Nigeria. «Per raggiungere la pace occorre dare l’immunità a chi lascia Boko Haram»

Di Redazione
24 Settembre 2015
Secondo il cardinale John Onaiyekan, «sono pochi quelli che sposano realmente l’ideologia islamista. Molti lascerebbero volentieri la setta se gli fosse offerta una possibilità»
epa04697401 A Nigerian soldier walks amongst a destroyed building and vehicle by Boko Haram Islamic militants after Nigerian troops recaptured Gwoza, Borno State, North East Nigeria 09 April 2015. Following the Nigerian presidential elections Nigerian troops continue to work to contain the wave of attacks by Boko Haram Islamic militants in the North East of Africa's most populous country where Boko Haram have been conducting acts of terror for the past five years. EPA/STR

«Se concedessimo l’immunità a chi lascia Boko Haram, la maggior parte dei miliziani deporrebbe le armi». Ne è convinto il cardinale John Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, che in una conversazione con Aiuto alla Chiesa che Soffre nota come almeno l’80 per cento degli appartenenti al gruppo fondamentalista non ne condivida affatto il pensiero.

«Sono pochi quelli che sposano realmente l’ideologia di Boko Haram – aggiunge il porporato – gli altri sono stati reclutati con la forza e lascerebbero volentieri la setta islamista se gliene fosse offerta la possibilità». Il cardinale Onaiyekan è quindi favorevole a concedere l’amnistia ai terroristi che si consegnino liberamente alle autorità, impegnandosi ad interrompere i rapporti con il gruppo. «Soltanto in questo modo potremmo convincere altri membri a lasciare il gruppo», afferma il porporato ricordando come il 16 settembre scorso il presidente nigeriano Mohammadu Buhari si sia detto pronto ad accordare un tale provvedimento qualora i fondamentalisti liberassero le 200 studentesse rapite a Chibok nell’aprile 2014.

Le considerazioni del cardinal Onaiyekan emergono in un momento decisamente negativo per gli uomini di Abubakar Shekaku. Il 19 settembre scorso l’esercito nigeriano ha infatti sferrato un duro colpo ai “talebani africani” nell’ambito della controffensiva che mira a eliminarne la presenza dal nordest della Nigeria. «Negli ultimi mesi vi sono state numerose incursioni nelle aree in mano a Boko Haram, che ormai ha perso il controllo anche di larga parte dei confini nazionali», aggiunge il cardinal Onaiyekan, lodando l’impegno profuso da Buhari sin dal suo primo giorno di mandato. L’arcivescovo di Abuja ha particolarmente apprezzato la scelta del neo presidente – che in quanto ex presidente del Consiglio militare supremo ha una solida esperienza in campo militare – di collaborare con gli eserciti di Ciad, Camerun e Niger. Tuttavia il porporato fa notare come i primi successi dei militari nigeriani contro il gruppo oltranzista si siano registrati durante l’ultima fase della presidenza di Goodluck Johnathan.

«Ora che Boko Haram è in difficoltà – afferma – è fondamentale offrire una via d’uscita a quanti desiderino abbandonare il gruppo fondamentalista. Il nostro paese è grande abbastanza per correre il rischio di un’amnistia». Se il porporato è bendisposto ad un’amnistia per i “pentiti” della setta, non si può dire lo stesso di molti cristiani. Per il cardinal Onaiyekan la ragione di questo rifiuto è da ricercarsi nel deterioramento dei rapporti interreligiosi. «La presenza di Boko Haram ha gravemente compromesso le relazioni tra cristiani e musulmani. Ci vorrà molto tempo prima che la ferita guarisca».

Tratto da Acs – Foto Ansa

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2 commenti

  1. Raider

    Il campione mondiale degli psicopatici islamo-nazisti, sotto l’ennesimo nickname, riporta quello che gli fa comodo tanto per seminare fumo e zizzania – sappiamo quanto i nazisti amassero e amino e rispettino
    la Chesa e la fede cristiana.
    Nello specifico, si può fare osservare non allo psicopatico islamo-nazista, ma al cardinale Onaiyekan, che a perseguitare i cristiani, innanzi tutto e prima di tutti, dalla Nigeria alle Filippine, sono musulmani. Che i musulmani sono in guerra fra di loro che, pertanto, che ci vadano di mezzo anche loro non è così strano, né toglie che gli assassini siano cosa loro, né che i cristiani siano le vittime designate, né che l'”Islam, religione di pace”, anche in Nigeria non abbia preso di mira e massacrato a milioni i cristiani, come avvenne in Biafra. I nigeriani, poi, in tema di immigrazione, espulsero tre milioni di immigrati nei primi anni ’80: non si segnalarono proteste, però, né in Nigeria né altrove.
    Stupisce, poi, che il cardinale Onaiyekan affermi “che Boko Haram ha distrutto chiese, scuole, ma pure moschee e strutture governative, non significa che tutta la Nigeria è sotto persecuzione”. Lo è la Chiesa, però, lo sono i cristiani sanguinosamente sotto attacco: e da parte degli islamici, mai assistiamo a questo dramma a parti rovesciate. Dunque, non rovesciamo la frittata, che lo psicopatico islamo-nazista , millantatore di insegnamenti dongiussaniani, spaccia a pro-della dhimmizzazioune dell’Europa, oltre che
    dell’Africa. Dunque,
    NO ALL’ISLAM!

  2. Aldorisio

    Incontro a Milano con il cardinale John Onaiyekan :

    «Con tutta la mia responsabilità, dico che non vogliamo che si continui con questa storia che i cattolici nigeriani sono perseguitati dai musulmani. Non è vero. I cristiani nigeriani subiscono e vivono gli stessi problemi degli altri nigeriani. È importante la verità. Ciascuno ha la propria ragione a voler parlare in un modo o nell’altro, ma siccome la Nigeria, il mio Paese, non è solo una nazione islamica, il nostro presidente è cristiano, e il cinquanta per cento dei 160 milioni di nigeriani sono cristiani, non possiamo dire che siamo sotto persecuzione islamica. Se ci sono delle zone del Paese dove la Chiesa locale vive in difficoltà, per esempio nel nord-est dove agisce il veleno di Boko Haram che ha distrutto chiese, scuole, ma pure moschee e strutture governative, questo non significa che tutta la Nigeria è sotto persecuzione. Continuate a pregare per noi tutti nella verità delle parole». Arcivescovo della diocesi di Abuja, capitale federale della Nigeria, impegnato per la pace in Nigeria, di padre cristiano, ma con lo zio paterno musulmano e due nipoti avuti dalla sorella sposata con un musulmano da lui battezzati, il cardinale John Onaiyekan ha preso sempre decisioni nette rispetto all’integralismo islamico nigeriano.

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