Lo spettacolo arcobaleno “Piccolo uovo” fatto vedere ai bambini è violenza psicologica sotto la maschera di tolleranza

Di Caterina Tartaglione
11 Marzo 2013
Ospitiamo l'intervento di Caterina Tartaglione (Sidef) in merito all'invito ai bambini delle scuole materne a partecipare alla rappresentazione ad un teatro di Milano

Il dibattito sul riconoscimento giuridico delle relazioni tra persone dello stesso sesso ha ultimamente avuto un’attenzione particolare da parte di quei media che tentano di equiparare a tutti i costi il modello educativo fondato sul ruolo del padre e della madre con altre situazioni come le famiglie allargate, le famiglie monoparentali o, con ancora maggior enfasi, le famiglie con due mamme o due papà. Si vogliono presentare nuclei diversi come “famiglie diversamente felici”. Così non c’è da stupirsi se a Milano vengono invitati i bambini delle scuole materne ed elementari (3 -8 anni) ad assistere ad uno spettacolo teatrale intitolato “Piccolo uovo”. Rappresentazione in cui una bambina chiusa in camera sua, come dentro un piccolo uovo, viaggia con la fantasia alla scoperta di tante famiglie “diverse” fino a scoprire quella giusta per lei.

Il Sindacato delle Famiglie raccoglie la preoccupazione di tanti genitori che non intendono sottoporre i propri bambini a questa violenza psicologica sotto una maschera di “rispetto, uguaglianza, diritti e tolleranza” e rivendicano la libertà delle famiglie di poter educare i propri figli secondo principi non imposti ma espressione di ciò in cui credono e di cui fanno esperienza quotidianamente.

Non riteniamo corretto ingenerare così tanta confusione nei confronti di bambini in un’età fondamentale per la formazione psicologica perché, non possedendo strumenti e maturità necessari ad una adeguata valutazione, non hanno la possibilità di esprimere un giudizio su temi così delicati e controversi. Non si tratta di una posizione moralistica, ma di una preoccupazione educativa che concepisce la persona come valore e non come individuo da indottrinare, specie quando si ha a che fare con tematiche inerenti l’affettività e la sessualità.

Caterina Tartaglione

Sindacato delle famiglie onlus

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12 commenti

  1. tetosilvi

    Vorrei invitarvi a leggere e in particolare Albo, il libro del giornalista e scrittore svizzero ticinese, Giuseppe Rusconi, dal titolo : L’Impegno (Come la Chiesa italiana accompagna la società nella vita di ogni giorno), ed. Rubbettino, Soveria Mannelli, febbraio 2013.
    In questo libro viene presentata un analisi oggettiva dell’impegno della chiesa nella società italiana, ma soprattutto viene quantificato economicamente quest’impegno. Il risultato di questo studio è che a fronte dei 3 miliardi di euro che lo stato, sotto varie forme forme (8 per mille, ecc..) da alla chiesa cattolica,da questa ne riceve sotto forma di vari servizi (ospedali, mense per i poveri, scuole, banco alimentare, ecc…) per un valore di circa 11 miliardi (valore calcolato in difetto). In particolare è provato che se tutte le scuole cattoliche chiudessero, lo Stato vedrebbe aumentare la spesa legata all’istruzione di circa 4,5 miliardi di euro. Forse, potrei sbagliare, ma a Milano l’aver rifiutato di accogliere alunni disabili era legato al fato che quegli istituti non avevano docenti abilitati. Una cosa però è vera, Quercia ha ragione postando che con quei soldi si potevano migliorare i servizi della scuola pubblica.

  2. Quercia

    Quanto costa alle scuole, alle famiglie, al comune la partecipazione a queste rappresentazioni teatrali???

    non sarebbe meglio utilizzare quei soldi per potenziare il personale di sostegno per i bambini handicappati? oppure per ridurre i costi dei libri di testo? oppure per migliorare i servizi scuola bus? oppure i servizi mensa?

    1. albo

      Per i bambini disabili basterebbe togliere i finanziamenti alle scuole private che si possono permettere di rifiutare l’iscrizione ai bambini disabili, cosa che hanno fatto (anche quelle cattoliche) a Milano.

      1. Valerio

        Di solito non commento mai (per discutere seriamente ci vuole altro che 4 righe di commento) ma di fronte all’ennesima scemenza non posso non replicare…Caro Albo, se non conosci l’argomento evita di dare giudizi…mia moglie ha lavorato per 6 anni in una scuola privata e ti assicuro che se spesso non vengono accolti studenti disabili è solo perché i bilanci delle scuole paritarie sono così “tirati” che semplicemente non possono permetterselo…ah, prima di rispondere magari vatti a vedere quanto fanno risparmiare le scuole private allo Stato ogni anno…potresti scoprire che invece che cercare di distruggerle forse sarebbe il caso di aiutarle a crescere e a diffondersi…A volte quasi quasi mi piacerebbe che tutte le private chiudessero come da desiderio dei Grillini : allora si che riderei (o forse dovrei dire piangerei) nel vedere il sistema scolastico nazionale andare in bancarotta nel giro di 2 mesi…

        1. albo

          CaroValerio, le scuole private non fanno risparmiare, ma fanno profitti… Pagando meno i docenti o pretendendo da loro ore non pagate, non facendosi carico dei disagi sociali, ecc. I soldi pubblici dovrebbero andare alla scuola pubblica. Le scuole private devono comportarsi da imprese private visto che i loro profitti sono privati. Più soldi e investimenti per la scuola pubblica.

          1. Michele

            Egregio Albo,

            che facciano risparmiare non serve tanto a capirlo: la retta è pagata dalla famiglia dello studente e lo stato contribuisce per un importo pari a x; se la scuola privata chiude lo stato si accolla tutte le spese (quindi ben più di x). Conclusione? Lo stato spende di più se le private chiudono.
            Per quanto riguarda i disabili: io ho studiato in una scuola privata e mi è capitato un paio di volte di vedere disabili arrivare dalla scuola statale perché più seguiti.

          2. albo

            Io parlo di fatti riportati dalla cronaca. L’educazione deve essere pubblica, garanttita a tutti e dello stesso livello (meglio alto) edevono garantire il pluralismo, se per far questo si tagliano i fondi allae private, pace!

          3. Edo

            Più soldi e investimenti per la scuola pubblica????? 54,6 miliardi all’anno (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/index_pubblicazioni_11), di cui più del 90% in stipendi, non bastano per avere una scuola statale decente e dovremmo dare altri fondi???? Ma siamo matti??? e poi informati: le scuole private non prendono un soldo, quelle paritarie prendono 220 milioni (http://www.orizzontescuola.it/news/223-milioni-finanziamenti-scuole-non-statali-e-nessuna-restrizione-parit), dato che grazie alle legge 60/2000 voluta Berlinguer il nostro sistema di istruzione pubblica si basa sulle scuole statali e paritarie. Chi dice che le private prendono soldi è solo un ignorante e/o in mala fede.

          4. albo

            è ignorante che chi afferma che le private/paritarie non prendono un soldo. e comunque anche prendessero anche solo un euro, è un euro tolto alla scuola pubblica che in questi anni si è vista ridurre fondi. Lo Stato che non investe nelle scuole piubbliche, come fanno all’estero, non investe sul proprio futuro. Capisco che per voi sia meglio governare una massa di ignoranti pecoroni.

          5. Edo

            Ma lo fai o lo sai? Le paritarie sono scuola pubblica! Il primo ignorante pecorone sei tu!

      2. Quercia

        Albo ho fatto una domanda precisa. Quanto costa la partecipazione a questo spettacolo? Lo sai o no? Io in internet ho letto che il biglietto costa 7 euro. Probabilmente per le scuole ci sarà uno sconto, oppure forse sarà gratis. Cmq il costo del maestro che accompagna gli alunni ce lo dobbiamo sostenere lo stesso. Quindi ti ripeto: Quanto costa? Non sarebbe meglio, vista la situazione “precaria” della scuola italiana, utilizzare tutti i soldi disponibili (che sono pochissimi) per iniziare a risolvere i problemi VERI della scuola?? Una giunta di sinistra, che dovrebbe essere dalla parte dei poveri e derelitti (almeno così dicono in giro), non dovrebbe pensare a questi ultimi? e questi ultimi chi sono? le famiglie numerose che fanno fatica ad arrivare a fine mese e che la Costituzione impone di tutelare (anche se ormai è completamente abbandonata a se stessa) oppure qualche salottiere psedo-progressista?

        1. albo

          Non è mai troppo alto il prezzo che si paga alla democrazia e all’educazione alla tolleranza. Quelli che dicono di essere dalla parte dei poveri e derelitti (almeno così dicono in giro), sono certi cattolici, che poi vogliono le scuole di serie A per i figli dei ricchi e quelle di serie B per i poveri (e se si lamentano sono ingrati).

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