Letta: «Abolito il finanziamento pubblico». Mercoledì l’iter inizia al Senato

Di Chiara Rizzo
13 Dicembre 2013
Con un decreto legge il Cdm prevede solo contributi volontari privati, con alcuni paletti, o la destinazione del 2 per mille. Grillo: «Pd restituisca 45 milioni di euro». Matteoli: «Grave errore»

Dopo che la notizia era stata divulgata via twitter, oltre che dal premier Letta, anche dai ministri alle Riforme Gaetano Quagliariello, e all’Interno Angelino Alfano, a Consiglio dei ministri ancora in corso, Letta in conferenza stampa ha confermato ufficialmente che con decreto legge il Governo ha approvato l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Letta ha specificato che «il testo del decreto legge è quello del disegno di legge approvato dalla Camera lo scorso 16 ottobre». Poi: «Abbiamo mantenuto la promessa fatta ad aprile».

COSA CAMBIA. La Camera aveva approvato un testo in cui è previsto che il privato che voglia sostenere un partito può donare un massimo di 300 mila euro (con un tetto di 200 mila euro se invece non si tratta di persone fisiche), con detrazioni fiscali del 37 per cento per quote che vanno da 30 a 20 mila euro, del 26 per cento per quote tra i 20 mila e i 70 mila euro. A parte queste donazioni volontarie, il cittadino può sempre liberamente scegliere di destinare ai partiti il 2 per mille. Il decreto varato oggi però introduce dei paletti perché i partiti possano ricevere questi contributi volontari. Letta ha spiegato che il decreto «introduce l’obbligo della certificazione esterna dei bilanci dei partiti politici», e inoltre dal 2014 i partiti sono ammessi al finanziamento privato in regime fiscale agevolato solo se nell’ultima consultazione elettorale hanno ottenuto almeno un candidato eletto (alla Camera, al Senato, in Regione o al Parlamento europeo), o hanno presentato candidati nella stessa consultazione in almeno tre circoscrizioni per le elezioni della Camera, o in almeno 3 regioni per quelle del Senato, o in almeno 1 regione o 1 provincia per le altre consultazioni. Anche per ottenere la ripartizione annuale del 2 per mille, i partiti devono avere ottenuto almeno un candidato eletto.

ITER PARLAMENTARE. Il senatore Pd Luciano Pizzetti, componente dell’Ufficio di presidenza e relatore in materia, ha fatto sapere che l’esame del decreto legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti inizierà mercoledì alla commissione Affari costituzionali. Pizzetti ha aggiunto: «Condivido la scelta di Letta di procedere con decreto sulla norma, dando così corso ad un preciso impegno assunto in Parlamento e approvato con ripetuti voti di fiducia. In quanto relatore sul provvedimento, avevo comunicato al presidente Letta la mia condivisione sullo strumento del decreto a due condizioni: che il decreto fosse tal quale il testo approvato dalla Camera e che l’iter partisse dal Senato. Con tali presupposti, a mio avviso, il decreto accelera i tempi attuativi delle norme, nel pieno rispetto del lavoro e della funzione del Parlamento».

LETTA: «IL PROBLEMA È STATA L’OPACITA’». In conferenza stampa Letta si è mostrato molto soddisfatto di questo passo: «Il problema è stata l’opacità, ci sarà un meccanismo molto stringente che impedirà gli scandali degli anni scorsi. Anche il nuovo sistema di finanziamento, con il due per mille, dà tutto il potere ai cittadini. L’inoptato del due per mille resterà allo Stato».

GRILLO: «RESTITUITE I RIMBORSI DEL PD». Immediata la dura replica di Beppe Grillo alla notizia del cancellamento dei rimborsi pubblici. Prima il leader del Movimento cinque stelle ha scritto via twitter: “Basta con le chiacchiere enricoletta. Restituisci ora 45 milioni di euro di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio. #Bastaunafirma”. Poi ha rilasciato una dichiarazione al vetriolo: «Per rinunciare ai finanziamenti pubblici è sufficiente non prenderli come ha fatto il M5S. Il decreto legge di Letta è l’ennesima presa per il culo».

MATTEOLI: «DEMAGOGIA». Molto critico il senatore Altero Matteoli di Forza Italia, che mette in luce l’esigenza dei partiti di sostenere forti spese per essere presenti sul territorio: «Il governo Letta la presenta come una conquista, io penso invece che l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti sia un grave errore che inciderà profondamente ed in negativo sulla qualità della nostra democrazia. Con nonchalance e una forte dose di demagogia Letta, Alfano, Quagliariello e gli altri ministri annunciano questa conquista. Per essere efficace ed al servizio dei cittadini, la politica deve essere organizzata e i partiti sono indispensabili fermo restando un serio controllo sulle loro spese. Con questo provvedimento sbagliato, si obbligano i partiti a cercare i finanziatori che poi li condizioneranno nelle scelte. Siamo di fronte ad un errore drammatico. Auspico che il Parlamento rifletta prima di dare il via libera a questo decreto».

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