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L’imperialismo augusteo di Donald Trump

Di Rodolfo Casadei
17 Febbraio 2025
No, non sarà il presidente di un’America post-imperiale. Gestirà il potere di concerto con le altre superpotenze (Cina e Russia), spartendosi le zone d'influenza. Rianimerà una religione di Stato in chiave calvinista
Il presidente Donald Trump e la telepredicatrice Paula White, Washington, DC, Stati Uniti, 6 febbraio 2025 (foto Ansa)

Sono bastate tre settimane per spegnere la speranzella che in tanti coltivavamo: no, Donald Trump non sarà il presidente di un’America post-imperiale – come ci aveva raccontato Germano Dottori, e senza crederci a occhi chiusi ci avevamo sperato. Avevamo creduto che bellicosi annunci di dazi commerciali e colombeschi annunci di pace («Misureremo il nostro successo non solo in base alle battaglie che vinceremo, ma anche in base alle guerre a cui porremo fine e, cosa forse più importante, alle guerre che non inizieremo mai») preludessero al ridimensionamento della proiezione di potenza Usa e all’introversione necessaria alla ricostruzione materiale e morale di un’America che voleva tornare ad essere economia manifatturiera, con tutto ciò che questo significa per la stabilità delle famiglie americane e per la liberazione di energie storiche in giro per il mondo, a cominciare dall’Europa e dalle sue non ancora morte nazioni.
E invece no: l’America di Trump sarà neo-imperiale, questo è chia...

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