
Lui, la Rai e l’altro (il signor B)
Questo è un elogio smaccato, affettuoso, riverente, al presidente Rai migliore che ci sia, al secolo Roberto Zaccaria. Si avvicina la metà di febbraio, termine del suo mandato, e Zaccaria lancia le sue ultime freccie infittendo le sue comparse nella “sua” Tv e sui giornali. E come un moderno Sansone, rilascia interviste come quella sul Venerdì di Repubblica, stile “muoia Sansone con tutti i filistei”. Perché Zaccaria non è uno che le manda a dire. Fa nomi e cognomi. «Perché ha fallito?», le chiede, in maniera più elegante, l’intervistarice Concita De Gregorio. «Per l’effetto B» risponde lui che è uno che fa nomi e cognomi. E che i “signori B” li vede dappertutto.
Zaccaria, mandarlo via? L’errore più grosso che ci sia
Uno così non si può mandarlo a casa. Ha torto Fedele Confalonieri, il presidente di Mediaset, a dichiarare al Corsera che vanno tenuti solo i Freccero e i Santoro. Bisogna spingersi più in là, osare. Va tenuto anche Zaccaria. Va tenuto anche solo per il semplice fatto che altrimenti poi Striscia e Dagospia non sanno più chi sfottere. Va tenuto, perché poi come si può fare il “libro bianco” che ha promesso il ministro Gasparri? L’avvocato Roberto Arnoldi, la “fonte” da cui il ministro trarrà il materiale per il libro, ha consegnato un dossier sul disastro economico della Rai. Ma Zaccaria non ha nulla da temere perché, come lui stesso ha dichiarato, «i nostri bilanci sono sempre stati positivi, non abbiamo sostanzialmente debiti, la qualità dei nostri programmi è confermata. Tutto il resto è panna montata». È quindi panna montata quel Contratto di servizio che, secondo la legge 9/12/1997, va firmato di anno in anno tra Rai e Ministero delle comunicazioni e secondo cui la Rai dovrebbe impegnare il 65 per cento della programmazione e l’80 per cento di Rai Tre all’espletamento del servizio pubblico? È panna montata. Sono panna montata quei 2.500 miliardi che la Rai incamera grazie al canone con il dovere di fornire programmi di servizio che invece poi non fa perché non “attirano” la pubblicità? È panna montata quel che risulta dalla relazione Rai intitolata “Rai. Consolidato di Gruppo 2000” secondo cui l’indebitamento dell’azienda al 31/12/00 ammontava a 2.407miliardi? Sono panna montata i debiti delle società costituite dall’attuale Cda Rai: Rai Cinema (481 miliardi), Rai Net Spa (13 miliardi e 400 milioni), Serra Creativa Spa (1 miliardo e 258 milioni, ora messa in liquidazione con delibera del Cda del 24/10/01), Rai Sport Set Spa (345 milioni in tre mesi e ora messa in liquidazione con delibera del Cda del 24/10/01), Rai New Media Spa (175 milioni, senza mai aver operato)? Sono panna montata i dati dell’esercizio Rai 2001 che ancora non sono stati resi noti ma su cui il ministro Gasparri teme «un’operazione di cosmesi»? Se non è panna montata saranno almeno tanti piccoli bigné (a spese del contribuente).
Amici miei
Uno così, teniamocelo stretto. Scendete in strada, urlatelo nelle piazze, scrivetelo sui muri: «Nessuno tocchi Zaccaria». Perché se il Contratto di servizio impone che bisogna dedicare il 60 per cento a tipologie di programmi quali telegiornali, informazione e cultura, pensate voi che la Rai si permetta di infrangere la legge? Certo che no. Quindi a quanto risulta dal “Dizionario marketing strategico offerta e palinsensti della Rai” sotto l’insegna di “cultura” vanno programmi come “Commesse”, “Un medico in famiglia”, “Un posto al sole”. Per “servizio” si intende “Donne al bivio” e “I fatti vostri”. Così si incamera il canone e si vende la pubblicità. E si hanno le risorse per pagare i grandi artisti; perché, come Zaccaria ha dichiarato sempre al Venerdì, «Coi grandi artisti bisogna avere un rapporto personale». Sarà in nome di questo rapporto personale che alla signora Ventura Simona, la garibaldina che lo ha difeso in diretta da Gasparri a “Quelli che il calcio”, sono stati riconosciuti 866 milioni per attività di “consulente esperta”? Sarà in nome di questo rapporto personale che alla società “22 Srl” è stato devoluto 1 miliardo e 212 milioni per l’acquisizione dei diritti di immagine della signora Ventura che già erano stati concessi in esclusiva nel contratto con la Rai? Sarà in nome di questo rapporto personale che verrà impiegata l’orchestra Rai che è stata utilizzata nell’ultimo biennio solo 7 volte (perché gli artisti si portano “la loro” di orchestra e non vogliono quella dell’azienda)? È in nome di questo rapporto personale che la Rai, pur avendo 368 dirigenti, 1.649 giornalisti, 1.217 quadri, 7.028 impiegati, 134 coristi e orchestrati, appalta all’esterno, chiavi in mano, la produzione di spettacoli di varietà serali? E poi, chi è questo Bibi Ballandi che mentre si parla di privatizzare la Rai già, da privato, ci lavora come se fosse suo monopolio?
Non scherziamo, questa Tv non è deficiente
E poi Zaccaria non è uno che fa la “Tv deficiente”. L’ha detto lui sempre al Venerdì di Repubblica: «Ho la coscienza a posto». In effetti dopo che abbiamo scoperto che mangiare cacca in trasmissione non è da deficienti non ci rimane che chiederci, con Paolo Mieli, se lo è mandare in onda programmi come quelli di Rai Educational, “Testimonianze dai Lager”. In cui gli ospiti Tina Anselmi, Massimo Cacciari, Gino Strada, Moni Ovadia, Giancarlo Caselli e padre Alex Zanotelli hanno ascoltato le parole del conduttore Renzo Salvi: «Le figure delle demogiudoplutocrazie radicalmassoniche di quegli anni e quelle contemporanee dell’“Europa dei poteri forti” o di “Forcolandia” hanno in comune di costruire un nemico da additare ai propri seguaci in modo da stornare l’attenzione da vicende più spinose». Che sia questo l’effetto B? Allora, di grazia, signor B si tenga Zaccaria. Lui un altro mandato lo accetterebbe di sicuro. L’ha detto lui stesso al Venerdì: «Quindi lo rifarebbe?» «Certo che lo rifarei. Scherza?»
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