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«La zona di comfort cui l'Europa è abituata è finita», ha detto un battagliero Mario Draghi all'europarlamento, presentando il suo Rapporto sulla competitività. Per poi incalzare i presenti con parole che sono circolate su tutti i siti web del mondo: «Dite no al debito pubblico, dite no al mercato unico, dite no alla creazione di un’unione dei mercati dei capitali. Non si può dire di no a tutto! Altrimenti, per essere coerenti, si deve anche ammettere di non essere in grado di rispettare i valori fondamentali per i quali è stata creata l’Unione Europea. Quindi, quando mi chiedete cosa sia meglio, cosa sia meglio fare ora, io dico: non ne ho idea, ma fate qualcosa».
"Fare qualcosa" e non dare sempre la colpa agli altri, è già un buon punto di partenza. Anche se "gli altri" hanno il volto arcigno dello sfasciatutto Trump, uno che non ha bisogno di inviti per imporsi. Lo stesso Draghi, sul Finacial Times una settimana fa, lo aveva messo in chiaro: basta con le litanie e i piagnistei sui d...
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