L’odio del mondo e un aperitivo anti cattolico

Che sollievo, nel pieno del tormentone delle vignette “blasfeme”, le parole chiare del comunicato della Santa Sede e quelle del nostro presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. In fondo hanno fatto riferimento a quella “virtù” su cui si è fondata per secoli la nostra civiltà cristiana e laica: quella del buon senso. Il buon senso ha incominciato a regredire ed è quasi scomparso, sotto l’urto dei movimenti ideologici, laicisti e fondamentalisti.
Io personalmente rimango convinto che tutta la vicenda sia stata e sia abilmente manovrata per finalità che sono sotto gli occhi di tutti. Nel mondo sta dilagando un terribile odio anticristiano. Domenica scorsa, in Turchia, un prete italiano, don Andrea Santoro, ha pagato con la vita la sua appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Il cardinal Ruini non ha esitato un attimo a definirlo un martire. Qualche giorno fa in un villaggio di una piccola isola delle Filippine, sono stati massacrati sei cristiani (fra i quali una bimba di nove mesi). Alla domanda urlata brutalmente nel cuore della notte da un commando armato, «Siete cristiani o musulmani?», questi nostri fratelli hanno risposto, come i martiri dei primi secoli, «Siamo cristiani». Sono stati massacrati e hanno pagato con la vita la loro così semplice e fondamentale testimonianza. Noi cristiani ci stringiamo con grande affetto alla Chiesa delle Filippine, ne condividiamo il dolore profondo, amiamo ed ammiriamo questi fratelli cui la Provvidenza ha concesso la palma del martirio. Ci aiutino a vivere il nostro quotidiano “martirio”, cioè la testimonianza di Cristo presente «fino agli estremi confini del mondo».
N.B. A tutti quelli che soffrono spasmodicamente per le offese all’islam, vorrei ricordare che al bar autogestito durante una occupazione universitaria, nell’ambito di una grande iniziativa “culturale” (e il Manzoni direbbe: Ma guarda dove va a finire la cultura!), su Pacs, Chiesa e legge 194, il menù prevedeva: “Aperitivo anticattolico, musica blasfema, bestemmia libera”. Questa, amici miei, è la realtà. Bisogna stare di fronte alla realtà, cercare di capirla, soprattutto capire quello che vuole da noi. Il nostro presente, ma ancor più il nostro futuro, dipende da questo. È forse la cosa più importante che ho imparato in quasi cinquant’anni di amicizia con don Giussani.
* Vescovo di San Marino-Montefeltro

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