
Mandela, funerali. Obama: «Madiba un gigante della storia»
È da poco atterrato all’aeroporto di Waterkloof, in Sudafrica, l’Air force one che trasportava il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, il predecessore George W. Bush, e le mogli Michelle e Laura che partecipano al funerale di Nelson Mandela che si tiene oggi. Insieme a loro i potenti della terra, ma anche decine di migliaia di persone comuni, attese allo stato di Soweto di Johannesburg.
OBAMA E CASTRO. Lo stadio è lo stesso in cui Mandela, 23 anni fa, alla fine d una lunga prigionia tenne il primo discorso tra gli applausi di migliaia di sostenitori che lo consideravano la speranza di un nuovo Sudafrica. Lo stadio è lo stesso dell’ultima apparizione pubblica di Madiba, ai finali dei Mondiali di calcio del 2010. La commemorazione funebre di oggi è il momento clou di un’intera settimana di omaggi a Mandela, che si concluderà il 15 dicembre con la sepoltura di Madiba nel suo villaggio natale, Qunu. Il presidente Obama terrà un discorso durante la celebrazione di oggi, e poi parlerà anche il presidente di Cuba, Raul Castro. Ci sarà anche una delegazione italiana, e il nostro paese sarà rappresentato dal premier Enrico Letta e dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. Tra i leader di stato ci sarà anche il segretario dell’Onu Ban Ki Moon, ma non il Dalai Lama, a cui il Sudafrica ha da tempo negato un visto, probabilmente per evitare conflittualità con la Cina.
BONO E CHARLIZE TERON. Non mancano ovviamente le stelle dello spettacolo. Quando allo stadio di Johannesburg ha fatto il suo ingresso la celebre attrice sudafricana (premio Oscar) è stata accolta da un’ovazione della folla, poi ha preso posto accanto a Bono Vox, la voce degli U2. Allo Stadio è giunta anche la top model Naomi Campbell che Mandela aveva affettuosamente nominato propria “nipote onoraria” nel 1997.
«GIGANTE DELLA STORIA». È stato accolto da un boato di applausi il discorso del presidente Usa Barack Obama, che ha definito Mandela «un gigante della storia. L’ultimo grande liberatore del Ventesimo secolo». Parlando sotto la pioggia scrosciante (ritenuta però quasi un simbolo dai sudafricani, perché nella cultura delle tribù locali rappresenta il cielo che si apre ad accogliere la terra), Obama ha aggiunto che Mandela «Non era un’icona, era un uomo in carne ed ossa, che ammetteva le sue imperfezioni ed è per questo che lo amavamo così tanto» e ha proseguito, con un testo davvero ispirato, ricordando le tappe della vita di Madiba, che «Come Gandhi ha portato avanti un movimento che sembrava avesse poche possibilita’ di successo, ha dato una voce potente alle rivendicazione degli oppressi e alla necessita’ morale di una giustizia razziale». Infine nella sua commemorazione funebre, Obama ha reso un ringraziamento personale all’ex presidente del Sudafrica, leader della lotta all’apartheid: «Ha reso me un uomo migliore. Non vedremo mai un altro come Mandela, ma i giovani devono ispirarsi alla sua capacità di cambiare quel che sembra impossibile. Trent’anni fa, quando ero ancora uno studente, ho conosciuto Mandela e la sua lotta. Ha mosso qualcosa in me, ha risvegliato le mie responsabilità verso gli altri e verso me stesso. E mi ha condotto verso un improbabile cammino che mi ha portato oggi qui».
FISCHIATO IL PRESIDENTE ZUMA. La giornata che verrà ricordardata anche per uno scatto storico, quello della prima stretta di mano tra un presidente Usa, Obama, e l’omologo cubano Raul Castro: i due si sono salutati subito prima che Obama iniziasse il suo discorso. Alcuni leader mondiali tra i 90 presenti sono invece stati duramente contestati dalla folla di 100mila persone. Si è trattato dell’attuale presidente del Sudafrica Jacob Zuma che è stato fischiato durante il suo discorso in modo così plateale che, per evitare le sue parole venissero coperte dalle proteste, l’organizzazione ha dovuto chiedere ad un coro di cantare. Contestatissimo anche Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe.
«L’UOMO DEL PERDONO». Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon ha voluto ricordare Mandela, in modo commosso, come l’uomo «che non odiava le persone ma odiava l’odio e ha mostrato il grande potere del perdono». Le decine di migliaia di persone che non sono riuscite ad entrare nello stadio stamattina, hanno seguito la commemorazione attraverso centinaia di maxischermi, mentre la città è stata letteralmente tappezzata di manifesti con il volto di Madiba e la scritta “We love you”. Si è trattato della cerimonia funebre più grande della storia moderna.
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