
Matrimoni gay: D’Alema ritira tutto ma dovrebbe leggere Walter Siti
Non l’avesse mai detto. «Il matrimonio com’è previsto dalla Costituzione del nostro Paese, se non la si cambia, è l’unione tra persone di sesso diverso finalizzata alla procreazione. Tra l’uomo e la donna. Le organizzazioni serie degli omosessuali italiani non hanno mai rivendicato di potersi andare a sposare in chiesa. Hanno posto un problema diverso. Siccome una parte importante del nostro paese ritiene che il matrimonio sia un sacramento, e io penso che il sentimento di questi italiani vada rispettato, dobbiamo farlo senza comprimere i diritti degli omosessuali, che vanno riconosciuti».
A parlare è Massimo D’Alema, intervistato da Diego Bianchi, in arte Zoro, durante la festa del Pd a Ostia. Le sue dichiarazioni hanno innescato un’ondata di polemiche. «Opera solo in funzione dell’accordo con i fondamentalisti vaticani», lo accusa l’associazione radicale “Certi diritti”; «Affermazioni talmente rozze da risultare incredibili», dichiara il presidente di Arcigay Paolo Patané; «Sveglia, Massimo, sveglia. D’Alema dice cose che starebbero bene in bocca a un popolare spagnolo di 70 anni, cresciuto con Fraga Iribarne» lo attacca il vicepresidente Pd Ivan Scalfarotto; «Non si può essere così sciatti da dire certe cose. Sembrava Giovanardi» lo affonda la deputata lesbica del Pd Paola Concia.
Davanti al fuoco incrociato di compagni di partito e associazioni gay e lesbiche, D’Alema ha subito ritrattato: «Chiedo scusa se ci sono stati riferimenti rozzi al dettato costituzionale». Ma se avesse avuto più coraggio, aspettando a ritirare tutto, avrebbe potuto trovare un valido alleato nel celebre scrittore omosessuale Walter Siti, che a Tempi aveva dichiarato in un’intervista: «Il modo di vivere il desiderio degli omosessuali si sposa meravigliosamente con il nostro modo di vivere il rapporto con le merci. È come se il desiderio gay fosse diventato il modello di un certo desiderio di merci. È un desiderio basato su rapporti veloci e intercambiabili fino alla promiscuità – tra le nuove generazioni oggi vanno di moda i matrimoni gay, ma io poi li vedo come buttano l’occhio sul culturista che passa: resta l’idea che ogni lasciata è persa e che un desiderio puro nei confronti di un bel corpo ha una sua vita autonoma che puoi seguire magari avendo a casa una tua storia».
LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE A WALTER SITI (TEMPI, N. 32-33)
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