
Non c’è più città o paese in Italia che non si affidi alla Madonna

Cronache dalla quarantena / 8
Mia moglie sale sempre in cima a una collina dietro casa dove svetta una Madonnina. Ma alla chetichella, ci sgattaiolano anche ragazzi e ragazzine che fino a ieri avresti detto che neanche immaginano che fosse esistito un Gesù Cristo. E se, in caso lo sappiano, il tipo non sia per caso una delle vittime del coronavirus piuttosto che il Salvatore dell’umanità.
In effetti il miracolo è che con tutto il cetriolino di sottaceti, pippaioli conferenzieri, moralisti noiosi, videogioco tra progressisti e tradizionalisti che abbiamo intorno, insomma, deserto e vuoto sulla faccia della terra (lo chiamano “secolarizzazione”), in questo preciso momento non c’è paese o città in Italia che non si stia affidando a Maria. La Madre di Dio, Madre di Gesù il Risorto.
Ha cominciato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro (nomen omen), cavaliere medievale che si è fatto riprendere in preghiera e offerta alla Vergine del destino della Città. Dopo di che, è un fiorire ovunque di iniziative e umanità, esattamente identica a quella che, nel primissimo secolo, incise sulla pietra di un minuscolo edificio adibito a culto in un borgo fuori dal mondo, Nazaret, lo XE MAPIA, saluto Maria, Ave Maria, che i pellegrini possono tutt’oggi vedere sotto la cattedrale dell’Annunciazione in Galilea.
E così, corsi e ricorsi della storia, come il Concilio di Efeso arrivò solo nel 431 a concepire il THEOTOKOS, cioè a riconoscere “Maria madre di Dio”, l’inconcepibile divenuto “Verbo che si è fatto carne” in una ragazzina, mentre il popolo lo aveva riconosciuto fin dall’inizio del movimento di Gesù, anche oggi, dal Papa in giù, è la vita del popolo che ha trascinato di nuovo la Chiesa a riconoscere l’azione di Maria nella storia, non nelle prediche moralisteggianti.
Dalle mie parti, Sassari, nuovo epicentro del virus in Sardegna, l’arcivescovo Gian Franco Saba ha annunciato la traslazione straordinaria del simulacro della Madonna delle Grazie dal Santuario in cui è venerata alla cattedrale di San Nicola.
«Vista e considerata la situazione attuale di straordinaria emergenza, facendomi interprete delle molteplici richieste che ho ricevuto dai fedeli laici e dai sacerdoti, desidero comunicare proprio da questo luogo simbolico che da domenica 22 marzo il simulacro della Madonna delle Grazie sarà solennemente collocato in forma straordinaria nella cattedrale».
A distanza di 77 anni, quando la Sardegna era sotto i bombardamenti, si ripete la traslazione straordinaria della Madonnina, patrona della città insieme a San Nicola. Sassari, stranamente, allora non venne bombardata. Non perché la città non fosse un target, ma per una serie di circostanze meteorologiche (forti venti, temporali) sfavorevoli che impedirono ai bombardieri di sganciare i loro carichi di morte. Oggi, è proprio il caso di dirlo, sta rinascendo una resistenza umana della Madonna.
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