
Lo sguardo integralmente cristiano e popolare di Giulio Boscagli

Molti ricordano Giulio Boscagli, che ci ha lasciato quasi un anno fa, come valente uomo politico del territorio e delle sue istituzioni: assessore alla Famiglia e alla solidarietà sociale della Regione Lombardia, sindaco della natia Lecco dove era stato prima consigliere comunale e poi assessore all’Istruzione e alla Cultura, capo della segreteria politica di Roberto Formigoni governatore della Lombardia prima di diventare consigliere e poi assessore regionale. E inoltre rappresentante della Regione nel Consiglio di amministrazione del Politecnico di Milano e in quello del Museo della scienza e della tecnica, relatore della preziosa legge di riforma del sistema di istruzione e formazione professionale e di quella che ha portato allo Statuto d’autonomia. E tutti rimpiangono la sua concretezza, il suo stile mite e signorile, la capacità di ascolto di tutte le posizioni e di dialogo, l’autorevolezza senza presunzione, la laboriosità senza ostentazione.
La raccolta
Grazie ai suoi amici da oggi possiamo apprezzare anche il Boscagli editorialista, poco noto fuori da Lecco perché tutti i suoi interventi degli ultimi anni sono apparsi su Resegoneonline, erede dello storico settimanale cattolico lecchese Il Resegone. La Compagnia delle opere di Lecco e Sondrio, Resegoneonline e il Centro culturale Alessandro Manzoni hanno editato insieme un elegante e ponderoso volume in carta patinata che reca il titolo manzoniano Il sugo della storia, e in 398 pagine raccoglie gli editoriali scritti da Boscagli fra la metà del 2017 e la fine del 2023.

Sono anni di elezioni locali e nazionali, di referendum, di governi giallo-verdi e giallo-rossi, di tragedie come il Covid e la guerra in Ucraina. Boscagli fornisce per ogni avvenimento, locale o internazionale, una chiave di lettura che permette di riconoscere un senso più ampio, attraverso giudizi culturali e politici frutto di serio studio e approfondita formazione, ma soprattutto di una personale esperienza cristiana integrale vissuta nelle comunità di Comunione e Liberazione che gli consente uno sguardo non dualista sull’esperienza umana.
Da Benedetto XVI a Manzoni
L’argomentare è pacato e il linguaggio è comprensibile anche quando i temi sono complessi: colti e semplici possono ugualmente avvantaggiarsi della lettura di questi testi. Innumerevoli, puntuali e sempre appropriate le citazioni sia di autori del passato che di personalità contemporanee che di articoli di giornale particolarmente significativi. In cima alla top list c’è Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, valorizzato per i suoi innumerevoli interventi sull’Europa e rivolti ai politici e agli intellettuali; i discorsi al parlamento tedesco, al Collège des Bernardins di Parigi e a Subiaco poco prima della elezione a papa sono costantemente ripresi, in particolare quello sullo «strano odio di sé dell’Occidente». Seguono don Luigi Giussani, Giovanni Paolo II, il cardinale Angelo Scola, papa Francesco.
Fra i poeti e gli scrittori primeggiano l’Eliot di Assassinio nella cattedrale e Alessandro Manzoni, del quale viene riproposto anche un intervento poco conosciuto ma illuminante su Jean-Jacques Rousseau maestro di Robespierre. Quest’ultimo dal filosofo
«aveva imparato che l’uomo nasce bono, senza alcuna inclinazione viziosa; e che la sola cagione del male che fa e del male che soffre, sono le istituzioni sociali. Sul fondamento dunque di quell’assioma, era fermamente persuaso che, levate di mezzo l’istituzioni artifiziali, unico impedimento alla bontà e alla felicità degli uomini, e sostituite a queste dell’altre conformi alle tendenze sempre rette, e ai precetti semplici, chiari e, per sé, facili, della natura (parola tanto più efficace, quanto meno spiegata), il mondo si cambierebbe in un paradiso terrestre. La quale idea, non è punto strano che nascesse in menti che non credevano il domma del peccato originale; come non bisogna meravigliarsi se la vediamo ripullulare sotto diverse forme».
Il suo abc della politica
L’approccio pacato e riflessivo di Boscagli alla politica deve molto all’idea cristiana che l’uomo non può realizzare il paradiso in terra perché in lui sempre conviveranno bene e male, virtù e inclinazione al peccato. Perciò il compromesso e la mediazione, l’attenzione alle ragioni altrui e le soluzioni che salvaguardano il pluralismo delle posizioni non sono composizioni di comodo basate sul pragmatismo, ma atteggiamenti che rispondono alla natura stessa dell’azione politica.
In un editoriale del 17 giugno 2022 enuncia il suo abc della politica:
«Capacità di prendere decisioni a maggioranza dopo aver valutato e discusso diverse opzioni; rispetto delle opinioni altrui; relatività di ogni scelta, centralità della persona e dei suoi diritti che vengono prima di qualsiasi organizzazione politica; umiltà di riconoscere che la politica non è il fine ultimo della vita associata; pazienza di costruire nel quotidiano le risposte possibili ai diversi bisogni che si affacciano; disponibilità al sacrificio dell’opinione e dell’interesse personale; amore per la storia del proprio paese e magnanimità verso i momenti più controversi di essa».
I vizi della Seconda Repubblica
Questo abc lo rende scettico nei riguardi di forme e contenuti della cosiddetta “Seconda Repubblica”: l’abolizione del sistema proporzionale e delle preferenze che ha reso più conflittuale la vita politica e totalmente dipendenti dalla cooptazione del segretario del partito gli eletti, la degradazione delle Province che non va a vantaggio dell’amministrazione del territorio, il leaderismo e il personalismo che sostituiscono programmi e dibattiti col carisma di capi destinati a durare una sola stagione, il bipolarismo artificioso che va contro la varietà della vita pubblica italiana, il fallimento della pratica dell’alternanza, che anziché avvicinare i cittadini alla politica li ha spinti verso l’astensionismo, la dispersione dei cattolici in più partiti da cui è derivata non maggiore libertà ma totale irrilevanza.
Sulla presenza dei cattolici nella politica Boscagli ha le idee chiare: la democrazia come tale deve molto al cristianesimo così come si è storicamente sviluppato in Europa e l’esperienza di comunione in Cristo è fondamentale per il cristiano che si impegni in politica ed è inseparabile dalla sua azione. Cita Chantal Delsol, che ci ricorda che la democrazia moderna nasce nei monasteri benedettini dell’Alto Medioevo e nelle città italiane del XII secolo; cita Benedetto XVI, che nel 2010 così parlò:
«C’è bisogno di politici autenticamente cristiani, ma prima ancora di fedeli laici che siano testimoni di Cristo e del Vangelo nella comunità civile e politica. Quest’esigenza deve essere ben presente negli itinerari educativi delle comunità ecclesiali e richiede nuove forme di accompagnamento e di sostegno da parte dei Pastori. […] Bisogna affrontare la realtà in tutti i suoi aspetti, andando oltre ogni riduzionismo ideologico o pretesa utopica; mostrarsi aperti ad ogni vero dialogo e collaborazione, tenendo presente che la politica è anche una complessa arte di equilibrio tra ideali e interessi, ma senza mai dimenticare che il contributo dei cristiani è decisivo solo se l’intelligenza della fede diventa intelligenza della realtà, chiave di giudizio e di trasformazione».
«La città è il popolo»
Politicamente il Boscagli che esce dalle pagine di Il sugo della storia è popolare e non populista. Cita con gusto Shakespeare: «Che cos’è la città, se non il popolo?». «Giusto, Sicinio, la città è il popolo!». Commenta:
«È una battuta del Coriolano di Shakespeare, merita la citazione dato che c’è una brutta tendenza nelle democrazie, non solo in Italia, ed è quella che considera il popolo come un soggetto non idoneo per occuparsi dei problemi complessi generati dalla modernità: così si auspicano governi di tecnici e competenti. È una tentazione non nuova, viene addirittura dall’antichità, ma che va rifiutata. Per capire di cosa possa essere capace un popolo, e quello italiano in particolare, basta girare l’Italia e constatare come si generino bellezze quando c’è una speranza e una visione positiva della vita e del futuro».
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Il sugo della storia, 400 pagine, è edito da Compagnia delle opere Lecco-Sondrio, Centro culturale Alessandro Manzoni, Resegoneonline. In vendita al prezzo di 20 euro, è disponibile nei seguenti punti vendita:
- Libreria Cattaneo, via Roma 52, Lecco
- Libreria Mascari5, via Mascari 5, Lecco
- Peregolibri, via dei Mille 25, Barzanò (Lc)
- Edicola Corno, piazza Manzoni, Lecco
- Cdo Lecco e Sondrio, via Col di Lana 4, Lecco
È possibile prenotare una o più copie scrivendo all’indirizzo [email protected]
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