Mauro,chi era costui

Di Luca De Simone
02 Giugno 1999
Prima gli striscioni sui cavalcavia, poi i cartelli gialli sulle macchine e una sola domanda: “Ma chi è questo Mauro?”. Ve lo presentiamo mentre ormai impazza la Mauromania

Lunedì, 8 del mattino. Migliaia di automobilisti con la palpebra a mezz’asta ricominciano faticosamente la settimana. Traffico da odissea, come al solito, per entrare a Milano. Su un cavalcavia c’è uno striscione, probabilmente un rimasuglio di un matrimonio della domenica. Curioso: porta solo il nome dello sposo, tale Mauro, nulla più. Eppure è già la quarta volta che si vede, questo Mauro, il lunedì mattina. Simpatici i suoi amici. Eccone uno qua davanti: sul lunotto posteriore dell’auto ha appiccicato un adesivo giallo: ancora Mauro. Alla terza auto anche l’automobilista più distratto è costretto a chiedersi chi sia questo Carneade, e si rivolge alla Punto verde munita di adesivo, approfittando di un semaforo rosso. “Un amico”, “uno che si sposa”, “un compagno di mio figlio che si deve laureare”, le risposte più frequenti. Cominciano discussioni in ufficio. Intanto le macchine aumentano, anche qualche motorino targato Mauro sguscia nel traffico di Milano. Monta il caso. Un giornalista si attacca alle costole di uno studente del Politecnico, tempestandolo di domande. Non molla la presa fino a quando non porta a casa un risultato che pare accettabile. L’articolo titola: “Gialli elettorali – Mauro, chi sarà mai?” e prosegue “è Mario Mauro, candidato alle elezioni europee nelle liste di Forza Italia”. Un candidato, dunque, e che candidato. Mario Mauro, paladino della scuola libera, ha già mobilitato, per le sue battaglie, 20mila persone a manifestare al Palavobis per la libertà di educazione. Presto sono diventate un milione che hanno intasato i fax del ministro Berlinguer, cresciuti ancora ad un milione e 400mila, quanti hanno firmato la petizione da lui promossa in favore della parità scolastica. Un vero popolo che ha deciso di sostenerlo accettando la sfida della politica. I suoi amici si intrattengono con i passanti incuriositi a spiegare perché vale la pena dare fiducia a questo paladino della libertà. Alcuni chiedono come mai quelli di Chi l’ha visto? cercano questo Mauro. In pochi giorni scoppia una sorta di Mauromania: chi ricorda il Valerioo della scorsa estate, chi decide che è bello che tutti sappiano qual è il tuo nome; vengono così avvistate auto con il cartello Filippo, Gino, Ugo, Giorgio. A Monza si sparge la voce che sia il lancio di una nuova gelateria ad Agrate, a Concorezzo che sia una catena di sant’Antonio per un bambino malato da curare in America. La mitica fascetta gialla però va a ruba, ma non si compra da nessuna parte. Non resta che chiederla a chi ce l’ha già. I tassisti si vedono costretti dai clienti a spericolati inseguimenti, pur di raggiungere la sfuggente banda gialla. Un carrozziere ne riceve una trentina in regalo e i clienti aumentano. Un ragazzo, un po’ timido, lo considera un buon mezzo per conoscere gente nuova. Si affianca e chiede all’autista: “Non avrebbe una fascetta anche per me? Sa, non mi ferma mai nessuno…”. Nel quartiere Feltre, a Milano, un gelataio ha creato un gusto di gelato chiamato Mauro, da abbinare con il tiramisù. E il candidato? Contento che il suo nome giri in tutto il collegio. Una sera viene fermato dalla polizia stradale per un normale controllo. Il poliziotto guarda l’adesivo sul lunotto posteriore… “Allora è lei il famoso Mauro! Ma non è nemmeno il suo compleanno…”. Già, ma gli auguri per le elezioni ormai glieli fanno tutti.

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