
Lo stato della giustizia. Che cosa c’è nel nuovo numero di Tempi

C’è la Caricatura dell’impiccato di Franz Xaver Messerschmidt sulla copertina del numero di luglio 2019 di Tempi, un’immagine capace come poche altre al mondo di rappresentare plasticamente “lo stato della giustizia” in Italia (questo il titolo della copertina del mensile).
A partire dallo scandalo del Csm e del cosiddetto “mercato delle toghe” venuto alla luce attraverso il caso Palamara, Tempi si occupa infatti dell’irrimediabile perdita di credibilità della magistratura, che ormai è tale tanto nella percezione interna alla categoria quanto agli occhi di noi “comuni cittadini”. Con gli interventi di Giancarlo Cesana, Alfredo Mantovano, Stefania Craxi, Francesco Paolo Sisto e Maurizio Tortorella, proviamo a spiegare perché «non sarà il legalismo illegale dei forcaioli a liberarci dal cappio dei giudici onnipotenti». E perché per ripulire il pasticcio del Csm e della giustizia non serve affatto «meno politica», come sostiene il “partito dei magistrati” per non essere costretto a cambiare nulla. È vero l’esatto contrario: «Serve più politica».

CHE COSA C’È NEL NUMERO
In attesa che il numero di luglio arrivi nelle loro case, gli abbonati a Tempi possono già sfogliare la rivista in formato digitale nell’area riservata del sito. I lettori non ancora abbonati, invece, farebbero bene ad abbonarsi subito cliccando qui.
Di seguito, una guida ai servizi, alle rubriche e ai commenti contenuti nel mensile.
PRIMALINEA
Cose buone dal carcere
Viaggio nei locali e nelle avventure della Pasticceria Giotto, nel cuore del penitenziario Due Palazzi di Padova. Dove si sfornano grandissimi panettoni artigianali ma soprattutto uomini nuovi
Di Pietro Piccinini
COPERTINA
Il buio in cui è precipitata la nostra giustizia
Di Giancarlo Cesana
Rompiamo l’incantesimo malefico
Non basterà mettere una pezza sullo scandalo del Csm per restituire alle toghe la credibilità che hanno dissipato. L’esecutivo e i rappresentanti dei cittadini si sveglino dal sonno stregato. Anche il non fare è una scelta
Di Alfredo Mantovano
Troppa politica? Se mai troppo poca
Il problema non è, come dicono, la permeabilità della magistratura ai partiti, è l’esatto opposto. Appello per una riforma radicale
Di Stefania Craxi
In nome del popolo, cioè delle correnti
L’amarezza di un procuratore elogiato da tutti per i suoi “miracoli” e però sempre escluso dagli uffici che contano. Perché non ha una banda
Maurizio Tortorella racconta il caso emblematico di Cuno Tarfusser
Le utilità (e la spazzacorrotti) non sono uguali per tutti
Un pensiero improvviso dello Pseudo-Sinjavskij
Siamo all’idolatria di una legalità illegale
Francesco Paolo Sisto sulla trasformazione del processo in gogna, la resa del Parlamento ai giudici, la violazione della Costituzione per “contratto di governo”. E la sospirata separazione delle carriere
Di Maurizio Tortorella
INTERNI
Fuori dal tunnel dell’ideologia
L’ex commissario per la Torino-Lione rinfaccia al ministro Toninelli e ai suoi esperti No Tav tutte le contraddizioni di una opposizione antieconomica e antiecologica. «Presto faranno i conti con la realtà»
Paolo Foietta intervistato da Marco Margrita
ESTERI
Cosa si agita nella pancia dell’America
Infiamma la battaglia per riaprire la disputa sull’aborto alla Corte Suprema. Ma al di là dell’esito, diversamente che in Europa, negli Stati Uniti il tema non scompare mai dal dibattito pubblico. E continua a scuotere le coscienze
Di Caterina Giojelli
LA STORIA
Io li aiuto a casa mia (e funziona)
A causa della guerra, scappò dalla Sierra Leone, fu accolto come rifugiato in Italia, studiò, lavorò, si formò e ottenne la cittadinanza. Ma poi è tornato nel paese natale e ha fondato cooperative e strutture per orfani dell’ebola e dell’Aids. L’impegno esemplare di Daniel Sillah
Di Rodolfo Casadei
L’ITALIA CHE LAVORA
Al pesce Venezia ho aggiunto la coda
Figlio della Laguna, bagnino e poi imprenditore che sa cogliere opportunità di sviluppo su una terra che in molti vorrebbero limitarsi a gestire come un “museo”. Chi è Stefano Costantini
Di Carlo Lottieri
LIBRI
Chi legge bene pensa bene. E agisce bene
Recensioni di Non siamo nel caos (Robi Ronza), I buoni amano la libertà (Matteo Forte), Mi faccia dire un’Ave Maria (Valter Izzo)
IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE
I diritti umani portano dritti alla ghigliottina
A 230 anni dalla presa della Bastiglia, lo studioso Claude Quétel ha scritto una controstoria “blasfema” della Rivoluzione francese. Altro che progresso. «Fu una follia mortifera, inutile e anticristiana»
Di Leone Grotti
LE RUBRICHE
E inoltre le rubriche e i commenti (e le vignette) delle firme di Tempi: Renato Farina sulla “character assassination” di monsignor Cavina (come già quelle di Palenzona e Cossiga); Luigi Amicone sulle comiche dei grillini al governo; Marina Corradi sul matrimonio di suo figlio; la risposta di padre Aldo Trento a una donna innamorata di un seminarista. E ancora: Fred Perri, Guido Clericetti, Pippo Corigliano, Marco Cobianchi, Marco Invernizzi, Simone Fortunato.
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