Non c’è tregua alle persecuzioni dei cristiani in Nigeria

Di Redazione
02 Dicembre 2022
Quaranta uccisioni solo nel mese di novembre, cui si aggiungono rapimenti e devastazioni di case e chiese. Tutti gli indizi portano ai pastori musulmani Fulani
Una chiesa attaccata nello stato di Kaduna, in Nigeria, nel 2020
Una chiesa attaccata nello stato di Kaduna, in Nigeria

Novembre è stato un mese tremendo per i cristiani nigeriani. Uccisioni, rapimenti, chiese distrutte e villaggi devastati: è il triste elenco delle persecuzioni subite dai fedeli degli stati di Plateau e Kaduna, raccontate dal Morning Star News.

La Nigeria si conferma uno dei Paesi in cui i fedeli cristiani subiscono le violenze più efferate. Secondo il recente rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre, la situazione nello stato africano peggiora di anno in anno: tra il gennaio 2021 e il giugno 2022 sono stati uccisi oltre 7.600 cristiani. Secondo il reverendo Samson Ayokunle sarebbe in atto un tentativo di «cancellare il cristianesimo».

Anche per questi ultimi episodi di violenza, i sospetti ricadono sui pastori musulmani Fulani.

Rapito sacerdote cattolico

Trenta persone sono state uccise nei villaggi dello Stato di Plateau. Secondo diverse testimonianze i terroristi hanno attaccato chiese e case, seminando distruzione e morte. Armati di fucili e machete, gli aggressori hanno ucciso donne e bambini, bruciato edifici, devastato i raccolti.

Vicende simili sono accadute nello stato di Kaduna dove i terroristi – anche qui il sospetto ricade sui Fulani – hanno ucciso dieci cristiani e rapito altre nove persone, tra cui il prete cattolico Abraham Kunat. Il reverendo Kunat è il 23esimo sacerdote cattolico rapito in Nigeria nel 2022.

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