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Mostra – La storia della nutrizione italica raccontata in versione barocca ad Arezzo e in numerosi scatti a Venezia
Abbiamo già visto in articoli precedenti come le mostre dedicate all’alimentazione e in piena connessione con il tema di Expo Milano 2015, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, si diffondano a tappeto su tutto il territorio nazionale. Il tema viene effettivamente sviscerato in tutte le salse, come nel caso delle due mostre di cui oggi parleremo. Aperte fino al 31 ottobre 2015 ad Arezzo e a Venezia le retrospettive Le bevande coloniali. Argenti e salotti del Settecento italiano. Té, caffè e cioccolato (Basilica di San Francesco – Affreschi di Piero della Francesca) e Italiani a tavola 1860 – 1960. Storia fotografica dell’alimentazione, della cucina e della tavola in Italia (Museo Nazionale di Villa Pisani, Stra) ci permettono di fare un ripasso delle tavole degli italici attraverso opere, oggetti e fotografie.
Nel caso della retrospettiva toscana, scandiscono le sale della Basilica una serie di argenti, dipinti, stampe ed erbari settecenteschi volti a rendere più chiara e godibile la storia della diffusione in Italia di alcune bevande che oggi consideriamo perfettamente comuni: tè, caffè e cioccolata. Teiere, caffettiere, cioccolatiere, accompagnate da zuccheriere, cucchiaini e guantiere di manifattura regionale e locale (Toscana, Sicilia, Sardegna, Emilia Romagna, Roma, Venezia, Napoli, Genova, Torino) ci proiettano in quel mondo rococò dove solo le famiglie altolocate potevano permettersi di gustare le suddette bevande accompagnando il nuovo rito con un cerimoniale molto patinato. Per quanto riguarda la mostra venete, invece, a consentirci un salto nel passato è la fotografia, che fissa l’istante di un momento conviviale che definisce l’identità dell’intero Paese. Ne sono un esempio gli scatti che ritraggono scene d’osteria, banchetti nei ristoranti dei grandi alberghi della neonata nazione, tavole imbandite per riunioni politiche o per festeggiare matrimoni e anniversari, scampagnate all’aperto, la mancanza di cibo nelle città italiane segnate dalla Seconda Guerra Mondiale, le tavole modeste dei collegi, quelle disciplinate delle caserme militari, i tavolini all’aperto di gelaterie e pizzerie.
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