No, non è la Bbc: questa è la Rai

Di Rodolfo Casadei
24 Maggio 2001
Quando, nelle settimane scorse, la Rai ha indossato l’elmetto ed è scesa in campagna elettorale...

Quando, nelle settimane scorse, la Rai ha indossato l’elmetto ed è scesa in campagna elettorale, e sugli schermi della tivù pubblica abbiamo visto succedersi il duo Luttazzi-Travaglio armato di mitraglietta, Michele Santoro in vena di linciaggi, Roberto Benigni impegnato nel comizio di chiusura del centrosinistra, c’è stato chi ha detto e scritto: «Queste cose non sarebbero mai potute succedere nel servizio pubblico di nessun paese europeo. Figuratevi se la Bbc avrebbe fatto cose del genere». Sicuro che non le avrebbe fatte? Intanto andate a vedere cosa si scrive sul sito delle news della Bbc a proposito delle elezioni italiane e della vittoria di Berlusconi. A parte la consueta messe di errori e di nomi sbagliati che i media esteri non si risparmiano mai quando scrivono di cose italiane (Francisco Rutelli anziché Francesco Rutelli, Sabrina Guzzante anziché Sabina Guzzanti, Elinord anziché Edilnord, cronologie che fanno partecipare Alleanza Nazionale, non ancora esistente, alle elezioni del ’94, Democrazia Europea inserita nella coalizione dell’Ulivo e invece i Verdi ignorati, ecc.), il problema forte sono proprio i contenuti, quasi sempre caratterizzati da pregiudizio antiberlusconiano. Un servizio del 16 maggio dedica un paragrafo al tema dei “licenziamenti” di dirigenti Rai chiesti da Gianfranco Fini come punizione per la parzialità dimostrata dalla tivù di Stato durante la campagna elettorale. L’anonimo autore commenta: «Ma i corrispondenti esteri in Italia dicono che le accuse di parzialità sono infondate e che la Rai è considerata equilibrata nei suoi reportage. Dicono anche che i dirigenti Rai sono di nomina politica, ma non mostrano inclinazioni politiche particolari». Una fatale congiunzione astrale ha voluto che questo fulgido esempio di obiettività british coincidesse con l’apparizione di un’intervista di Carlo Freccero, direttore di Rai 2, su La Stampa del 17 maggio. In essa il prode Carlo dichiara all’ottimo Pierluigi Battista: «Rai 2 ha quasi salvato l’Ulivo. Noi abbiamo ostacolato la passeggiata di Berlusconi». Peccato che La Stampa sia poco letta Oltremanica e che gli inglesi che capiscono l’italiano siano pochi. Ma la nostra coscienza europeista ci sprona a fare tutto il possibile per impedire che i cittadini di Albione restino vittima di un disservizio. La Bbc è dotata di un servizio proteste on line. Il suo indirizzo elettronico è [email protected] L’articolo contenente le equilibrate valutazioni sulla Rai che abbiamo citato sopra si intitola Berlusconi “dream team” in doubt e lo trovate facilmente con una ricerca sul sito www.bbc.co.uk. Contribuiamo ad evitare il degrado dello storico ente radiotelevisivo britannico. Altrimenti presto i teleutenti inglesi dovranno canticchiare la canzoncina di Renzo Arbore: «No, non è la Bbc. Questa è la Rai, la Rai tivù».

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