Così Mantovani apre la sfida di Forza Italia alla Lega sull’autonomia lombarda

Di Rachele Schirle
13 Luglio 2015
Oggi la presentazione del libro del vicepresidente della Regione. Un piano articolato e dotato di solide basi culturali in vista del referendum sulla Lombardia autonoma

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In un periodo in cui si accusa spesso Forza Italia di inseguire la Lega, è partito un po’ inaspettatamente un contropiede azzurro nel cuore del nord.

libro-mantovani-lombardia-migliore-presentazione-maroniAll’auditorium “Testori” di Palazzo Lombardia, questo pomeriggio, alle ore 19.00, viene presentato Lombardia migliore? Sì, Lombardia autonoma (ed. Gangemi, 2015), un saggio scritto dal vicepresidente di Regione Lombardia, Mario Mantovani, e destinato a far discutere.

Anzitutto, l’uscita del libro ha un carattere fortemente politico e, per restare alla metafora sportiva, segna il calcio d’inizio della stagione referendaria che chiamerà al voto i lombardi nei primi mesi del 2016 per esprimersi sulla volontà o meno di diventare regione autonoma. Un referendum, voluto da Roberto Maroni, senza effetti concreti ma di significativo valore politico.

L’idea del centrodestra lombardo è infatti quella di ottenere maggiori margini di autonomia da Roma, compattando la regione al di là degli schieramenti politici e puntando all’orgoglio locale.

Alla presentazione del libro di Mantovani interverranno un po’ tutti: ci sarà lo stato maggiore di Forza Italia di tutta la regione, il governatore ligure Giovanni Toti, la coordinatrice regionale degli azzurri, Mariastella Gelmini, i direttori dei quotidiani Il Giornale e Il Giorno, Alessandro Sallusti e Giancarlo Mazzuca, e lo stesso Maroni.

Mantovani nel libro parla dunque propriamente di «autonomia del merito» e accompagna la sua proposta anche con un piano di accorpamento delle regioni piccole a quelle grandi, reso possibile attraverso la promozione di leggi di rilievo costituzionale d’iniziativa popolare.

Il saggio opera anche un recupero solido, non banale, del pensiero di Gianfranco Miglio, intellettuale nel tempo abbandonato dalla Lega Nord, e dei cattolici federalisti che si raccolsero intorno alla rivista Il Cisalpino.

Si tratta insomma per gli azzurri lombardi di un’occasione per certi versi unica. E lo si percepisce parlando con alcuni di loro: «Per la prima volta da molto tempo – confessano a tempi.it – siamo noi a guidare il gioco, ad anticipare la Lega e a costringerla a inseguirci». E c’è chi assicura che la presentazione del libro sia solo l’inizio. Che qualcosa bolla in pentola, lo ha confermato nei giorni scorsi il quotidiano Il Foglio che ha descritto l’appuntamento di oggi come l’escamotage «per preparare il terreno al referendum che si svolgerà contestualmente alle elezioni per il sindaco di Milano» e ha scritto apertamente di «concorrenza alla Lega su battaglie politiche un po’ trascurate da Salvini come la questione settentrionale».

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1 commento

  1. recarlos79

    i politici di forza italia ancora sperano nelle geishe di silvio. la lombardia va bene e dividersi sulle poltrone vuol dire distruggerla. maroni se verrà confermata la sua richiesta ha promesso la parità scolastica, altro che possibilità di astensione sull’ora di educazione sessuale(cosa a cui sembra non pensare il politico galantino). accorpare le municipalizzate per creare economie di scala e ridurre i costi per privatizzarle e ridurre le tasse? magari! anzi, magari! magari! ma i governanti locali non ci stanno a sacrificare il loro potere, occorre riaffermare il principio di sovranità. di comunità. e imporlo dall’alto, come ha fatto renzi con i presidi e le leggi sul lavoro. in italia nessuno si autoriforma

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