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Mostra – Il cristianesimo di Nagasaki in mostra a Roma
Apre oggi presso il Palazzo della Cancelleria di Roma, in Piazza della Cancelleria 1, la mostra intitolata Le Chiese e i Siti Cristiani di Nagasaki che racconta di un territorio, all’estremo occidente del Giappone, i cui tesori sono candidati al riconoscimento tra i patrimoni culturali dell’umanità. E’ una retrospettiva che verte sulla storia del cristianesimo in Giappone, in particolare nella regione di Nagasaki, le cui meravigliose isole sono dominate dai colori paradisiaci del blu e dell’azzurro del cielo e del verde del vasto mare cristallino. E’ un territorio strategico che ai nostri occhi appare molto lontano, una zona del mondo che sin dall’antichità è stata protagonista degli scambi culturali tra Oriente e Occidente e che ha respirato per prima l’avvento della modernità.
E’ una regione che ha anche come caratteristica quella di saper raccontare il processo del radicamento del cristianesimo in Giappone. L’introduzione della fede cristiana è stata sollecitata dal missionario gesuita Francesco Saverio, che si trovava in loco nel 1549. La diffusione del credo cristiano cominciò, dunque, a partire dal XVI secolo la regione di Nagasaki che divenne il centro delle attività dei missionari. In seguito, a causa dei divieti, delle oppressioni e delle persecuzioni delle autorità politiche del tempo, per un periodo di circa 250 anni i credenti della regione di Nagasaki tramandarono la loro fede costituendosi in comunità clandestine, fino a che, alla metà del XIX secolo, non riuscirono a ricongiungersi alla chiesa cattolica. La mostra romana che racconta la storia di questo processo di recepimento del cristianesimo resterà aperta fino al 29 novembre 2015.
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