Maturità 2013, preparala con noi. Perché studiare significa incontrare

Di Giovanni Fighera
03 Giugno 2013
Parte oggi un percorso sui grandi autori del Novecento in vista dell’Esame di Stato. Un modo per affrontare meglio l’analisi di testo e altre tipologie testuali, ma anche l’occasione per un ripasso in vista del colloquio orale.

La prima prova dell’Esame di Stato è comune a tutte le scuole. Gli studenti possono scegliere tra quattro tipologie:

  • A. L’analisi di testo
  • B. L’articolo di giornale o saggio breve a partire da documenti forniti relativi ai quattro differenti ambiti artistico-letterario, socio-economico, storico-politico, tecnico scientifico
  • C. Il tema di storia
  • D. Il tema di attualità

Di solito gli studenti rifuggono dalla tipologia A, quella in cui si devono dimostrare competenze di lettura e di comprensione oltre che conoscenze relative alla letteratura contemporanea. In alcuni casi, come quando il testo da analizzare è stato tratto dal Paradiso, la percentuale di studenti che hanno affrontato la tipologia A non ha raggiunto il 5 per cento.

La mia esperienza di insegnante del triennio in un Liceo ha, invece, evidenziato come di solito le commissioni apprezzino particolarmente le prove di analisi di testo che denotino studio, comprensione di un autore, del suo pensiero e della sua poetica. Inoltre, anche se le domande che compaiono nell’analisi sembrano non valorizzare la sensibilità e l’originalità di un ragazzo, in realtà con un po’ di accortezza uno studente può nelle risposte dimostrare tutte le proprie conoscenze e la propria sensibilità artistica. Originalità, rielaborazione, spirito critico, quando non siano scevre di conoscenze, sono ancora oggi apprezzate agli Esami (almeno nella maggior parte dei casi).

Per questo parte oggi un percorso sui grandi autori del Novecento in vista dell’Esame di Stato. Ripercorrere il Novecento letterario non servirà solo per affrontare meglio l’analisi di testo e altre tipologie testuali (articolo e saggio artistico-letterario, tema di attualità), ma sarà anche l’occasione per un ripasso della Letteratura italiana in vista del colloquio orale.

Letteratura, bellezza, arte riguardano l’ambito di tutto l’umano. Riguardano l’avventura affascinante di inoltrarsi nella realtà, di conoscerla meglio, di conoscere meglio l’uomo e il suo cuore, immutabile nel corso della storia. Oggi si sono perduti il fascino e la magia dell’incontro e del racconto. Leggere è incontrare qualcuno con le sue domande. Il mondo adulto che vuole innovare la scuola, che si lamenta dello scarso interesse del mondo giovanile, spesso non crede più nel fatto che la grandezza dell’arte oggettivamente ha in sé un fascino e una potenzialità educativa straordinarie. La letteratura ha in sé stessa le potenzialità per catturare l’attenzione, la passione, l’entusiasmo dei ragazzi. Il racconto che da sempre ha affascinato e affascina l’uomo fin da quando è bambino è capace sempre di conquistare e avvincere. L’insegnamento ha a che fare con questa passione. L’insegnamento della letteratura non ha a che fare solo con impartire nozioni e dati. Certo ci vogliono un contesto, l’autore, la sua poetica, le sue opere. Noi siamo, però, invasi da mode pedagogiche e letterarie, dallo strutturalismo al formalismo alla critica stilistica. Si privilegiano il particolare, l’analisi, la vivisezione dell’opera, alla dimensione dell’incontro, di un duplice incontro: con l’autore (a cui porre domanda, da cui attingere risposte, …) e con l’opera (la cui bellezza ha in sé un Mistero più grande di qualsiasi analisi.

L’intento di queste puntate sui grandi del Novecento sarà, in un certo senso, quello di incontrare i grandi autori con il loro cuore, le domande, le aspettative dalla vita, le delusioni e le speranze. Si inizia domani con Pascoli.

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