
Lupi (Pdl): «Ecco cosa chiediamo al governo Monti. Non vogliamo la patrimoniale»
Anticipiamo l’intervista a Maurizio Lupi, che sarà pubblicata sul numero di Tempi 46, da domani 17 novembre in edicola.
Guai a parlare di sconfitta della politica. Per il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi la scelta di appoggiare il governo Monti è piuttosto il ritorno in campo della politica con la “p” maiuscola, quella in grado di «assumersi la responsabilità di mettere al primo posto l’interesse generale del paese». Una scelta – ricorda il pidiellino che tra i primi si è speso per la soluzione di «pacificazione nazionale» – difficile anche dentro il partito di Berlusconi, «dove milioni di elettori ci chiedevano giustamente di andare alle urne». Però non sempre sono le cose desiderabili quelle che si possono fare, da qui l’appoggio deciso del Pdl al governo del professore della Bocconi. Il faro non è l’inciucio ma i contenuti, che devono essere quelli indicati nella lettera di intenti dell’Europa. «Mi auguro – dice Lupi a Tempi – che, nel momento in cui deve chiedere dei sacrifici al paese, questo governo tenga conto da un lato del principio di sussidiarietà e di quello di solidarietà e poi del valore della persona, della famiglia e della libertà».
Onorevole Lupi, la collaborazione si spingerà fino ad accettare la patrimoniale?
In questi anni abbiamo fatto di tutto per evitare di appesantire ancora di più un regime fiscale che è già pesantissimo. Per questo per noi la patrimoniale è una misura totalmente negativa. Così come ci sembra assurdo pensare di reintrodurre l’Ici. La prima casa non è solo il patrimonio immobiliare, ma è innanzitutto il luogo dove la vita della famiglia si svolge, per questo va tutelata.
Tra i compiti del governo Monti può esserci la legge elettorale?
Credo che questo governo, che non è stato eletto dai cittadini, debba lasciare alla democrazia parlamentare l’intervento sulla legge elettorale.
Si è parlato della presenza di politici nella squadra. Cosa ne pensa e che valutazione dà del caso Gianni Letta, fortemente voluto da Berlusconi ma contrastato dal Pd?
Premesso che qualsiasi governo diventa per forza politico quando riceve la fiducia alla Camera, il Pdl ha detto chiaramente che è meglio limitarsi ai tecnici. Il caso Letta è un caso a se stante e mi spiace aver visto i pregiudizi della sinistra nei confronti di un uomo che è innanzitutto uomo delle istituzioni. Lui ha fatto un grande gesto tirandosi indietro, ma noi riteniamo che sia un gravissimo errore per Monti non averlo nel suo governo.
La Lega si è chiamata fuori. Si rompe il sodalizio col Pdl?
La Lega, nel momento in cui si dice disposta al confronto sui singoli temi, dimostra un atteggiamento responsabile. Questo governo non è un governo di alleanze politiche, proprio per questo credo che la collaborazione con la Lega, che per noi è strategica, non solo possa continuare ma debba essere approfondita.
Si può ipotizzare una data di scadenza del governo?
Le elezioni sono fissate nel marzo 2013. Come ha detto Alfano un governo non può avere una data di scadenza come lo yogurt. La scadenza del mandato è determinata dalla realizzazione dei contenuti concordati.
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