Terra di nessuno

In questa bolla di nulla italiana temo il sobillatore Grillo e mi rincuora Napolitano

Sabato, 20 aprile. Non mi era mai successo di avere paura per questo Paese. Sono cresciuta negli anni Sessanta in un’Italia piena, come sempre, di pecche e guai, ma che sembrava, dopo gli anni terribili della guerra e anche di una guerra civile, una terra ormai in pace. Da bambina leggevo con stupore incredulo le lapidi sui muri in cui si parlava di caduti al fronte, o di partigiani fucilati. Possibile fosse successo lì, in quelle strade quiete e familiari? Ascoltavo con sbalordimento certi racconti dei miei, che parlavano di un’Italia sotto le bombe, affamata, sgomenta. Tutto questo, mi dicevo, è il passato: ora l’Italia, per sempre, è un posto in pace. Nemmeno gli anni delle stragi e del terrorismo erano riusciti a scuotere questa mia certezza: c’erano, sì, delle trame occulte e atroci, e una violenza fiancheggiata nelle piazze, però mi pareva certo che il nucleo centrale del paese fosse stabilmente democratico, e impossibile uno scenario da golpe.

Sabato 20 aprile invece per qualche ora ho avuto paura. Quando le agenzie hanno cominciato a rilanciare le parole di Grillo: «Ci sono momenti decisivi nella storia di una nazione. Oggi, 20 aprile 2013, è uno di quelli. È in atto un colpo di Stato». Paura, come quando ti senti il terreno sotto ai piedi tremare. È ancora la stessa Italia in cui sono cresciuta? mi sono chiesta. Nella piazza di Montecitorio si andava ammassando una folla eccitata. Grillo prometteva «milioni in piazza». Da Stefano Rodotà una presa di distanza un po’ laconica e fredda. E la pretesa, da parte di quella folla arrabbiata, di rappresentare «gli italiani», tutti gli italiani. Erano in buona fede? Forse, ma allora accecati dalla partigianeria.

Nervosamente cambiando canale, cercando qualcuno che dicesse che quella paura era solo un incubo, e come un incubo si era già sciolta.

Mi ha confortato la faccia di Giorgio Napolitano, conscio del carico grave che gli si stava addossando; vecchio, e però capace ancora di sobbarcarsi quella fatica. Un uomo generoso. (Come mai gli uomini che ci appaiono più grandi, da Benedetto XVI a Napolitano, sono oltre gli ottant’anni? Non è forse perché sono cresciuti in un tempo sanguinoso e anche più feroce di questo, imparando però dalla storia che esiste un bene comune, e che occorre, che bisogna cercarlo con tutte le proprie forze?).

Quegli onorevoli che ai primi scrutini allegramente hanno votato per Valeria Marini o per Rocco Siffredi, attore pornografico, o in una logica di bande o tatticismi, mi paiono invece dei figli del nulla: dei vuoti sciocchi, indifferenti alle aziende che chiudono e a chi perde il lavoro, attenti solo al loro tornaconto. Anche su questo nulla prospera e cresce la rabbia.

Giorgio Napolitano ha quasi 88 anni. Guardo in tv le facce degli onorevoli, cercando nello sguardo la coscienza della gravità di questo momento. Mi fa paura il nulla, questa bolla di nulla in cui l’Italia se ne sta, sospesa.

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8 commenti

  1. ste

    Hanno restituito i soldi? Bene. Vedendo la diretta streaming con Letta, e vedendo che quelle persone (MS5)
    sono li senza neanche sapere di cosa si sta parlando , senza avere uno straccio di Idea che sia una, mi sembra un atto più che dovuto. 1000 euro al mese sarebbero già troppi.
    Che poi, grillino, ti lamenti (giustamente per carità) sullo stato cattivo che sputtana i soldi, e tu cosa fai? Gli restituisci denaro che andrà a sputtanare in qualche altro modo… E’ meglio allora prenderseli e darli in beneficienza. Senza ricevuta. Mi fido.

  2. Gigi

    Ma vattela a prendere in culo cattocomunista di merda, di merda due volte, come cattolica e come comunista.

  3. ftax

    Concordo con Marina Corradi.
    Parrebbe assurdo provare timore per le parole di un comico.
    Ma non dimentichiamo ciò che provocarono le parole di un imbianchino…

    1. giovanni

      Grazie Ftax, mancava da un po’ di tempo il luogo comune dell’imbianchino austriaco cattivo.

  4. Giulio Dante Guerra

    Signor Viscò, ma dove l’ha messa la Terza Guerra Mondiale, che secondo il guru di Grillo, Gianroberto Casaleggio, dovrà scoppiare fra pochi anni, nel 2020, e lasciare in vita non più di un miliardo di persone su tutta la Terra? Le pare un “programma di cui non c’è da aver paura”, questo?

    1. giovanna

      Come ho scritto più volte, anche a me Grillo fa paura, tanta paura, per tanti motivi, per la violenza delle parole, per gli insulti pesantissimi che rivolge agli avversari politici e a chi li ha votati ( per esempio usando difetti fisici per offendere oppure dando del malato psichico a destra e a sinistra, insultando disumanamente anche gli stessi malati ), per la mancanza di democrazia che si evidenzia in riunioni segrete tra i grillini e in streaming, con un controllo totale , nei confronti con le altre parti.
      Grillo mi fa paura per l’ignoranza e l’incompetenza e la supponenza dei suoi parlamentari ( non c’è sito di giornale che non riporti svariate , incredibili testimonianze non smentibili al riguardo ) .
      Grillo mi fa paura, perchè tanta gente ,almeno finora, gli è andata dietro senza nemmeno sapere il perchè, senza sapere cosa proponesse ( anche perchè il programma per tutta la campagna elettorale era blindato sul web), solo per buttare giù tutto, per una protesta forte , ma senza fondamenta, basta leggere l’intervento qua sopra, il nulla come contenuto.
      Certo che l’assurdità delle quirinarie, con tutto quello che hanno combinato in questi giorni, ha aperto gli occhi a tanti: arrabbiati sì, ma masochisti no.

      1. Debellis

        Nel concordare con Lei, Cara Giovanna (e con la Corradi), vorrei solo segnalarLe che il manifesto programmatico del M5S durante l’intera campagna elettorale, era perfettamente accessibile in web. Forse Lei intendeva “blindato” in un’altra accezione: c’erano solo i titoli. Faremo… faremo… faremo, ma non veniva spiegato come. Per questo motivo, non abbia paura la Corradi riguardo la rivoluzione di cui parla Grillo: la farà, ma solo in un ennesimo titolo, che sostanzialmente è l’unica cosa che la maggioranza della popolazione legge dei quotidiani. Ed è questa la sua forza mediatica. Grillo sa colpire, ma non può sostenere un intero macht, perchè gli mancano tecnica ed allenamento.
        Grazie per l’ospitalità
        Debellis

        1. giovanna

          Per programma grillino blindato sul web, intendevo dire che era visibile solo nel sito di Grillo, poi caro Debellis, lei mi dice pure che c’erano solo i titoli!
          Ma un pò lo sospettavo, perchè nemmeno sotto tortura nessun grillino che si è palesato sui vari siti ha saputo dire che in che cosa consistesse questo fantomatico programma , rimandando senza tregua al blog di Grillo e ripetendo a pappagallo solo qualche vuoto slogan.

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