Legge elettorale, perché i partiti si accapigliano tanto? Qui le posizioni in campo

Di Redazione
04 Dicembre 2012
Nonostante i problemi dell'attuale legge elettorale, i partiti dell'attuale maggioranza non hanno ancora trovato una convergenza sul premio che spetterà a chi vince le elezioni.

Nonostante le numerose sollecitazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in parlamento perdura lo scontro sulla stesura della nuova legge elettorale. Il Pd accusa il Pdl di essere ostaggio di Silvio Berlusconi e di voler “stravolgere” gli accordi già presi, il Pdl accusa il Pd di dissimulazione e di voler andare al voto con l’attuale legge elettorale.

LA LEGGE ATTUALE. Con la legge elettorale attuale, il cosiddetto “porcellum”, non si vota per i rappresentanti di partito ma per i partiti. Gli eletti fanno parte di una graduatoria stilata dai partiti. Alla prima coalizione viene assegnata un numero di seggi minimo che corrisponde al 55 per cento del totale; al senato, il premio di maggioranza è assegnato su base regionale, con lo stesso principio.

SENATO E RAPPRESENTANTI, I PROBLEMI DEL PORCELLUM. Il porcellum è criticato perché non permette agli elettori di scegliere i propri candidati e perché il metodo di assegnazione delle maggioranze (una su base regionale e una nazionale), può creare due maggioranze diverse al senato e alla camera. Poiché, in Italia, ogni legge deve essere approvata sia dal senato sia dalla camera, l’esistenza di due maggioranze diverse (o una labile al senato) creerebbe l’ingovernabilità.

COLLEGI UNINOMINALI O PREFERENZE? Per la scelta dei rappresentanti, le alternative sono due: le preferenze o i collegi uninominali, a cui affiancare, eventualmente, una percentuale di rappresentanti scelti dal partito. Con le preferenze la graduatoria premia il più votato di un partito che abbia ottenuto seggi nella circoscrizione. Nei collegi uninominali, passa soltanto chi vince fra tutti i candidati dei vari partiti nel collegio. Il problema dei collegi uninominali è che bisognerebbe determinare il territorio del collegio, dopo un censimento e uno studio geografico che potrebbe impiegare mesi prima di essere risolto. Visti i tempi ristretti della riforma della legge elettorale, è più probabile l’uso delle preferenze. Non è ancora chiaro se i candidati eletti tramite le preferenze saranno affiancati, e in quale proporzione, da una lista di  “nominati” dai partiti.

PREMIO DI MAGGIORANZA. Tutti gli schieramenti ritengono certa una vittoria del centrosinistra. Il Pd cerca ottenere la certezza della governabilità, il Pdl di arginare la sconfitta. Secondo le ultime modifiche al testo della legge elettorale, il premio di maggioranza non andrebbe alla prima coalizione ma a quella che raggiunge il 40 per cento (proposta Quagliarello) o il 42,5 (proposta Calderoli) dei consensi su base nazionale. Questo costringerebbe il Pd ad allargare la coalizione per ottenerlo. Perciò il Pd ha chiesto che sia previsto un “premio di consolazione” a chi non raggiunga quota 40-42,5. In questo senso Roberto Calderoli ha previsto un “premietto” , che non assicura automaticamente la maggioranza in parlamento, in proporzione ai voti presi. Con la bozza di Quagliarello, il premietto automatico sarebbe fissato a cinquanta parlamentari, per chiunque prenda il 25-39 per cento dei voti.

PER IL PD SAREBBE MEGLIO IL PORCELLUM. Il Pd, dunque, sarebbe premiato dal porcellum più che da una delle nuove proposte avanzate da Calderoli o da Quagliarello. Stando ai sondaggi attuali, e alla frammentazione del centrodestra, infatti, non faticherebbe a ottenere la maggioranza al Senato. L’unica “incognita” è Berlusconi.

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