Muore Steve Jobs, Apple: “Il mondo perde una persona straordinaria”

Di Redazione
07 Ottobre 2011
Steve Jobs è deceduto a 56 anni, lo scorso 25 agosto si era dimesso da amministratore delegato della Apple. Con l'iPad e l'iPhone ha rivoluzionato il mondo della tecnologia e delle comunicazioni. Con l'iPod quello della musica. E sempre lui nel 1977 - dopo aver creato la Apple insieme all'amico Steve Wozniak - lanciò il primo personal computer della storia

Steve Jobs, il “visionario della Silicon Valley” è morto a 56 anni. Lo scorso 25 agosto aveva annunciato le sue dimissioni irrevocabili da amministratore delegato di Apple, l’azienda che ha fondato e che dall’orlo della bancarotta ha portato nell’Olimpo delle grandi. Quarantun giorni dopo è arrivata la tanto temuta quanto attesa notizia. A finirlo è stato quel male che per anni lo ha tormentato e lentamente consumato. Ma che non gli ha impedito di continuare a esercitare la sua straordinaria leadership e genialità. Caratteristiche che lo hanno portato, con le sue invenzioni, a rivoluzionare la vita di milioni di persone.

L’annuncio arriva con uno stringatissimo comunicato del gruppo californiano. Ma in contemporanea sul sito appare una foto in bianco e nero di Jobs con la data di nascita e quella della morte. A seguire un messaggio: “Apple perde un genio creativo e visionario, e il mondo ha perso una persona straordinaria”. “Quelli di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo abbastanza e di lavorare con lui – si legge – hanno perso un caro amico e un mentore ispiratore. Steve lascia una società che solo lui avrebbe potuto costruire e il suo spirito sarà sempre il fondamento di Apple”.

A prendere in mano le redini dell’azienda è stato già da tempo Tim Cook. Ma Jobs lascia un vuoto incolmabile tra i suoi collaboratori, come tra i milioni di fan. Ora tutti, soprattutto i più giovani, lo conoscono come l’inventore della “tavoletta magica”. Con l’iPad e l’iPhone ha infatti rivoluzionato il mondo della tecnologia e delle comunicazioni. Con l’iPod quello della musica. Ma fu lui che nel 1977 – dopo aver creato la Apple insieme all’amico Steve Wozniak – lanciò il primo personal computer della storia. La marcia era appena cominciata. Lasciò la Apple nel 1985, in polemica con l’amministratore delegato da lui stesso nominato. Quando fu richiamato nel 1996 l’azienda di Cupertino era in profonda crisi, e Jobs in quindici anni l’ha trasformata nella società più ricca del pianeta.

«Viveva ogni suo giorno come se fosse l’ultimo. E c’è riuscito, trasformando le nostre vite, ridefinendo l’intera industria e raggiungendo una delle più rare imprese della storia umana: ha cambiato il modo in cui noi stessi vediamo il mondo». A poche ore dalla morte di Steve Jobs, ha commentato così, Barack Obama. «Mi mancherà immensamente – dice Bill Gates, l’amico-rivale patron della Microsoft -. Lavorare con Steve è stato un incredibile e immenso onore». «Abbiamo perso qualcosa che non tornerà – commenta Steve Wozniak, l’ex compagno di scuola con il quale nel 1976 fondò Apple -. Penso che il modo in cui la gente ama così tanto i prodotti che ha creato significa che ha portato un sacco di vita al mondo». Su Facebook arriva il saluto del fondatore dello stesso social network Mark Zuckerberg: «Grazie per essere stato un mentore e un amico. Grazie per aver dimostrato che ciò che tu costruisci può cambiare il mondo. Mi mancherai».

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