Libia. Ritrovati i resti dei 21 martiri cristiani trucidati dall’Isis

Di Redazione
09 Ottobre 2017
Il ritrovamento delle spoglie mortali conferma che sono stati tutti decapitati dai jihadisti con le mani legate dietro la schiena

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Sono state ritrovate in Libia le spoglie mortali dei 21 martiri copti uccisi dallo Stato islamico nel 2015 dopo che avevano rifiutato di convertirsi all’islam. I resti sono stati rinvenuti in una fossa comune situata nei pressi della città di Sirte, ex roccaforte dei jihadisti, e inviati a Misurata per ulteriori esami.

TUTTI DECAPITATI. La fossa comune è stata scoperta il 6 ottobre e, come riporta un comunicato del governo di unità nazionale libico, contiene i corpi di «20 uomini di nazionalità egiziana e un uomo che potrebbe essere di nazionalità africana. Sono stati ritrovati grazie alle confessioni dei jihadisti e dei membri dell’Isis fatti prigionieri durante la cattura di Sirte». I resti confermano le prime versioni dell’eccidio, documentato in un filmato diffuso dall’Isis nel 2015: i 21 uomini proclamati martiri dalla Chiesa ortodossa copta sono stati tutti decapitati con le mani legate dietro la schiena.

«PIÙ GRANDE CASO DI MARTIRIO». Come dichiarato a tempi.it dal vescovo copto-ortodosso di Minya Anba Macarius, «è il più grande caso di martirio cristiano del nostro tempo». Nel villaggio di Al Awar, vicino a Minya, i fedeli con fondi devoluti dal governo di Al-Sisi stanno costruendo una chiesa intitolata ai “Martiri di Libia”. Alla cerimonia di posatura della prima pietra hanno partecipato anche esponenti di tutte le comunità islamiche locali.

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