
«L’Inter è una squadra al capolinea e i soldi sono finiti, largo ai giovani»
La penosa partita giocata contro la Roma lascerà senz’altro il segno nella storia di una squadra, l’Inter, che ha fatto della forza fisica e della tenacia nel recuperare il risultato anche in situazioni molto difficili, la sua cifra agonistica. Mai la squadra nerazzurra si è presentata così fuori forma e bollita all’appuntamento in campo. Giornata storta o fine di un ciclo? «È sicuramente la fine di un ciclo» risponde a tempi.it Gianluca Rossi, commentatore sportivo di fede interista. «Davanti a una partita come quella di Roma, dove non c’è un difensore che salta l’uomo, uno che chiude, uno che si propone, dove non c’è distanza tra i reparti le responsabilità del tecnico sono secondarie».
Per Ranieri gli ultimi risultati negativi arrivano da una mancanza di concentrazione dopo la vittoria sul Milan nel derby.
La squadra è finita e penso che Ranieri ne sia consapevole ma non può dirlo perché c’è un campionato da portare in porto. Può fare qualche partita bene, basandosi sull’orgoglio, ma è evidente che le gambe non ce la fanno più.
Mercato di gennaio insufficiente, Thiago Motta venduto per sua stessa insistenza, voci di cambi in panchina. Non c’è una pericolosa aria di mobilitazione che aleggia ad Appiano per colpe anche societarie?
Le colpe sono tutte della società. Non ci sono soldi e i tifosi non lo capiscono, perché non leggono “Il Sole 24 ore” ma solo “La Gazzetta dello Sport”. E l’Inter non può essere venduta in questo momento, come non lo possono essere il Milan e la Juve: nessun investitore straniero avrebbe motivo di comprare da noi, siamo il terzo mondo economico per quanto riguarda il calcio. Non c’è la possibilità di costruire nuovo stadi, né di aumentare i ricavi. Le foto di Zamparini con gli sceicchi servono solo a strapparci due risate. La verità è che è finito il tempo delle vacche grasse ebisogna ripartire dai giovani al più presto.
A proposito di giovani, non è preoccupante che negli ultimi vent’anni l’Inter abbia promosso in prima squadra solo un paio di giocatori del suo vivaio?
Non mi pare che Milan e Juve vivano una realtà diversa. Troppo spesso in Italia un giovane approdato in prima squadra viene “bruciato”. Ultimamente nell’Inter è arrivato Faraoni, ma già è stato etichettato come un giocatore non da Inter. Il problema è che se si parte pensando a Bergomi, Ferri, Zenga. Un tempo c’era più pazienza, oggi o vinci subito al primo anno o sei fallito.
Un conto però è la crisi economica, un conto è spendere male i soldi…
Nel mercato di gennaio si sono concretizzati solo prestiti e chissà se verranno riscattati a fine stagione. La verità è che non si possono più comprare giocatori come si faceva due o tre anni fa.
Ma essere costretti al cosiddetto “fairplay finanziario” non è diretta conseguenza della sconsiderata gestione Moratti degli anni scorsi?
C’è stato un “triplete”, diciotto trofei vinti, parlare di un fallimento lungo diciassette anni mi sembra fuori luogo. È vero, negli ultimi due anni si sono fatte le cose senza usare il cervello ma non mi sembra che prima la gestione potesse essere oggetto di critica.
Quindi prima del “triplete” la gestione Moratti è stata sempre inappuntabile?
Non è possibile vincere all’infinito. Le squadre nascono, se è possibile vincono e poi muoiono se non si hanno i soldi per rinnovarle. Mi sembra che sia logico quello che sta succedendo. A sentire certi tifosi prima Branca era un genio del mercato, ora è un cretino. Certamente è molto più facile operare sul mercato con trenta milioni di euro piuttosto che cinque. Arrivati a questo punto bisogna mandare in esaurimento questa squadra con i contratti che ci sono e ricominciare con forze fresche e tifosi più pazienti. Una squadra di giovani che possa dare qualche soddisfazione, prima che arrivino Barcellona e Real sul mercato.
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