere ovulazioni già avvenute da un bel pezzo e fecondazioni avvenute da un bel pezzo ? Quindi la pillola del giorno dopo , SCIENTIFICAMENTE, può essere ABORTIVA !
      Dai, prova a spiegare che fine fanno gli ovuli fecondati, nei casi in cui l’ovulazione è già avvenuta nella donna, nei casi in cui la fecondazione è già avvenuta, e che non sopravvivono alla pillola !

      O tu , o l’Oms, o chicchessia, sapete per certo che nessuna donna, al momento del rapporto a rischio o nelle successive 66 ore ha avuto l’ovulazione ???
      E ti rendi conto che perciò l’azione della pillola non è sull’ovulazione, che può essere già avvenuta, così come la fecondazione ?

      E che spiegazione dai sul fatto che anche la pillola dei CINQUE giorni dopo, tempo in cui l’ovulazione e l’eventuale fecondazione è avvenuta sicuramente, sia chiamata lo stesso “contraccezione “?
      Nemmeno quella inibisce l’impianto ??

      Ti dirò una cosa, più delle tue amicizie con coppie gay che hanno comprato bambini all’estero e con cui ti intrattieni in discorsi sulla pensione o simili , e coppie sadomaso di cui conosci a menadito le pratiche, e la falsità totale del personaggio che rappresenti, mi spaventa questa tua ottusità pervicace, che non si ferma davanti a niente. Mi spaventa proprio.

      1. Paolo

        Quanto furore sig.ra giovanna…ma soprattutto quanta fantasia

        1. Giannino Stoppani

          Ma quanta insulsaggine Paolo, a proposito, come sta la fatina dei denti?

      2. Nino

        A me fa invece molta impressione sia la violenza verbale sia la moda, frutto dell’influenza dell’imbarbarimento televisivo, di buttare sempre le cose in caciara.

        Comunque, dopo aver preso atto che c’è chi considera le donne che, non potendo utilizzare per motivi medici la pillola, utilizzano la spirale peggio dei più noti serial killer della storia (evidentemente capaci di uccidere decine di persone senza neanche avere il porto d’armi) , io ho consultato alcuni studi recenti in merito, come uno studio del 2011 dal titolo” Contraceptive efficacy of emergency contraception with levonorgestrel given before or after ovulation”. Fermo restando che gli studi possono essere orientati o il campione può essere non rappresentativo, in questo studio sono stati analizzati 393 cicli per i quali la data della ovulazione è stata dedotta dalla misura di parametri ormonali e ovarici su 148 donne.

        Secondo questo studio, nelle 148 donne analizzate (e che avevano regolari rapporti sessuali nei giorni fertili) sono state osservate 8 gravidanze. Delle 103 donne cui è stato somministrato il levonorgestrel PRIMA del periodo previsto per l’ovulazione statisticamente ci si sarebbero attese 16 gravidanze (senza somministrazione del farmaco), ma ne sono state riscontrate 0. Delle 45 donne cui è stato somministrato il farmaco nel giorno della ovulazione o nei giorni successivi, rispetto alle 8.7 gravidanze ne sono state riscontrate 8 (e quel .7 è compatibile con l’errore statistico).

        Da questo studio si può desumere che mentre sicuramente il farmaco inibisce e ritarda l’ovulazione, impedendo che ovulo e sperma si incontrino, se viene preso dopo che c’è stata ovulazione non ha di fatto efficacia (anche se altri studi dimostrano che se la fecondazione non è ancora avvenuta il farmaco può rendere anche più difficile la vita agli spermatozoi, rallentandolo e/o indebolendoli)

        Lo studio rivela inoltre che gli stessi dati, se analizzati utilizzando non la stima della data di inizio ovulazione (ovvero di fertilità) fatta secondo parametri clinici, ma secondo la data presunta in base alla durata del ciclo (e quindi meno affidabile) dà risultati diversi.

        1. Su Connottu

          Vedo che sei un ginecologo. Quali sono i parametri clinici che determinano con sicurezza la data di inizio dell’ovulazione?

          1. Nino

            Non sono ginecologo ma non sono neanche è membro del consiglio direttivo del Movimento per la Vita,

          2. Su Connottu

            E allora perché pontifichi ma non rispondi alle domande su temi per i quali millanti competenze scientifiche? Su quali parametri si stabilisce con sicurezza l’inizio dell’ovulazione?

        2. giovanna

          Scusa Nino, lascia perdere qualsiasi studio , che come ti hanno detto si presnta farlocco fin dalle premesse, prova a rispondermi solo con la tua testolina : se l’ovulazione e/o la fecondazione sono avvenute PRIMA , nelle 24 o 36 0 48 o 72 ore dell’assunzione della pillola e il norlevo funziona, perché lo sanno anche i sassi che funziona, è logico o non logico affermare che ci può essere un effetto sull’impianto , o no ?

          E nessuno mi ha risposto sul fatto che anche la pillola dei 5 giorni dopo, che non può assolutamente essere efficace sull’ovulazione, in quanto la vita dello sperma è circa sui 3 giorni e la vita dell’ovulo circa di 6 ore, quindi o il rapporto è stato fecondo oppure sarebbe perfettamente inutile nell’impedire la fecondazione, viene chiamata anch’essa “contraccettivo “?

          E anche rispetto al tuo piagnucolamento da ko tecnico, mi fa effetto questo tuo presentarti deboluccio, quando sei aduso a frequentare coppie di uomini che hanno comprato bambini su catalogo e coppie che ti ragguagliano sulle loro ( loro ?, mah !) pratiche sadomaso !

    2. Sebastiano

      leggo:
      “Assunto invece durante uno dei giorni fertili successivi, il Norlevo non blocca affatto l’ovulazione: la donna ovula e può concepire, ma la pillola impedisce che si formi un corpo luteo ben funzionante. L’endometrio non si prepara all’annidamento del figlio che quindi non avrà alcuna possibilità di sopravvivere”.

      Ora, usando la logica, ci sono solo due possibilità: o questa asserzione è VERA oppure è FALSA.
      Non essendo esperto di farmaci, vediamo se qualcuno può fare luce.

  9. lucillo

    Mi sembra ce i due casi siano completamente differenti.
    Le due ginecologhe si sono rifiutate di PRESCRIVERE il farmaco; trovo la cosa molto discutibile, ma siamo all’interno della tematica dell’obiezione di coscienza, essa stessa assai discutibile per come si è sviluppata dopo l’approvazione della legge 194.
    L’infermiera invece NON PRESCRIVE ma ha posto ostacoli affinché la richiedente si potesse recare dal medico, il quale sarà lui – come sempre per tutti i farmaci – a prescrivere o non prescrivere. Lei invece si è messa a discettare su cose fuori dalle sue competenze riuscendo ad impedire che l’utente del servizio raggiungesse il medico. E’ un comportamento dl tutto inaccettabile che, nel caso non si fosse dimessa, sarebbe stato giustamente sanzionato.

    1. Toni

      Mi pacerebbe sapere come tu l’avresti sviluppata l’obiezione di coscienza… sperando che Tempi censori ti pubblicano

      1. lucillo

        Io ero, e concettualmente tutt’ora sono, favorevolissimo all’obiezione di coscienza. Ha evitato che molti operatori sanitari che avevano impegnato anni di studio e di lavoro si trovassero, per un cambio di legge sull’aborto, nella condizione o di operare contro la propria coscienza o di dover rinunciare alla professione; ciò sarebbe stato ingiusto per loro e di danno al sistema sanitario che si sarebbe trovato privato di validi professionisti. L’obiezione di coscienza all’interno della 194 è quindi nata a tutela sia del sistema sanitario che della libertà degli operatori.
        Oggi siamo nell’assurda situazione che è spesso difficile accedere ad una prestazione che la legge consente e quindi garantisce, e unicamente a causa della presenza di una eccessiva percentuale di obiettori (o finti obiettori, ma questo è un altro problema seppur connesso) nel personale sanitario. Così ciò che era stato previsto a tutela di una libertà finisce per impedire di esercitare un’altra libertà (sto parlando in termini di diritto, non di etica cattolica).
        A mio giudizio, successivamente all’entrata in vigore della legge, si sarebbe dovuto stabilire che TUTTI gli operatori del servizio sanitario pubblico devono svolgere TUTTE le prestazioni previste e/o consentite per legge dallo stesso servizio sanitario. Lo sanno tutti, lo sanno in anticipo, e se non gli piace facciano altro: non è che uno debba per forza fare il ginecologo, ci sono una miriade di altre specializzazioni – ma se vuoi fare il ginecologo in una struttura pubblica devi sapere da subito che fra le varie cose farai anche le interruzioni di gravidanza nei termini di legge.

        1. ochalan

          Quindi tu obbligheresti gli obiettori a fare qualcosa che li ripugna. Non hai mai pensato che ajmento degli obiettori sia dovuto a maggiore coscienza su cosa sia aborto?

          1. Lucillo

            In effetti non ci avevo pensato, Ochalan, e ti ringrazio per avermi consentito di riflettere meglio. L’obiezione di coscienza è il minimo che la legge deve riconoscere, perché se le cose andassero come dovrebbero non ci dovrebbero essere aborti e contraccezioni di stato. Ma tant’è, abbiamo voluto legalizzare un crimine e purtroppo adesso le cose ce le dobbiamo tenere. Ma anche togliere l’obiezione di coscienza è davvero troppo! Oltretutto, q anche qui faccio ammenda rispetto a quanto avevo prima sostenuto, questa differenza tra obiezione di coscienza per i medici che già esercitavano prima del 1978 e niente obiezione invece per quelli attuali è davvero una castroneria sesquipedale, un sofisma degno di azzeccagarbugli di periferia. L’obiezione di coscienza va riconosciuta anche oggi perchè l’aborto è un delitto anche oggi e nemmeno il medico deve essere costretto a prescrivere anticoncezionali perché questi farmaci non curano nessuna malattia e si pongono in direzione contraria alla vita, che è l’orizzonte in cui invece opera il medico e gli altri operatori sanitari.
            Concludo esprimendo tutta la mia solidarietà alla dottoressa e all’infermiera discriminate e perseguitate.

          2. lucillo

            Forse non mi sono spiegato bene.
            Intendo che tutto il personale sanitario di ginecologia doveva poter scegliere se operare interruzioni di gravidanza oppure no quando è entrata in vigore la legge 194. Giusta quindi la possibilità di obiezione di coscienza per le ragioni che ho scritto sopra: a vantaggio del servizio sanitario e a tutela della libertà degli operatori.
            Ritengo che dopo l’entrata in vigore della 194 tutti i nuovi operatori, sapendo in anticipo che c’è questa legge e che lavorano nel servizio sanitario pubblico, non possano opporre obiezione di coscienza se scelgono di lavorare in ginecologia.
            Una delle ragioni per cui ci sono molti obiettori, con una certa quota di “finti” (cioè che non sono obiettori di coscienza rispetto all’aborto, ma che tali si dichiarano nel servizio sanitario pubblico) è che – avendo consentito che il nuovo personale sanitario si rifiutasse di praticare le interruzioni di gravidanza – chi non si rifiuta si trova in alcuni casi a dover praticamente fare solo quello, con grave nocumento professionale; a questo punto si dichiara obiettore per poter svolgere le altre attività della sua professione.
            In conclusione: ottima e doverosa la possibilità iniziale di obiezione di coscienza, assurdo averla consentita per i nuovi operatori.

          3. Lucillo

            Spero di essermi spiegato meglio, ma nel dubbio preciso ancora: sono favorevole all’obiezione di coscienza anche adesso, per tutti i medici, anche quelli entrati in servizio dopo il 1978. E l’obiezione di coscienza deve riguardare tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, tecnici…

            Lo pseudoragionamento secondo cui l’obiezione di coscienza riguarderebbe solo il personale che era in servizio al momento dell’entrata in vigore della legge 194 non sta in piedi da nessuna parte: contrasta con la lettera e lo spirito della 194, che ha previsto un diritto da allora e per il futuro per tutti, e contrasta col sentire della legge e della deontologia professionale, che tuttora considera l’aborto una schifezza, un atto non-medico e pertanto riconosce giustamente ai medici e agli altri operatori di esternare in modo efficace il proprio disgusto professionale.

            Piena solidarietà alla dottoressa e all’infermiera ingiustamente discriminate e perseguitate.

        2. Toni

          @Lucillo,

          dice bene Ochalan, un ragionamento come il tuo è valido sempre con una sola eccezione … quella che chiama in causa il significato di “essere umano”. Per un obiettore abortire è uccidere un “essere umano”.

          Il sostenere poi il tuo TUTTO o il TUTTE dà al tuo pensiero una venatura totalitaria .

          Il significato di “essere umano” è sottratto definizioni democratiche, non farlo significa che esiste la possibilità di un democrazia totalitaria.

          Tu che rifletti questa ipotesi (almeno come ipotesi) dovresti tenerla in conto.

          1. Toni

            Il significato di “essere umano” è sottratto a definizioni democratiche, non farlo significa che esiste la possibilità di una democrazia totalitaria.

          2. lucillo

            Sul TUTTO ho appena precisato.

            Come cittadino sinceramente me ne frego che ” Per un obiettore abortire è uccidere un “essere umano” “: ci sono cose che la legge non consente ed altre si, e queste ultime le pretendo dal servizio sanitario che pago con le tasse.
            Se uno non vuole garantirmi le prestazioni a cui ho diritto che faccia altro, nessuno è obbligato a fare il ginecologo; ma il ginecologo che ha iniziato a lavorare nel servizio sanitario pubblico DOPO l’entrata in vigore della 194 deve praticare tutte le prestazioni, compresa l’interruzione di gravidanza.

            Il significato di “essere umano” è sottratto a definizione democratica in quanto non è soggetto a procedure elettorali, ma non è affatto indipendente dall’evoluzione culturale e scientifica. Ne è anzi – come molti altri “significati” – il frutto e la rappresentazione; le leggi poi non fanno altro che recepire ed organizzare.
            Più in generale: un fatto, un fenomeno, una cosa e quant’altro prendono “significato” quando qualcuno li “dice” (galassia era un nulla prima che si facessero certe scoperte astronomiche e che una determinata organizzazione del cosmo venisse osservata e raccontata: per raccontarla si è scelto il nome galassia che SIGNIFICA ammasso di stelle ecc ecc – dal grande al piccolo: “atomo” c’era già per i presocratici, ma elettrone e protone no: essi SIGNIFACANO qualcosa da quando qualcuno li ha scoperti e detti; c’erano anche prima ma del tutto privi di significato).
            Tutti i “significati”, compreso quello di essere umano, sono frutto della cultura e non esistono fuori da essa; questo implica che allo stesso fenomeno ed allo stesso termine possono essere dati significati differenti nel tempo, nei luoghi, nelle differenti sensibilità e scelte.

          3. Bifocale

            io invece, Lucillo, ME NE FREGO che tu non consideri che l’obiezione di coscienza sia tuttora valida nel nostro ordinamento, perché la LEGGE 194 LA PREVEDE ANCHE PER GLI ATTUALI OPERATORI SANITARI.

            Quindi, come cittadino, ME NE FREGO dei tuoi insulsi discorsetti e soprattutto ti ripeto che l’ESSERE UMANO E’TALE SIN DAL CONCEPIMENTO, la cultura non c’entra un piffero.

            Hai capito, Lucillo? Io delle tue idee sballate ME NE FREGO!

          4. lucillo

            Mi sembri bi.sfuocato.
            Non ho bisogno di te per sapere come è fatta la legge sull’obiezione di coscienza, ne del tuo permesso per criticarla.
            Il fatto che scrivi in maiuscolo non conferisce autorevolezza ne tantomeno veridicità a ciò che dici.
            Ti faccio fra l’altro presente che le tue affermazioni, seppur povere di argomentazioni, sono fatte in base ad idee ed utilizzando un linguaggio che sono frutto di cultura.

          5. Bifocale

            Non hai bisogno di me per sapere e allora fattelo spiegare da un altro che LA LEGGE 194 PREVEDE L’OBIEZIONE DI COSCIENZA ANCHE PER I MEDICI ENTRATI IN SERVIZIO DOPO IL 1978. E’ chiaro ‘sto concetto? Non hai bisogno del mio permesso per criticarla e nemmeno io del tuo per dirti che L’UOMO E’TALE SIN DAL CONCEPIMENTO, E’ CHIARO ‘STO CONCETTO?
            E se tu dici che te ne freghi da cittadino di ciò che pensano e fanno gli obiettori, io, sempre da cittadino, ti dico che ME NE FREGO DI QUELLO CHE PENSI, DICI e FAI TU. Chiaro?
            Il mio linguaggio è frutto di cultura, il tuo pure, ma L’UOMO E’ TALE DAL CONCEPIMENTO E QUESTA NON E’UNA QUESTIONE CULTURALE. Chiaro?

          6. Toni

            @Lucillo

            Ti cito : Il significato di “essere umano” è sottratto a definizione democratica in quanto non è soggetto a procedure elettorali, ma non è affatto indipendente dall’evoluzione culturale e scientifica. Ne è anzi – come molti altri “significati” – il frutto e la rappresentazione; le leggi poi non fanno altro che recepire ed organizzare. (fine citazione)

            Vuol dire che una evoluzione culturale e scientifica riuscisse a stabilire che “un essere umano” è tale dopo i tre mesi dalla nascita (Singer ed allievi dicono qualcosa di simile) vuol dire che chi è contrario è un reprobo, incolto ed antiscientifico?

            Vuol dire anche se … (lo so che è fastidioso .. e porta da un sonoro “che c’entra?) … se i nazisti avessero culturalmente dominato culturalmente e scientificamente il mondo potevano giocare al tiro all’ebreo?

            Ma la cosa peggiore (considero per comodità solo la prima ipotesi, perche realistica…) nel caso si realizzasse Lucillo nelle sue argomentazioni mi direbbe : – Come cittadino sinceramente ME NE FREGO che ” Per un obiettore abortire è uccidere un “ un tre mesini” “: ci sono cose che la legge non consente ed altre si, e queste ultime le pretendo dal servizio sanitario che pago con le tasse.-

            Scommetto che adesso utilizzando gli ultimi 400 anni di filosofia mi dimostri che le mie domande sono mal poste perché non focalizzano i fenomeni?

            Lucillo… )comunque) ti posso dire che sei inquietante!

          7. Toni

            Ma la cosa peggiore (considero per comodità solo la prima ipotesi, perche realistica…) nel caso si realizzasse…. Lucillo nelle sue argomentazioni mi direbbe : – Come cittadino sinceramente ME NE FREGO che ” Per un obiettore abortire è uccidere un “ un tre mesini” “: ci sono cose che la legge non consente ed altre si, e queste ultime le pretendo dal servizio sanitario che pago con le tasse.- ?

            Forse adesso è un poco più chiaro.

          8. lucillo

            Bhè Toni, sono si mal poste, ma lo hai fatto apposta.
            Se guardiamo allo sviluppo storico e sincronico delle idee nelle varie civiltà vediamo a) che ci sono concezioni diverse fra varie civiltà, b) che ognuna di esse ne ha sviluppate di differenti nel tempo e che c) tale sviluppo è normalmente lento anche se poi ci sono spesso dei “punti di rottura” che portano ad esplicito la maturazione avvenuta.
            Utilizzo i tuoi esempi.
            L’infanticidio è stato largamente praticato, specie nei casi di bambino “difettoso”: non so se c’era ed eventualmente quale era il concetto di “essere umano”, ma certo tale pratica non era sentita come contradittoria. Questa idea è quasi ovunque cambiata ma non con un “anti-Singer” che ha spiegato che era un essere umano e non lo si poteva uccidere, bensì in un lento processo culturale.
            I nazisti sono stati la punta di diamante e l’esasperazione dell’anti ebraismo, ma non se lo sono certo inventato loro l’odio per gli ebrei, era già presente.
            La stessa discussione sull’aborto non verte sull’istante in cui si produce un nuovo originale cromosoma umano, ma sul concetto di persona e di titolarità dei diritti… con un approccio direi molto culturale non risolvibile in soli termini tecnico-scientifici.
            La stessa inviolabilità della vita umana, anche laddove tutti sono d’accordo che tale essa sia, è concetto tutt’altro che scontato: basti pensare alla pena di morte, alle guerre. Quando poi si passa a ragionare del titolare della disponibilità della vita umana adulta le cose si complicano ulteriormente – tutto il tema dell’eutanasia è collegato a questo ragionamento e a queste concezioni… culturali.
            Vogliamo parlare della disponibilità del corpo per altri? tortura, prigionia, punizioni corporali, schiavitù fra quelli imposti; ma anche fra quelli non imposti (laddove è così) la prostituzione, la sperimentazione di farmaci su umani, il sadomasochismo.
            Vogliamo parlare della disponibilità della persona all’interno della famiglia e/o del gruppo? In molti posti è tutt’ora assolutamente accettato che la decisione per il matrimonio sia in capo alle famiglie.
            E potremmo moltiplicare gli esempi. Ma sempre e tutta roba che ha il (presunto) dato di natura solo come punto di partenza, per poi svolgersi in termini puramente culturali. Lo stesso concetto di natura è culturale.
            Le leggi sono espressione culturale di un determinato ma dinamico status quo, dei valori riconosciuti e prevalenti in un certo posto ed in un certo periodo; a partire da qui sono uno degli strumenti con cui un gruppo organizza il proprio vivere comune.

          9. Toni

            Mamma mia, all’inizio ho temuto una mega super cazzola, poi leggendo mi sono rasserenato.

            Ovvero tutto cultura …niente natura.

            Non ci credo per niente.

            Credo che ad un uomo culturalmente puoi scriverci tutto addosso (pensa atutte le atrocità che hai annoverato)…ma non gli puoi impedire mai, di …..reagire.

            Puoi mettere in un lager Dante e puntagli una pistola alla tempia…. ma non potrà mai scrivere la Divina Commedia.

            Puoi cancellare la carità dal mondo, renderla economicamente inconveniente ai fini del PIL, puoi fare Singer presidente della repubblica e mettere al primo articolo della costituzione l’infanticidio, ma… non puoi (in queste condizioni) avere un Michelangelo che scolpisce la Pietà.

            Questo ci dicono le “culture” che ci hanno preceduto ed affiancato.

            Perdonami se ti sembrerà il mio un ragionamento semplicistico (come quello fatto prima) 🙂

          10. Toni

            dimenticavo… nella “reazione” (come ad es l’atrofia di Dante) trovi “la natura”.

          11. lucillo

            La genialità di singoli è insieme eccezione e vertice, non inficia minimamente il ragionamento che ho fatto.
            Michelangelo e Dante, facendo più e meglio degli altri, hanno consentito di andare avanti più e meglio di quanto altri abbiano fatto (eccezione), ma non hanno operato secondo categorie antropologicamente altre di quelle della cultura nella quale sono vissuti, ne sono stati al contrario massima espressione (vertice).
            Non ho detto che tutto è cultura e che la natura non esiste. Non ho nemmeno detto, ne me lo attribuisci, che la cultura è ragionamento sul nulla. Ho detto e dico che qualsiasi ragionamento, qualsiasi condivisione – compreso il concetto stesso di natura – avviene in una cultura, con mezzi culturali, variabili nel tempo e nelle differenti civiltà.
            Faccio un esempio al contrario. Gli elefanti. Sono animali sociali, difendono il gruppo, curano e difendono la prole, ogni gruppo ha segnali propri differenti da quelli degli altri gruppi. Ma non credo, ad oggi non risulta, che abbiano il concetto di “essere elefantino”, dotato di una propria specificità e particolare dignità. Ne adorano il Grande Elefante con 3 proboscidi. In India ci sono un sacco di rappresentazioni “sacre” di elefanti, ma neanche una fatta da elefanti! Le abbiamo fatte tutte noi, perché noi siamo animale culturale e tutte le nostre interazioni sono culturali, comprese quelle per la soddisfazione dei bisogni primari.
            Tutto è cultura significa semplicemente che tutto il nostro agire è caratterizzato da cultura, non che il reale coincida con la nostra cultura.

          12. Toni

            @ Lucillo
            E’ chiaro che io ho preso ad esempio dei geni dell’umanità per comodità, ma il mio ragionamento è esteso ad ogni singolo uomo nelle piccole e grandi eccellenze di cui è portatore. Per cui il tuo ragionamento è inficiato perché vuole essere egalitario mentre io no. Io vedo delle condizioni della nostra natura umana messe a fuoco dalla nostra cultura greca-romana-cristiana … una natura umana capita ed espressa e concretizzata più di tutti. Una sintesi che attraversa uomo-scopo-Dio
            Per tornare al tue esempio degli elefanti è come se credendo all’elefante con il con tre proboscidi e fissando un scopo verso un elefante “eccellente” questi avessero centuplicato socialità protezione ecc ( …. le cose che hai detto tu).

          13. lucillo

            Mi sfugge completamente la parte uomo-scopo-Dio
            ci ho ragionato ma non ci arrivo

            Elefanti.
            Si. Se credessero “all’elefante con tre proboscidi” e fissassero “uno scopo verso un elefante “eccellente”” avrebbero “centuplicato socialità protezione ecc”. Avrebbero ciò sviluppato una cultura del tutto analoga a quella degli umani, con le loro divinità e i loro sacerdoti, i loro (plurale, almeno fra elefanti africani ed elefanti indiani) concetti di “soggetto elefantiaco”; avrebbero una pluralità di obiettivi, una visione del futuro, un’escatologia… e ci sarebbero le guerre fra elefanti in nome del Vero Elefante, gli uni contro gli altri azzannandosi allo scopo di cancellare dal mondo gli eretici: gli adoratori delle 3 probosciti contro i seguaci delle 10 zanne entrambi contro gli atei che pensano solo alle foglie da mangiare.

          14. Toni

            Ho visto il tuo post con molto ritardo… mi dispiace non averlo letto prima e non vale che te lo contesti ora.

          15. Toni

            @Lucillo
            l’ho riletto, e lìho gustato meglio. Finche ragioni con la “galassia” mi può andare bene … quando mi fai diventare “fenomeno” soggetto a cultura e scienza (per di più neutra e senza verità…. sempre a tuo dire) onestamente …. mi fai pensare male .

          16. lucillo

            Capisco che possa essere fastidioso – molto meglio un sistema pieno di certezze e di definizioni chiare e sicure, meglio ancora se rivelate da un dio e spiegate e difese dai suoi sacerdoti. E’ più comodo, più rassicurante, più appagante.
            Peccato che non è così. Ovviamente secondo me.

          17. Toni

            No , non lo trovo fastidioso, si può disquisire sulla natura e l’essenza di tutto, anche di …. un palo ….. e metterlo in discussione in mille modi nelle definizioni ….. fino a che non ci sbatti con il muso.
            Poi qualche certezza ti viene … non so se sarà appagante.
            Almeno … secondo me.

          18. lucillo

            Concordo.
            L’informazione che ottengo è che sbattere la testa contro il palo fa male, traggo la conseguenza che la prossima volta cerco di evitarlo. E’ utilitarismo, sano utilitarismo! Anche molti animali sono in grado di sviluppare le stesso apprendimento.
            Quindi, nuovo, non mi dice nulla sul rapporto fra una natura presuntamente originale ed oggettiva ed una cultura presuntamente dedicata alla pura e semplice percezione del presunto “reale in se e per se”.

          19. Toni

            Lo so che concordi sul palo…. ma se cambi il “palo” con la “pedofilia” è disquisisci con il DNS (malattia? disturbo? orientamento?) ci si può fare male di più … quel male che non passa come una capocciata e che ti trasforma e trasforma agli altri…togliendogli qualcosa per sempre .
            E diventa un “reale in se per se”, ….il cadere.

          20. lucillo

            Non ho detto che per me è tutto uguale ed indifferente!
            Sono in grado di valutare, comparare, osservare le conseguenze, stabilire delle priorità; solo che so benissimo che le mie conclusioni, che ovviamente preferisco ritenendole migliori di altre, sono culturali ed in quanto tali provvisorie e non giuste perché unica interpretazione possibile della natura o giuste perché me le ha mandate un dio.

          21. Toni

            No Lucillo continui a sbagliare (per me) perché sopravvaluti il “culturale” ( e conseguentemente il tuo … “ed in quanto tali provvisorie e non giuste perché unica interpretazione possibile della natura …).
            Prendi l’agricoltura …il primitivo usava al zappa e coltiva ed ottiene dal terreno quello che può, in seguito l’aratro tirato dai buoi, e si migliora , nel medioevo (catto-retrogato) si modifica la struttura dell’aratro e lo tirano i cavalli …si diventa più veloci. Questa, appena presentata, è la tua evoluzione “culturale” ,…ma ciò non contraddice che già nel primitivo, con la sua zappa, non ci fosse un seme di verità (oserei dire “assoluta” …ma non aprire molto su questo) che verrà portato in tutte le fasi successive, fino ad oggi.
            L’esempio per te è semplicistico, ma io riscontro questo in ogni cosa in modo spesso meno agevole, certo, ma lo trovo. Credo che questo è valido pure pe te, tranne che non scegli un non “è”
            …in questo caso non c’è.
            Ma dipende da te. :-)

          22. lucillo

            No no, non è semplicistico ma perfetto.
            Descrivi una scoperta ed il suo perfezionamento, il tutto grazie all’osservazione, al discernimento delle pratiche, alla trasmissione culturale. Anche alcune scimmie si tramandano ed evolvono sistemi per procurarsi il cibo, compreso la capacità di costruire semplici utensili.
            Di nuovo, sano utilitarismo. Che non necessita di alcun concetto di verità, figuriamoci trascendenti, ma solo – e non è poco – di capire cosa funziona e cosa no rispetto ad un obiettivo.
            Siamo in un contesto totalmente altro quando ringrazio un dio di aver fatto fiorire i semi, o quando dico che – fiorendoci “magicamente” dei semi – è la terra stessa ad essere una divinità. Il fatto che è vero che coltivando vengono fuori i frutti nulla c’entra con le ragioni che si inventano a spiegazione di questo fenomeno; non sono vere o false, sono semplicemente altro.

  10. giovanna

    Una grande parte in questa disinformazione ce l’hanno i cosiddetti “femminili”, i settimanali o mensili che si rivolgono ad un pubblico femminile e sono totalmente asserviti alla falsissima definizione di “contraccettivo “, riferito alla pillola del giorno dopo, chiamando “contraccettivo d’emergenza” persino la pillola dei cinque giorni dopo, senza la minima paura di rendersi ridicoli.

    Per esempio sia su Donna moderna che su Starbene sono comparsi articoli in cui, tramìte l’associazione “vitadidonna” , con riferimento alla dott.ssa Canitani, addirittura una ginecologa ! ,
    si invita anche alla delazione di quei professionisti in campo sanitario che si rifiutano di consegnarla, in quanto viene spiegato che è un semplice contraccettivo più o meno in questi termini : è un contraccettivo perché è un contraccettivo !

    Inoltre presentano un servizio di telefonate minacciose ai sanitari, da parte di questa associazione, in seguito alle quali telefonate viene vantato il cambio di idea dei professionisti terrorizzati da minacce di denunce o simili , che “capiscono” che la pillola del giorno dopo deve essere prescritta o consegnata senza se e senza ma, in perfetto stile totalitario.

    In queste telefonate minatorie , a me sembra di ravvisare un abuso, ma dato che la cosa viene persino pubblicizzata in pompa magna, temo che l’ordine dei medici e dei farmacisti non lo consideri tale, alla faccia della dignità dei professionisti iscritti, che dovrebbero conoscere le elementari nozioni che non possono affatto escludere l’effetto abortivo della pillola del giorno dopo.

  11. Daniela

    …è già tempo di “nuovi” martiri…della menzogna ammantata di giustizia e buonismo.
    Grazie x la vs testimonianza e il vs coraggio!

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