«Non sarei sorpreso se sui barconi verso l’Italia si nascondessero degli uomini dell’Isis»

Di Redazione
10 Agosto 2016
Intervistato dal Corriere, il premier del governo di unità nazionale ci mette in guardia: «L’Isis ci minaccia tutti allo stesso modo». Forze speciali italiane mobilitate
epa05236776 A handout photograph made available by Media office of the Unity Government (GNA MEDIA) shows Fayez Serraj (R) from the UN brokered Libyan unity government being greeted by unidentified officials upon his arrival in Tripoli, Libya, 30 March 2016. EPA/GNA MEDIA / HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

In una lunga intervista concessa oggi al Corriere della Sera, il premier del governo di unità nazionale Fayez Serraj, dice molte cose riguardanti il suo paese e il rapporto con il nostro. Serraj chiede aiuti internazionali e all’Italia, nello specifico, un sostegno legato a medicinali e ospedali. Un aiuto anche militare? Serraj è generico e diplomatico, limitandosi a dire che «l’Italia è parte dell’alleanza internazionale guidata dagli Usa contro l’Isis e sta ai comandi dell’alleanza decidere come cooperare militarmente». Secondo l’Huffington Post, però, ci sarebbe qualcosa in più: anche se non siamo tecnicamente in guerra, è pronto un documento segreto che «consente al Presidente del Consiglio di autorizzare missioni all’estero di militari dei nostri corpi d’elite ponendoli sotto la catena di comando dei servizi segreti con tutte le garanzie connesse. Immunità compresa». E, a quanto pare, già ora le forze speciali italiane sarebbero nel paese africano.

«QUALSIASI MEZZO». C’è un passaggio dell’intervista del Corriere che merita di essere segnalato. Alla domanda del giornalista se esista «il rischio che l’Isis in Libia utilizzi le barche dei migranti per mandare i suoi militanti in Europa», Serraj risponde così: «L’Isis è un’organizzazione pericolosissima. Utilizzerà qualsiasi mezzo per inviare i suoi militanti in Italia e in Europa. Non sarei affatto sorpreso di scoprire che i suoi uomini si nascondono sui barconi diretti verso le vostre coste. Dobbiamo affrontare insieme questo problema. L’Isis ci minaccia tutti allo stesso modo».

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3 commenti

  1. Rudy

    Tempo fa Salvini denunciò il rischio che sui barconi potessero arrivare anche dei terroristi. Fu deriso da Renzi, Gentiloni e Alfano.
    Poi la stessa denuncia arrivò anche da servizi segreti stranieri, poi si registrarono effettivamente terroristi arrivati tra i migranti.
    Questi fatti danno la misura dell’assoluta inadeguatezza dei nostri politici, senza escludere l’alto tradimento nei confronti della Nazione (se non per ‘dolo’, almeno per ‘colpa grave’).
    Il PD sta portando il popolo italiano al disastro.

    1. Menelik

      Verissimo.
      Mi ricordo anch’io.

  2. Rolli Susanna

    Sì, tutti bei propositi,sempre così…Scusate, ma l’ISIS si conosce solo da ieri?, e dei barconi che sbarcano quotidianamente si sa solo da ier l’altro? Ma quanta acqua sotto i ponti deve passare per muovere le chiappe (scusate!!!)????

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