Come si sconfigge la malaria? Decimando le zanzare (e i bambini africani). La “mosquito week” di Bill Gates

Di Emanuele Boffi
10 Maggio 2014
La curiosa campagna parallela del filantropo miliardario contro "l'animale più pericoloso del pianeta" e contro le nascite nel terzo mondo

zanzara-mosquito

Qual è l’animale più pericoloso al mondo? Lo squalo? Il serpente? L’uomo? «No, la zanzara». Lo ha scritto sul suo blog Bill Gates.

Gates, com’è noto, non è solo uno degli uomini più ricchi del pianeta, inventore e presidente di Microsoft, ma anche uno dei maggiori filantropi della Terra. Il 25 aprile ha pubblicato sul suo blog (gatesnotes.com) un articolo, un video (“Mosquito week”) e un’infografica in cui spiega che la malaria è la malattia d’origine animale più letale al mondo. Di qui il suo impegno affinché gli abitanti del pianeta siano più determinati nel combattere le zanzare che, ogni anno, infettano circa 200 milioni di persone causando la morte di oltre 600 mila esseri umani. Numeri nemmeno lontanamente paragonabili a quelli dei decessi causati da altri animali.

Secondo i dati forniti da Gates, sarebbero solo dieci le morti annuali provocate da lupi e squali, cento da leoni, mille da coccodrilli e così via, fino all’uomo, autore di “soli” 475 mila assassinii. Dal momento che si tratta di un fenomeno ampiamente sottovalutato, Gates ha deciso di lanciare la “Settimana della zanzara”. «Considerando la loro dannosità – ha scritto –, ci si aspetterebbe che le zanzare ricevessero più attenzione da parte del pubblico. Gli squali uccidono meno di una dozzina di persone all’anno e negli Stati Uniti, ogni anno, c’è un’intera settimana di programmazione tv dedicata a loro. Le zanzare uccidono 50.000 volte più persone ma se esiste un canale televisivo che manda in onda una “settimana della zanzara”, allora non ne ho mai sentito parlare».

L’insetto provoca, oltre alla malaria, anche la febbre gialla e l’encefalite e si trova su tutto l’orbe terracqueo, eccezion fatta per l’Antartide. I danni, seppur ingenti, dice Gates, non si limitano al solo numero di morti, ma si estendono ai disagi vissuti da quelle popolazioni che, per sfuggire al contagio delle oltre 2.500 specie, fuggono nell’entroterra, verso climi più ostili ai mosquitos. Per questo, conclude il magnate, «spero che vi guarderete intorno con più attenzione. Non sarà eccitante come gli squali martello o il grande squalo bianco, ma forse scoprirete qualcosa di nuovo».

Sebbene non si possa essere certi dei numeri forniti da Gates – sono frutto di stime con importanti margini di errore – è innegabile che la malaria sia una piaga nei paesi sottosviluppati. Il suo impegno è meritevole d’encomio.

Quel che è curioso notare è che Gates, assieme alla cattolicissima moglie Melinda, è anche fra i maggiori finanziatori e sostenitori del controllo delle nascite nei paesi del terzo mondo. I coniugi profondono il medesimo impegno nel combattere le zanzare e nel distribuire preservativi in Africa e Asia. Convinti che l’Aids possa essere debellato solo a colpi di educazione sessuale e farmaci abortivi, la Bill & Melinda Gates Foundation è da anni fra le maggiori associazioni finanziatrici di programmi atti al contenimento delle nascite. Un mondo meno popolato, spiegò Gates qualche anno fa, farebbe del gran bene anche al pianeta, facendo diminuire la quantità di Co2.

All’eliminazione del “fattore P” (persona), Gates lavora alacremente e a suon di miliardi di dollari. L’obiettivo, entro il 2020, è riuscire a fornire contraccettivi a 120 milioni di donne così da ridurre al minimo la nascita di bambini e l’anidride carbonica. Il sogno di un mondo a impatto zero è stato lasciato a Bill come retaggio spirituale dal padre William, tra i fondatori della Planned Parenthood, la maggiore associazione pro choice del mondo e grande alleata del magnate.

Gates, d’altronde, non è certo il primo miliardario col pallino dell’eugenetica. A inizio Novecento, tra i maggiori sostenitori delle teorie malthusiane c’erano John Rockefeller, John Kellogg e Andrew Carnegie. Oggi le cronache riportano i nomi di George Soros, Ted Turner, Warren Buffett. Oggi come allora, ad accomunarli, più che indirizzi culturali o preferenze politiche, il numero di zeri sul conto in banca.

Ma ciò che più stupisce di queste campagne non sono tanto le cifre stratosferiche (e inutili a fini pratici) messe in campo per debellare le malattie, quanto la pervicacia del sentimento compassionevole che le anima. Il cuore che s’intenerisce nel vedere gli spasmi del bambino punto da una zanzara è lo stesso che spinge questi uomini facoltosi a ritenere assolutamente logico che quel mosquito, assieme a quel piccolo, sarebbe meglio non ci fosse mai stato. È la filantropia del 2000 che mette nello stesso pacco di aiuti pesticidi per insetti e pesticidi per umani.

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26 commenti

  1. Roberta

    L’antidoto alla cecità morale di questi filantropi da strapazzo? Una bella dose da cavallo a “sua immoralità” Bill e compagni!

    1. Menelik

      L’antidoto sarebbe il tracollo della new economy neo-liberista e neo-colonialista e massonica, che liberi nuove forze a partire da noi in Occidente.
      Fondare la nostra economia e la nostra vita sociale su basi diverse.
      Il cristianesimo è la base più vera, le fregnacce della new economy sono solo follie che contengono i germi del suicidio dell’Occidente.

  2. AndreaB

    Immaginatevi che un giorno, un ricco signore si presenti in un povero paesino del quarto mondo, vada nella casa di una famiglia, mamma papa’ e tre bei bambini, per la verita’ un po’ magrolini, perche’ il cibo scarseggia, anche grazie a quelli come noi, che il cibo lo buttano via, e dica al papa’ e alla mamma: “Ci penso io a risolvere i vostri problemi, ecco qua un bel pacchetto di anticoncezionali, se non farete piu’ figli sicuramente non si ammaleranno e non potranno morire di fame”… All’inizio, con umilta’, grato di ricevere un dono, il capofamiglia ringrazia. Poi in un momento di riflessione, vedendo un pezzo di pane e salame, buttato via da quel sazio e grassoccio signore, si chiede: “Ma e’ giusto che io non debba avere piu’ bambini perche’ rischierebbero di morire di fame, mentre quei ricchi signori mangiano fino a stare male?” Ed in un impeto di rabbia, scarica fuori dalla finestra della sua catapecchia, il regalo da poco ricevuto…

    La vera pazzia e’ credere di risolvere i problemi dei paesi poveri distribuendo preservativi…Questa e’ la vera pazzia.

    1. filomena

      Così provocatoriamente ti faccio il verso alla storiella del capofamiglia.
      Prova invece a pensare che una persona ricca bussi alla porta di una famiglia numerosa, dove non c’è fa mangiare per nessuno e la mamma è incinta per l’ennesima volta ma è talmente debilitata non solo dalla fame ma anche dalle tante gravidanze che l’hanno ormai sfiancata. Il ricco si presenta alla porta e offre assistenza sanitaria per  la gravida e per i pargoli denutriti. Da un lavoro per i genitori e dice loro com i soldi che guadagnerete forse potrete vivere decorosamemte se non aumenterete ancora i figli. Nel piano assistenziale è previsto che veniate informati anche della pianificazione famigliare e vi verranno dati dei contraccettivi.
      Che me dici di questa versione caro AndreaB?

      1. Piero

        Versione non realistica perchè in realtà la persona ricca ricatta, offrendo tutti quei
        benefits che tu dici SOLO se la persona povera sottostà alla sua visione delle cose
        (“sei un poveraccio, solo io so come devi vivere per stare meglio….”

        1. filomena

          Guarda che nessuno dei due ha raccontato una notizia, in entrambi i casi si trattava di una storiella. Anche i missionari in Africa aiutano la popolazione ma contemporaneamente fanno proselitismo, cioè ricattano “proponendo” di accettare il vangelo ecc. Non è anche questo un aiuto in cambio di una visione della vita?

          1. Piero

            L’ONU e altre organizzazioni simili subordinano certi aiuti all’accettazione delle loro politiche
            e della loro visione delle cose, “o fai come dico io o non becchi niente”.
            I missionari, usando le tue stesse parole “propongono” non impongono….
            ma nel rovesciamento della realtà e dell’uso delle parole tanto di moda di questi
            tempi, probabilmente per te il “proporre” è un “ricattare”………….

          2. Filomena

            E’ semplicemente una imposizione più subdola in quanto chi ha bisogno non può sottilizzare più di tanto….come dire: Parigi val pure una Messa. Almeno le ONG e l’ONU sono più sinceri nel “ricattare” come dici tu.

        2. AndreaB

          Ti ringrazio Piero per la tua precisazione. Purtroppo e’ difficile fare breccia nel cuore di chi ritiene che i missionari in Africa ricattino le persone per le quali, non di rado, donano la vita.
          Desidero’ pero’ rincarare un po’ la dose… Quel grassoccio e ricco signore del mio racconto, e quell’altro signore del racconto di Filomena, fondamentalmente sono dei razzisti in quanto ritengono che i loro poveri interlocutori non debbano avere alcuna dignita’.
          Mentre i missionari, per la stragrande maggioranza, cristiani cattolici, o comunque ispirati da valori cristiani, amano le persone che assistono, tentano di dare pozzi, ospedali, scuole… Di insegnare un lavoro a chi non ha nulla, quegli altri ricchi signori, per tentare di quietare almeno in parte la loro coscienza, danno una piccolissima parte del loro superfluo, senza Amore.

          In ultimo, nessun lavoro viene offerto a quei poveretti, da quei ricchi signori, se non in qualche stabile che crolla seppellendoli vivi a centinaia, oppure in qualche miniera di diamanti, o peggio del peggio, ingaggiandoli in qualche giro di turismo a sfondo sessuale, che alcuni componenti di lobby di cui tanto si e’ parlato in questi mesi, conoscono di persona.

          1. filomena

            In primo luogo qui non si tratta di amare o non amare, ma di aiutare delle popolazioni a vivere una vita dignitosa e soprattutto dare loro gli strumenti per uscire dalla povertà. Che poi questi abbraccimo la visione cristiana, mussulmana, atea, induista o qualsiasi altra, è del tutto irrilevante. Far si che questi popoli si emancipino costituisce una risorsa per l’economia mondiale, l’amore non c’entra, quello lo dai ai tuoi cari.

          2. AndreaB

            Senza amore si strumentalizza… Sempre.

          3. Piero

            Se non si tratta di amore per l’essere umano, mi chiedo per quale motivo bisognerebbe aiutarli, che te ne frega ?

          4. filomena

            Perché questo serve a far progredire tutti quindi anche chi aiuta queste popolazioni che sono una risorsa potenziale sia in termini di contributo intellettuale che economico.

          5. piero

            Bene, hai perfettamente centrato la differenza tra te e chi la pensa come te ed una visione cristiana, tu aiuti questi per un tornaconto (fanno progredire anche me intellettualmente ed economicamente). In pratica, per dirla alla papa Francesco, sei perfettamente in linea con la “cultura dello scarto”, se mi servono li aiuto altrimenti……. ed infatti le tue posizioni su eutanasia, aborto, eugenetica non fanno che documentare questo.

          6. filomena

            Per prima cosa non mi sono mai nettamente espressa sull’eutanasia eggià questo punto farebbe vacillare le tue supposizioni sulio conto. In merito poi alla cultura dello scarto rispetto ai popoli del terzo mondo sei fuori luogo. La vita è fatta di relazioni che servono reciprocamente e non c’è nulla di male in questo. Inoltre anche la chiesa offre i suoi servizi con precisi obiettivi e cioè quelli di fare proselitismo.

          7. Piero

            Non fai che confermare quanto ho detto,, “la vita è fatta di relazioni”.. verissimo, “che servono reciprocamente” … quindi quelle che non mi servono le scarto……Riguardo alla Chiesa, purtroppo ne sai ben poco, la missione della Chiesa è annunciare un fatto, un avvenimento “storico” (vedo già che storci il naso davanti a questa parola…) e cioè che 2000 anni fa Dio si è reso presente e incontrabile nella storia umana attraverso Gesù Cristo. Come dice papa Francesco, la Chiesa non è una ONG.Tutto quello che viene a valle di questo annuncio ha lì la sua origine.
            E quando i cristiani (esseri umani fragili,e incoerenti come tutti) dimenticano l’origine del loro “fare” (questo è il vero senso della parola “peccato”, anche qui storcerai il naso….) cadono nelle contraddizioni, negli errori e nei comportamenti di tutti.

          8. Nino

            @Piero: il fatto storico è che 2000 anni fa una persona di nome Jesus ha predicato ed è stato crocifisso.

            Ch epoi fosse figlio di Dio e che attraverso lui Dio si è reso presente è una questione di fede che con la storia non ha niente a che vedere.

          9. Piero

            @Nino. Esatto, il fatto storico è che 2000 anni fa un uomo ha affermato di essere figlio di Dio e di essere venuto per rendere presente Dio nella storia, ognuno poi di fronte a questo avvenimento prenderà liberamente una sua posizione……..Dio tiene più alla libertà dell’uomo che alla sua salvezza, e questo, per certi versi, è il nostro dramma, non possiamo salvarci se non lo vogliamo noi.

          10. Menelik

            …….una risorsa per l’economia mondiale, o per essere meno ipocriti, occidentale, è quello che quei poveretti destinatari dei preservativi hanno sotto i piedi: minerali, petrolio, ecc….
            Mi puzzano assai ricconi talmente ricchi da far schifo (Gates, Soros e compagnia bella) che fanno i filantropi.
            Quelli sono i topi di fogna dell’umanità, non i filantropi.
            Dall’alto della mia ignoranza, resta una memorabile lezione di vita il meraviglioso filmettaccio “Finchè c’è guerra c’è speranza” quando il compianto Alberto Sordi, in procinto di partire per un’altra missione di rappresentante d’armi in Africa, dice a figli e moglie: i parties, il lusso che fate, chi ve lo paga? Qualcuno bisogna pur depredare!
            Se quei popoli si emancipano, saranno tutte risorse sprecate per l’economia “mondiale” dei filantropi della new economy, alias i topi di fogna, i ladri più ladri della Terra.
            Perché le risorse le userebbero loro che ce le hanno sotto i piedi, non …”noi”.

    2. Francesca

      Quindi, riassumendo, secondo te:
      1) se non si parla partendo da presupposti condivisi da tutti i 7 miliardi e rotti (suvvia, diciamo almeno quelli capaci di intendere e di volere) di essere umani sulla Terra, non ci si deve permettere di pubblicare un giornale (libertà di espressione, questa sconosciuta…)

      2) tu puoi permetterti di commentare qualunque cosa tu voglia riconducedoti ai tuoi principi, ma gli altri non sono liberi di farlo, perché tu non condividi i loro presupposti.

      3) tu conosci benissimo per filo e per segno la dottrina e la teologia cattolica, e puoi permettere di venire su un sito cattolico a insegnarla.

      Come avrai ben notato, non ho parlato, nel precedente commento, delle tue opinioni sulla materia dell’articolo (perché non avevo nessuna intenzione di commentare, dato che non mi interessa, per varie ragioni, discutere con te di questo)…ho parlato del fatto che tu ti sei messa in cattedra ad insegnare ai cattolici quello in loro credono, facendo peraltro uno scivolone bestiale. Ecco, da QUESTI presupposti (quelli di chi si permette di dire agli altri cosa loro pensano) effettivamente non si può partire.

      1. filomena

        @Francesca
        Ma tu hai letto quello che ho scritto? Mai ho detto che bisogna partire dai miei presupposti per ragionare. Ho invece detto che sia i presupposti cattolici che quelli atei hanno pari dignità e anche se questo giornale é di matrice cattolica potrebbe riconoscere la stessa sua dignità a chi la pensa diversamente. Altrimenti come si fa a confrontarsi?

  3. filomena

    La logica di associare i morti per malaria che rappresentano effettivamente un problema, con i bambini non nati a causa della distribuzione di preservativi nei paesi del terzo mondo dove non c’è nessun sistema di controllo delle nascite e i bambini muoiono si, ma prevalentemente di fame, è un logica demenziale. Invece di ringraziare chi si prodiga per cercare di migliorare la qualità di vita di queste popolazioni voi vi preoccupate che pensino a far figli che hanno scarsissime probabilità di vivere una vita quantomeno dignitosa….ah ma già per voi siamo nati per soffrire e la ricompensa ci sarà in un’altra vita….

    1. Francesca

      Filomena, prima di commentare sul sito di un giornale cattolico sarebbe bene capire cosa EFFETTIVAMENTE credono i cattolici…

      “Non provocate la morte con gli errori della vostra vita,
      non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani,
      perché Dio non ha creato la morte
      e non gode per la rovina dei viventi.
      Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza” (Sap. 1, 12-14)

      Perché se vogliamo discutere, almeno discutiamo da presupposti corretti…

      1. filomena

        Il fatto che questo sia un giornale cattolico non lo esime dal contraddittorio. I vostri presupposti sono appunto vostri e non condivisi da tutti. Se si vuole un effettivo confronto bisogna mettere sullo stesso piano presupposti anche diversi senza pensare di dare risposte universali calate dall’alto dei vostri testi sacri.
        Detto questo si può continuare a discutere nel merito della questione posta dall’articolo.

  4. Ale

    Scusate ma avete proprio “toppato” , ci si lamenta che muoiono di fame e che non sono in grado sfamare tutti i bimbi che mettono al mondo..ben venga quello che fa Bill Gates, semmai ai soldi per preservativi andrebbero aggiunti soldi, anche di altri filantropi, per scavare pozzi per l’acqua, che in Africa e’ sempre carente e forse forse arriverebbero meno barconi anche da noi …di gente disperata…

  5. AndreaB

    Bene per le zanzare ed i Sistemi operativi, per il resto credo si dovrebbe imbastire una nuova petizione e… Se fosse possibile, anche due chiacchiere in privato tra Papa Francesco e Bill con sua moglie.

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