Lombardia: Pil a -3,8 per cento e più di 1200 imprese chiuse in quattro mesi

Di Redazione
12 Giugno 2013
La Banca d'Italia presenta i dati sulla crisi della "locomotiva italiana". E Confesercenti diffonde i numeri sulle attività cessate nei primi mesi dell'anno

La Lombardia non vede segnali positivi all’orizzonte. La “locomotiva d’Italia” dal 2008 ha perso 3,8 punti percentuali di pil secondo la Banca d’Italia, 2 punti nel solo 2012. A trainare verso il basso la regione sono un po’ tutti i settori: dall’edilizia, la cui produzione ha fatto segnare un meno 5,7 per cento di valore aggiunto delle costruzioni nel 2012 (e le compravendite sono dimezzate dal 2006 anche se i prezzi restano comunque elevati), all’industria, il cui valore aggiunto è diminuito del 2,7 per cento a prezzi costanti, mentre la produzione industriale è calata del 2,4 per cento; anche se, partendo dal picco pre-crisi dell’ultimo trimestre 2007, il calo è stato pari al 14 per cento.

MENO LAVORO. Anche se l’occupazione tiene ancora in Lombardia, nonostante l’aumento delle ore di cassa integrazione, aumenta il tasso di disoccupazione, che ha raggiunto l’8,7 per cento. Ciò significa, sottolinea Alessandra Mori del centro studi della Banca d’Italia, che «il numero di persone in cerca di lavoro è in crescita».

CREDITO E FALLIMENTI. Nel 2012 i finanziamenti alle imprese della manifattura si sono contratti del 3,7 per cento, fa sapere la Banca d’Italia. Maggiore la riduzione di prestiti al metallurgico (meno 4,7 per cento). Ma il calo del credito ha interessato anche le imprese dei servizi (meno 3,7 per cento).
A testimoniare, poi, il calo della ricchezza prodotta dalle imprese lombarde è il dato sugli utili prodotti: se nel 2011 71 imprese su 100 chiudevano l’anno con un utile, ora sono 66 su 100. E sono aumentati i fallimenti, più 6 per cento sul 2011.

TIENE L’EXPORT. La Lombardia, però, unico aspetto positivo, è ancora sostenuta dall’export che cresce del 3,7 per cento nel 2012; molto meno di quanto non sia cresciuto l’anno precedente (più 10,8 per cento).
Il direttore della Banca d’Italia milanese Giuseppe Sopranzetti così ha descritto il difficile momento dell’economia lombarda: «Possiamo paragonarci a un uomo che cammina in equilibrio su una corda tesa. Con questi indici è difficile dire se nel 2013 le cose potranno migliorare».

CAPORETTO DEI NEGOZI. La regione, intanto, sta correndo il rischio di incappare in una vera e propria «Caporetto dei consumi e dei negozi», per usare l’espressione di Renato Borghi (Federmoda): quasi 1300 cessazioni di imprese in quattro mesi, 350 negozi solo a Milano secondo Confesercenti, sono numeri che preoccupano. Così come preoccupa l’aumento dell’Iva dal 21 al 22 per cento in calendario per luglio.

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2 commenti

  1. pikassopablo

    prima il nord prima il nord prima il nord 😀 e ora? è finita la festa 😉

    1. Franz

      che culo

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