Muos, Sicilia contro Usa. Musumeci: «È una farsa, Crocetta è allineato agli americani»

Di Chiara Rizzo
15 Febbraio 2013
Nello Musumeci spiega che il presidente siciliano sta facendo ben poco per risolvere la "grana" del Muos. «preservare rapporto con Usa, ma cambiare sito»

Da circa un mese in Sicilia prosegue lo scontro tra il governo regionale guidato da Rosario Crocetta e gli Stati Uniti. L’oggetto del contendere è il Muos, mobile user objective system, un sito per la comunicazione satellitare progettato per rendere altamente efficienti e veloci gli scambi tra le basi Usa, in fase di realizzazione a Niscemi (Cl). Il Muos raccoglierebbe i dati dell’esercito (stanziato nella vicina base di Sigonella, nel catanese) nell’area mediterranea, inclusi i paesi del nord Africa, Israele e Palestina.
Tuttavia, secondo le perizie presentate al presidente Crocetta, e malgrado la costruzione del sito proceda dopo accordi ratificati dal Governo italiano, oltre che dai predecessori di Crocetta, ci potrebbero essere pericoli per la popolazione che vive nei dintorni del sito, a causa delle radiazioni elettromagnetiche.
Mercoledì 13 febbraio, dopo una mozione per ottenere la sospensione temporanea dei lavori firmata dall’Assemblea regionale, la giunta Crocetta ha firmato una procedura di revoca alla concessione alla base militare, e ha incaricato il dirigente regionale del Territorio di consegnarla di persona a Sigonella. Niente da fare. Il postino della Regione non è stato fatto neppure entrare nella base militare. Il braccio di ferro proseguirà? Nello Musumeci, rivale politico di Crocetta alle passate elezioni, spiega che, in realtà, «non c’è alcun braccio di ferro. Crocetta è allineatissimo agli Stati Uniti. È tutta una farsa quella che si vede in atto in questi giorni».

Come sarebbe a dire?
Crocetta non vuole revocare i lavori e non vuole creare problemi diplomatici.

Eppure ha firmato la revoca, ha denunciato il caso Muos al Governo…
Crocetta non ha fatto nulla di tutto questo. Siamo stati solo noi dell’opposizione, a dicembre, a sollevare il problema della salute per chi abitava nei dintorni del Muos. Crocetta aveva promesso di procedere alla revoca. E ora abbiamo costretto Crocetta a uscire allo scoperto. Solo dopo alcuni incidenti tra dimostranti e forze dell’ordine avvenuti a gennaio, Crocetta ha annunciato la revoca delle autorizzazioni. Invece abbiamo scoperto che il suo era solo un annuncio. Due settimane fa, ha delegato l’assessore al Territorio e ambiente a provvedere alla revoca delle deleghe ai lavori. Figurarsi il valore di una delega, in un caso del genere, affidata ad un assessore: si è trattato di un atto formale, senza alcun sostanziale valore. In buona sostanza Crocetta è allineatissimo agli americani e ha tradito i cittadini siciliani a cui aveva promesso di impedire questo sistema di comunicazioni che secondo alcune relazioni tecniche crea un campo magnetico superiore a qualsiasi livello di guardia.

Sulle relazioni tecniche pro o contro il Muos c’è confusione. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che stanno cablando la zona intorno alla base, perché l’Arpa e eventuali altri enti siciliani possano tenere sotto osservazione il valore delle radiazioni, che secondo le loro relazioni tecniche è al di sotto di qualsiasi soglia di pericolo. Dall’altra parte, c’è la relazione di un professore di Impianti nucleari al Politecnico di Torino che, al contrario, considera nocive le emissioni del Muos.
Premesso che io e la mia parte politica siamo assolutamente favorevoli all’adozione di qualsiasi sistema di sicurezza e difesa, e quindi favorevoli al rispetto degli accordi internazionali, noi abbiamo chiesto al Presidente Crocetta di sospendere i lavori, concordandosi con gli Stati Uniti, solo per accertare la fondatezza delle preoccupazioni legate al pregiudizio sulla salute. Se, magari con una commissione paritetica italo statunitense, si dovesse accertare la reale sussistenza del pericolo, gli Usa potranno realizzare la struttura, ma potranno e dovranno farlo in un’area diversa, perché qui nessuno vuole impedire il rispetto degli accordi internazionali derivanti dal patto Nato. La difesa interessa all’Italia quanto agli Stati Uniti, il problema è un altro: che non ci siano morti, senza neppure essere in guerra.  Questo sistema suscita preoccupazioni almeno in tre o quattro comunità, e questo lo si evince dai dubbi suscitati dall’Arpa, e dalla relazione tecnica.

E adesso cosa intendete fare?
Stiamo incalzando il governo per denunciare un atteggiamento ipocrita, che ha tradito le speranze dei cittadini. Ci siamo mossi e abbiamo sottoposto il problema al Governo, che ha risposto che è fuori discussione qualsiasi revoca e che il completamento dei lavori non può essere bloccato. D’altra parte non mi stupisce: Monti è più attento agli utili bancari che alla salute dei siciliani.

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