L’Homo Diplomaticus e il superamento della guerra

Di Robi Ronza
27 Febbraio 2025
Il contributo di Robi Ronza (Giornalista) per il Lisander, in reazione ad un saggio del professore Paolo Soave (Università di Bologna) sulla crisi dell'Homo diplomaticus
Zaporizhzhia, Ucraina, 22 marzo 2024 (Ansa)
Zaporizhzhia, Ucraina, 22 marzo 2024 (Ansa)

Se non da prima, almeno dall’inizio della civiltà urbana due grandi mali hanno accompagnato l’uomo nel suo cammino: la schiavitù e la guerra. Eppure in Occidente la schiavitù si estinse nel Medioevo, riprese all’inizio dell’Età Moderna ma con delle limitazioni, e quindi venne bandita nella seconda metà del secolo XIX.

Persino Aristotele aveva giustificato la schiavitù e la riteneva inevitabile, né al suo tempo e per molti secoli ancora si riuscirà a immaginare un’economia e una società senza schiavi. Eppure, sotto la spinta dell’intreccio positivo di sviluppi tecnici e di una crescita di quella che Paolo Soave chiama «la soglia etica su cui si regola la convivenza umana», a un certo punto la schiavitù venne superata. Beninteso, ne restano tuttora dei residui, ma non è più centrale in alcuna parte del mondo, per discosta e isolata che sia.

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