Contenuto riservato agli abbonati
La mano della fan che ha palpeggiato Blanco durante un concerto e quelle del branco addosso alle ragazzine la notte di capodanno a Milano. La “battutina”, “l’occhiata ammiccante”, “l’apprezzamento”, “il buffetto” vietati dal presidente del tribunale di Vicenza per impedire «un’escalation negativa che porti alla violenza sessuale» tra i suoi lavoratori, e i 531 casi di minori adescati online, durante il lockdown, denunciati dalla polizia postale. La «cultura dello stupro» tirata in ballo da Michela Marzano per parlare del raduno degli alpini a Rimini e il toast che due rapinatori hanno preteso da una donna di Roma dopo avere stuprato lei e suo figlio.
I giornali parlano di molestie come se dissezionassero una rana: c’è dentro di tutto, c’è una fattispecie (cat calling, body shaming, stalking, mobbing, cyberbullismo) e un titolo sulla “violenza sessuale” per tutto, si tratti di fatti fisici, verbali, intenzionali, percepiti o di come arginare, punire, prevenire tutto. Ma la ran...
Contenuto a pagamento
Per continuare a leggere accedi o abbonati
Abbonamento full
€60 / anno
oppure
Abbonamento digitale
€40 / anno