
Ce lo vendono come un europeista, ma Macron è un Salvini qualunque

Sgombera i campi di migranti, inneggia alla «sovranità» e alla necessità di «riprendere il controllo della nostra politica migratoria», fissa un tetto sul numero di visti da emettere ogni anno, toglie l’assistenza sanitaria ai migranti, critica l’Unione Europea che «sta morendo» e la regola di non superare il deficit pubblico del 3 per cento, infine attacca la Nato. Ce l’avevano venduto come il campione dell’europeismo, invece, quando gli serve, Emmanuel Macron sa essere un Matteo Salvini qualunque.
IL CALO NEI SONDAGGI E IL NUOVO SOVRANISMO
Il gradimento del presidente della Repubblica francese è in calo nei sondaggi: oltre al colpo di mano sull’estensione della fecondazione eterologa alle coppie di donne e donne single, che ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone, l’annuncio (già in parte ritrattato) dell’innalzamento dell’età pensionabile da 62 a 64 anni ha messo in forte difficoltà Macron. E c’è forse un modo migliore per risollevarsi agli occhi dell’opinione pubblica se non infondere una buona dose di sovranismo all’attività di governo?
Macron, che arrivò a definire «populisti e sovranisti» come «lebbra dell’Europa», pur di recuperare qualche punto nei sondaggi è diventato un untore qualunque. Ieri ha dato il via libera alla maxi operazione per sgomberare i campi profughi situati alle porte di Parigi, tra Saint-Denis e La Chapelle. Circa 1600 persone, tra cui donne e bambini, molti aventi diritto alla protezione internazionale, sono stati cacciati in malo modo.
PIANO ANTI MIGRANTI DURISSIMO
Pochi giorni prima l’Eliseo aveva lanciato il suo piano anti migranti con restrizioni sul rinnovo dei visti, limitazioni all’assistenza sanitaria dei profughi, più controlli per smettere di curare gratis i sans papiers, istituzione di quote annue per diminuire l’afflusso di immigrati e sgombero dei campi. Tutte cose che un cattivone come Salvini non si è mai sognato neanche di proporre.
BORDATE CONTRO LA POLITICA DEL RIGORE E L’UE
Oggi, in un’intervista all’Economist, ha rincarato la dose attaccando la «fragilità straordinaria dell’Unione Europea», che definisce «sull’orlo del precipizio» e a «rischio scomparsa». Ha anche criticato fortemente la Nato, dichiarandola «in stato di morte cerebrale», gli Stati Uniti di Donald Trump e la Turchia. Infine, sfruttando la debolezza economica e politica della Germania, è tornato all’attacco contro la politica del rigore, spiegando che «abbiamo bisogno di più espansionismo, di più investimenti. L’Europa non può essere l’unica area a non farlo». Il dibattito «sulla soglia del 3%» diventa quindi «un dibattito di un altro secolo»: «Questa situazione non può durare».
Da baluardo dei tecnocrati di Bruxelles ad alfiere dell’euroscetticismo è un attimo e Macron sa trasformarsi in un sovranista qualunque quando gli conviene. Noi abbiamo sempre sostenuto che Macron «è un sovranista della peggior specie» e alla luce delle sue ultime uscite ne abbiamo avuta ulteriore conferma. Molte delle cose che il presidente francese sostiene nell’intervista all’Economist sono ampiamente condivisibili, e del resto anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno. Macron ha tutto il diritto di ricorrere al sovranismo per recuperare voti e popolarità, solo dovrebbe smettere di impartire lezioni di umanità agli altri, quando dimostra di fare molto peggio dei peggiori populisti europei a casa sua. E alla luce delle sue ultime uscite, i nostri quotidiani farebbero bene a smettere di elogiarlo come campione dell’europeismo e a descriverlo per quello che è: un eccellente opportunista.
Foto Ansa
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