
Negozianti di un villaggio spagnolo tornano alla vecchia Peseta
In una Spagna che annaspa, dopo aver chiuso il bilancio del 2011 con un deficit dell’8%, e attende timorosa le indispensabili misure di austerity annunciate dal centrodestra di Rajoy, c’è un piccolo comune della Galizia, al confine col Portogallo, che ha avuto un’idea anti-crisi. A Salvaterra de Miño, dal mese di ottobre, la Camera di commercio locale ha deciso di far accettare nei negozi la vecchia peseta.
Il governo ha calcolato che – nascoste o dimenticate – nelle case degli spagnoli ci siano più di 1.700 milioni di euro in pesetas. E si è creato un vero e proprio flusso di turisti attratti, durante il fine settimana, dalla prospettiva di pagare un caffè, il taxi, un paio di scarpe, al prezzo vigente prima dell’arrivo dell’euro. Soddisfatti i clienti ed entusiasti i gestori, che hanno raggiunto picchi di vendita in assoluta controtendenza rispetto al resto del paese. Tutto è perfettamente legale: la Banca di Spagna è l’unico istituto europeo ad eseguire il cambio di valuta a tempo indeterminato. El Pais racconta che a Salvaterra i negozi che accettano come forma di pagamento la pesetas sono 49, compreso un bar. Ristoranti, elettricisti, ottici, farmacie, negozi di abiti e di elettrodomestici, di articoli sportivi e di arredamento. C’è anche una compagnia di assicurazioni. Gli spagnoli possono così aprire la scatola dove conservavano le vecchie pesetas e andare a fare shopping, ricevendo il resto in euro. Ai gestori basta recarsi al Banco de España per convertire i ricavi.
L’iniziativa doveva durare un mese, ma visto il successo è stata prolungata fino al 30 dicembre. E molti, sospirando, si sono chiesti se non fosse possibile mantenere questa impostazione per sempre. Luz Fernàndez Alonso, il portavoce dell’unione di imprenditori che ha organizzato il tutto, ha però frenato lo slancio nostalgico: «Non funzionerebbe. Queste cose, col tempo, si dimenticano e non hanno più effetto». Fernandez è il proprietario di una concessionaria. Un cliente gli ha pagato una riparazione alla macchina con sette biglietti da 2.000 pesetas che aveva trovato nascosti “nella vecchia scatola di una piccola radio”. E la smania di andare a caccia di vecchie banconote sparse per le soffitte ha portato a un altro fenomeno curioso: un vero e proprio boom di collezionisti, diretti a Salvaterra, decisi ad accaparrarsi le banconote più rare. Non solo quelle, che sembravano introvabili, col volto del Generalìsimo Franco. Da un ottico, qualcuno ha provato a pagare con banconote precedenti il 1949. Non valgono nulla, ovviamente: ma sono talmente rare che sono state accettate all’istante.
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