Nigeria. «Non è stato un attacco, ma un massacro di cristiani»

Di Leone Grotti
02 Ottobre 2021
Un sacerdote cattolico locale parla dell'attacco a due villaggi dello Stato di Kaduna, ricordato anche dal Papa: «Hanno bruciato 20 case, ucciso donne e bambini. Sapevano chi colpire»
Case in fiamme dopo un attacco a un villaggio della Nigeria

Case in fiamme dopo un attacco a un villaggio della Nigeria

«Non è stato un attacco, è stato un massacro». Così un sacerdote cattolico ha descritto la furia di un commando di pastori fulani che la notte di domenica 26 settembre ha tempestato per due ore i villaggi di Madamai e Abun nell’area di Kaura, nello stato settentrionale nigeriano di Kaduna. Al momento, si ritiene che 34 persone siano state uccise, tra le quali molte donne e bambini, alcuni bruciati vivi nelle loro case.

«Sparavano a tutto ciò che si muoveva»

Un sacerdote che serve le popolazioni locali dell’area ha dichiarato in condizioni di anonimità al Middle Belt Times: «I pastori sono arrivati numerosi, armati fino ai denti e hanno cominciato a sparare a qualunque cosa si muovesse. Noi abbiamo contato 30 cadaveri, soprattutto donne e bambini. Almeno altre tre persone sono disperse e altri cinque si trovano in ospedale. Circa 20 case sono state bruciate e rase al suolo».

L’attentato, per il quale ha pregato anche papa Francesco all’udienza generale, è stato premeditato con attenzione: gli assalitori, infatti, si sono prima recati nelle case delle persone che si occupano dell’autodifesa dei villaggi, poi hanno colpito gli altri. «È evidente che sapevano chi uccidere ancora prima di arrivare», ha continuato il sacerdote affermando che molte delle vittime sono cristiani.

Altre 49 vittime in diversi attacchi

Secondo quanto riportato da Christian Solidarity Worldwide, negli stessi giorni (26 e 27 settembre), nello Stato di Kaduna, altri villaggi sono stati attaccati da milizie fulani e 49 persone sono state assassinate, mentre un’altra trentina è stata rapita.

Da oltre un anno lo stato di Kaduna è divenuto l’epicentro di un’ondata di attacchi armati e rapimenti che hanno sconvolto tutto il paese. I crimini efferati sono perpetrati soprattutto da bande armate di pastori fulani e da banditi comuni, che approfittano dell’inesistenza degli apparati di sicurezza statali.

Cristiani perseguitati in Nigeria

Padre Sam Ebute segue la diocesi di Kafanchan, a Kagoro, una delle zone di Kaduna più colpite dalle violenze, descriveva così la situazione:

«Da quattro anni, da quando sono diventato prete nel 2016, seppellisco regolarmente i fedeli della mia parrocchia. I recenti attacchi ci hanno precipitati tutti nel terrore e soprattutto nella paura dell’ignoto perché non sappiamo quando si verificheranno le prossime incursioni o cosa le causerà. Non possiamo praticare la nostra fede in pace e non pensiamo che le nostre abitazioni siano al sicuro. È come se fossimo stati abbandonati a morire per la nostra fede».

L’anno scorso la Nigeria è stato il paese dove sono morti più cristiani al mondo, ma quest’anno la situazione sembra essere ulteriormente peggiorata. Il 18 luglio la ong nigeriana Intersociety Rule of Law ha pubblicato un aggiornamento ai suoi dossier: da gennaio a luglio, cioè in un arco di soli duecento giorni, in Nigeria sono stati massacrati 3.462 cristiani, 68 in meno di quelli ammazzati in tutto il 2020. Tremila i fedeli sequestrati (780 solo negli ultimi 80 giorni), 300 le chiese assaltate, dieci gli attentati ai sacerdoti conclusi con un omicidio o con un rapimento. Secondo il rapporto la maggior parte delle uccisioni sarebbe avvenuta proprio per mano dei pastori fulani. La media, registrata a luglio, era di 17 cristiani ammazzati ogni giorno in Nigeria.

@LeoneGrotti

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